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Snobbato Benigni e famiglia, mostra flop Questa volta il rosso non gli piace proprio

L'esposizione a Bologna racoglie solo 11mila paganti in tre mesi: costata 450mila euro, ne ha incassati 50mila

Snobbato Benigni e famiglia, mostra flop Questa volta il rosso non gli piace proprio
Un flop clamoroso: poco più di 11.000 biglietti strappati in 90 giorni di apertura, con un incasso che non ha superato i 50.000 euro a fronte di una spesa di oltre 450.000. Bob&Nico, la mostra dedicata dalla città di Bologna a Roberto Benigni  e alla moglie Nicoletta Braschi, chiude i battenti oggi. E lo fa mestamente, con un risultato economico - e di consensi - sconfortante per chi ama il comico toscano che ha girato ieri il primo ciak per il film di Woody Allen, in lavorazione a Roma. Benigni aveva scelto proprio la città delle tre “T” (Tortellini, Torri e Tette) e del cuore rosso emiliano come sede di questa esposizione a lui dedicata.
L’humus bolscevico della zona, aveva pensato, non volterà mai la faccia a uno dei suoi figlioli prediletti. E invece l’insuccesso, ora, rischia di dargli alla testa.
A perdersi - e senza rimpianto alcuno - la mostra sono stati in moltissimi, almeno a giudicare dai numeri: l’affluenza, pur non essendo “desertica”, in questi tre mesi di apertura è stata impietosamente scarsa rispetto alle previsioni iniziali.
Certamente non quella preventivata dallo stesso Benigni, dalla Nicoletta e dalla Cineteca della città emiliana che ha allestito l’esposizione. Così come gli introiti, i 50.000 euro che lasciano un buco notevole nel rapporto spese-ricavi (i costi, lo ripetiamo si sono aggirati sui 450.000 euro!) e sono stati devoluti da Benigni in beneficenza. Meglio era andata l’esposizione dedicata a Charlie Chaplin e quella a Federico Fellini, al museo Mambo. Come dire:
Charlot e il maestro di Rimini battono Johnny Stecchino 2-0. Di chi è la colpa? Di Benigni? Della moglie Nicoletta che fa l’attrice soltanto nei film del marito e nessuno si è ancora chiesto il perché? Della Cineteca che ha allestito la mostra spendendo cifre da capogiro? Di chi governa Bologna? O, forse, di… Berlusconi? Il Direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ha i suoi
rimpianti: «È stata Bologna a tradire Benigni. È mancata la giusta promozione pubblicitaria della mostra. D’altra parte non potevamo accollarci anche tali spese… Questa è una città che non fa sistema: le cose si realizzano ma non sono poi vendute bene. E poi il periodo pre-festivo non è stato favorevole e la sede di palazzo Pepoli, in pieno centro, non è ancora così nota ai bolognesi e ai turisti. Bob&Nico meritavano un’altra attenzione». C’è sempre un’alibi, come si vede, per il compagno ferito: la cattiva pubblicità, le ferie, il museo nascosto, l’altrui responsabilità. Ma Bologna non è rossa che più rossa non si può? Tipico della sinistra: mai colpa sua.
Nessuno ha pensato che della ricostruzione del lager de  La vita è bella e del campo di grano e papaveri che compariva in Berlinguer ti voglio bene, non ha fregato un tubo a nessuno. Benigni tace anche se non può aver fatto finta di niente quando gli sono stati comunicati i numeri dei biglietti venduti. Si aspettava code infinite ai botteghini di Bob&Nico e, invece, nisba. Il flop ha però interessato i naviganti del web i cui giudizi sono taglienti: «Di questa mostra non ne ho sentito minimamente parlare» scrive AcidoCitrico. «Si spiega tutto con una citazione del grande Renzo Arbore: meglio dal vivo che dal morto», aggiunge PM54. «Benigni? Se non parla di Berlusconi perde la metà degli spettatori, qualsiasi cosa faccia. Anche una mostra», dice Balo. «Il problema di Benigni? La moglie!" conclude cinicamente Abertoli. Prossima tappa per l’esposizione Bob& Nico, che diventa persino itinerante, Los Angeles, presso la sede dell’Academy che assegna i premi Oscar. Con il dollaro e la popolarità del comicaccio entrambi così giù, c’è il sospetto di un altro, clamoroso flop annunciato. Scommettiamo?

di Leonardo Iannacci

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Commenti all'articolo

  • vitali vanna

    06 Agosto 2011 - 23:11

    Speriamo che non lo chiamino in qualche programma televisivo per compensare le perdite veneziane e bolognesi. SAREBBE IL COLMO. Benigni BASTAAA!!!Non se ne può più

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  • kingapache

    06 Agosto 2011 - 19:07

    la città delle 3 T è Cremona e non certo Bologna : Tette , Torrone , Torrazzo.

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  • Ligabo

    06 Agosto 2011 - 18:06

    Beh, ragionando realisticamente, chi mai potrebbe essere disposto a pagare per vedere foto tratte da filmati o film che molti hanno a casa e trasmessi continuamente dalle TV? Questa mostra è chiaramente un pubblico e costoso omaggio dell'attore alla consorte. Anche se non l'ha pagata lui, l'importante è che l'abbia gradita lei. Tengo però a precisare che, secondo il noto motto popolare, la "Città delle 3 T" non è Bologna, bensì Cremona: "Turùn, Turàss e Tetàss", quest'ultimo termine a volte sostituito con "Tugnàss".

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  • ammunition

    06 Agosto 2011 - 17:05

    I tempi dell'"Inno del corèpo sciolto" o dei duetti con Arbore o in ultimo del Piccolo Diavolo sono finiti da tempo.Ha preso un Oscar con i soldi di Miramare, viuvacchia facendo il bischero su berlusconi o recitando una nenia su Dante che non somiglia nemmeno lontanamente a Albertazzi o Carmeno Bene. Come fanno a pagare per lui non lo capiro mai. Il cavallo a Sanremo con la bamdiera poi è stata l'ultima buffonata dsella RAI

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