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Penelope candidata agli Oscar

La Spagna fa il tifo per la Cruz

Penelope candidata agli Oscar
MADRID – Domenica notte, a Los Angeles, quando si assegneranno gli Oscar, la Spagna potrebbe sussultare di orgoglio nazionale, spinta da una formidabile operazione mediatica, di marketing, di ossessione, di martellamento e, soprattutto, di fortuna. Tutto, ovviamente miscelato, in dosi ben diverse. L’epicentro di questa probabile scossa è Penélope Cruz, che oltre i Pirenei basta chiamarla Pé, e tutti capiscono di chi si parla. Come basta dire Mò, per la sorella Monica, anche lei attrice e stilista di moda, ma in più ballerina e cantante, e poi c’è Edo, il fratellino musicista. Una bella famiglia che è una multinazionale di svariati milioni di euro. Un’onda latina che tallona stretto gli spagnoli con il cinema, la musica, la moda, la danza e la tv. Senza tregua. Tanto che il rigetto verso i Cruz onnipresenti è soltanto tenuto a bada dall’aspettativa nazionale che borbotta: "vediamo se Pé riesce a portarsi via un Oscar". Sarebbe la prima, e forse l'unica, nella storia del cinema spagnolo. Pé è candidata come miglior attrice non protagonista per "Vicky, Cristina, Barcelona", la pellicola di Woody Allen con Javier Bardem, attuale "novio" della Cruz: potrebbe essere lui stesso a premiarla, considerato che l’anno prima ha vinto con la stessa candidatura, ma al maschile, per "Non è un paese per vecchi" dei fratelli Coen. Questo ha rinfiammato la popolarità di Pé, l’unica spagnola ad avercela fatta a Hollywood. Inoltre, in questi giorni, su YouTube è stato pubblicato il primo cortometraggio diretto nel 1979 da Pedro Almodovar, La concejala antropófaga (La consigliera cannibale), sette minuti irriverenti, trasgressivi ed esilaranti con Carmen Machi, e soprattutto, con un cammeo, extratemporale di Penélope, la musa almodovariana di tanti suoi film di successo. Peccato che Canal Satélite Digital S.L. ha permesso la visione del corto soltanto per 48 ore: c'era un problema di diritti.

Roberto Pellegrino

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