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Gaga Anche le Lady piangono (per Amy): "Visto la Winehouse? Non uccidete la popstar"

Miss Germanotta ricorda la Winehouse: "Prendetevi cura anche dell'anima". Parola del più grande computer dello showbiz...

Gaga Anche le Lady piangono (per Amy): "Visto la Winehouse? Non uccidete la popstar"
"Non uccidete la popstar". Più che un'accusa, quella di Lady Gaga pare una implorazione. Miss Germanotta leva gli scudi e difende, a modo suo, la memoria di Amy Winehouse. Una diva eccentrica, come lei, e finita male perché non in grado fino in fondo di reggere il mondo vero, giù da un palco. Cosa che a Lady Gaga pare riuscire molto meglio, con un pizzico di scaltrezza in più. Intervistata dalla radio Omaha 94.1, la 'nuova Madonna' attacca stampa e tv, proprio quelli che per anni hanno esaltato la Winehouse e, da morta, attaccata e messa in croce per le sue debolezze. Un po' come potrebbe accadere presto anche con Gaga, il computer dello showbiz programmato per battere record e regalare copertine, ad ogni costo. "È una lezione per il mondo. Non uccidete la superstar, prendetevi cura della sua anima". Un accorato appello da una fan di vecchia data di Amy: "Non ero nessuno quando lei è venuta fuori", ricorda Lady Gaga. Concetto ribadito via Twitter: "Amy ha cambiato la musica pop per sempre. Ricordo che sapevo che c'era speranza e che mi sentivo meno sola grazie a lei".

Chi ci guadagna - Cinicamente, si potrebbe dire che la morte della Winehouse è una speranza anche per chi è rimasto a questo mondo e potrà diventare un po' più ricco grazie alla sua memoria. I discografici, innanzitutto. Non c'è da stupirsi a rivedere in classifica al nono posto Back to black, con 37mila copie vendute, a cinque anni dalla sua pubblicazione. Stessa cosa capitata anche ai dischi dei Queen dopo la morte di Freddie Mercury e a Michael Jackson. E tra una lacrima e l'altra, si sfrega le mani anche il padre di Amy, Mitch. Jazzista senza troppo talento, grazie al cognome (della figlia) era riuscito a strappare qualche concerto in giro per il mondo. Come sabato, quando si trovava in America mentre la cantante moriva a Londra. "Ero con mio cugino a New York, quando l'ho saputo - ricorda - e subito ho pensato di creare una Fondazione Amy Winehouse, qualcosa per aiutare ciò che lei amava, i bambini, i cavalli, ma anche coloro che lottano contro l'abuso di sostanze".

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