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Il Mauro Masi che non t'aspetti "Santoro, gran professionista"

L'ex dg Rai si confessa: "In un libro svelerò tutta la verità. La mia colpa? Quella di non essere riuscito a farmi comprendere"

Il Mauro Masi che non t'aspetti "Santoro, gran professionista"
"Santoro è sicuramente un grande professionista e si vedrà che, nella realtà, è molto meglio di come si sforza di apparire, a beneficio del suo pubblico, che lo vuole a tutti i costi nel ruolo del provocatore. Sarà un’autentica sorpresa". Eccolo, il Mauro Masi che non ti aspetti, e che sul numerdo di Chi in edicola martedì 9 agosto si spende in un eleogio del teletribuno, suo acerrimo nemico fino a quando era il direttore generale della Rai.

In un libro tutta la verità - "La famosa telefonata a Santoro? Non la rinnego, ma sarebbe stato meglio andare in trasmissione di persona". E a proposito di Luigi Bisignani, spiega: "E' un amico da trent'anni. Con cui parlavo di tutto, tipo 'quattro amici al bar'. Ascolto tutti, ma poi decido sempre con la mia testa". Poi continua: "Con Santoro la situazione è stata particolare e io sono uno che ci mette la faccia. Sto scrivendo un libro, che si chiamerà 'Viale Mazzini' e che uscirà in autunno, da cui credo emergerà un rapporto inedito e inaspettato tra me e lui". Inutile negare che la curiosità è tanta: possibile che i due avessero un "rapporto inedito e inaspettato"?

"Non mi sono fatto capire" - Masi poi continua nell'analisi della sua esperienza nella televisione pubblica. Alla luce dei fatti, spiega, uscire dalla Rai è stata "quasi una liberazione", anche se "il tempo mi renderà giustizia". L'ex dg, oggi amministratore delegato della Consap (concessionaria servizi assicurativi pubblici) sottolinea come "quella di viale Mazzini è stata un'esperienza professionale importante ma, per come era andata ultimamente, uscirne ha significato davvero una liberazione. Amo le sfide - ha aggiunto - anche se questa è stata più difficile del previsto. Non ho digerito il fatto di passare come un censore". Poi sottolina come non sia riuscito "a far arrivare il mio messaggio: la volontà di applicare le stessere regole a tutti. Da Bruno Vespa a Giuliano Ferrara, a Michele Santoro. Lo ammetto - ha concluso -: non ci sono riuscito. Ho il rimpianto di non essere riuscito a comunicare ciò che volevo. Nella vita ho imparato a voltare pagina. Sono della Vergine, concreto".

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Commenti all'articolo

  • freefaber

    08 Agosto 2011 - 18:06

    Vista la figura non proprio eccellente 'raccapezzata' dal Dott. Masi Mauro innanzi ad otto milioni di italiani in diretta telefonica ad anno zero, come non aspettarsi tali esternazioni? Mi farebbe pensar male il contrario da parte di chi, forse, non ha specifica contezza del valore aggiunto che, in certe occasioni, possiede l'arte del rimanere silenti.

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  • Liberovero

    08 Agosto 2011 - 18:06

    ce ne ha messo del tempo a capire che Santoro è un grande professionista. Solo lui e qualche ottuso abbonato RAI non la aveva capito, eppure il buo Santoro nella prima puntata con la parabola dei bicchieri aveva cercato di farglielo capire. Solo un direttore generale pazzo poteva cercare di mandare via da un'azienda un professionsita che faceva guadagnare alla ditta più di quanto la stessa spendeva per il suo compenso. Cose che possono succedere in un'azienda che punta al fallimento più che al porfitto o nella repubblica delle banane come la nostra, dove un'azienda pubblica cerca di mandare via chi rende e si tiene invece chi spende senza rendere tipo Minzolini, Sgarbi o Ferrara. Tu fai audience, porti pubblicità ma non sei servo di Arcore?: fora dai ball. Tu invece perdi audience provochi un calo degli introiti ma sei servo di Arcore? Puoi restare, ovviamente a spese degli Italiani. Questa sarebbe la cultura del merito tanto cara ai berluscones?

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  • Sam

    08 Agosto 2011 - 16:04

    Amministratore Delegato della CONSAP ?? In base a cosa? CHI lo ha messo li? CHI paga ? ( qui posso immaginare ). Giada Kulyte, seguiamo lei.. e vediamo se va alla Consap per il "ricongiungimento " familiare...

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  • maxdavado

    08 Agosto 2011 - 15:03

    Chissà se nel suo libro,parlerà anche dei suoi rapporti con Berlusconi,che credo siano stati molto più cordiali e interessati che con Santoro.

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