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L'arma di Israele è una bomba

con gli occhi blu e di nome Bar

L'arma di Israele è una bomba

Sono giorni di fuoco politico in Israele dopo la notizia che Shimon Peres ha affidato a Benjamin Netanyahu il compito di formare un nuovo governo con Avigdor Lieberman, tagliando fuori dai giochi la vera vincitrice delle elezioni di due settimane fa, Tzipi Livni e il suo partito di centro, Kadima, e aprendo ad una coalizione di destra. Ma in Israele c’è anche un’altra bomba ormai esplosa, i cui effetti si faranno sempre più sentire in giro per il mondo, senza bisogno di premere alcun grilletto, piuttosto sfogliando semplicemente le riviste di moda e dedicate agli uomini. Nulla a che vedere quindi con la Striscia di Gaza e gli Hezbollah. Questa volta, infatti, l’arma di Tel Aviv ha due lunghe gambe, capelli biondi e un fisico da top model (misure 89-60-89) con il volto della bellissima Bar Refaeli.
Le armi e gli amori di Bar Non è educato dire l’età di una donna, quindi ci limiteremo a segnalare che è nata il 4 giugno del 1985 e che da qualche tempo a questa parte si accompagna con un divo del grande schermo, noto al pubblico femminile per il suo fascino. Dopo una storia fugace con David Charvet, protagonista della serie Baywatch, il colpo grosso è arrivato nel 2005 quando ha stregato Leonardo Di Caprio a Las Vegas, in occasione di un concerto degli U2. Un legame che pare durare, almeno per il momento. Insomma, Bar è andata a sostituire la collega di passerella Gisele Bündchen, non una qualunque, reggendo il confronto.
Bar è una ragazza tosta che ha portato in tribunale il quotidiano israeliano più diffuso, Yedioth Ahronoth, colpevole di non aver riportato accuratamente una sua dichiarazione sulla leva obbligatoria per i suoi coetanei israeliani e nella quale avrebbe affermato: “Perché dovrebbe essere bello morire per il proprio Stato? Non è forse meglio vivere a New York?”. Bar ha vinto la causa: lei ama il suo Paese e fa di tutto per ricordarlo mentre viaggia per il mondo, posando per le riviste più importanti, come nel caso degli scatti per Sport Illustrated, con la collezione bikini 2009. Un bel vedere, non c’è che dire. In occasione dell’ultima tornata elettorale ha preso posizione, mostrando apprezzamento per l’operato della povera Livni, riuscita nel miracolo di battere il Likud per un solo seggio, troppo poco per aspirare a prendere il posto di Golda Meir come Primo ministro donna. Quest’anno sarà protagonista anche in un film in lingua inglese, Session, diretto dall’israeliano Haim Bouzaglo. Un thriller psicologico che tratta di manipolazioni sulla mente.
Una scelta azzeccata, perché è difficile non perdere per qualche secondo la testa quando davanti agli occhi si materializzano gli occhi azzurri e le curve yiddish di Bar Refaeli. Altro che piombo fuso.

Dario Mazzocchi

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