Cerca

Il veggente di Chiambretti: dalle visioni al nuovo libro

Intervista a Irnerio Falchieri: riuscì a vedere la paternità di Piero. "Fin da piccolo ho avuto delle percezioni"

Il veggente di Chiambretti: dalle visioni al nuovo libro
Ho conosciuto Irnerio Falchieri casualmente, un mio conoscente mi ha passato il numero e mi ha chiesto se volevo intervistare il veggente di Chiambretti. Subito mi sono incuriosita, l’ho contattato e chiesto conferma al mitico Piero, al quale Nerio, prima che anche la sua compagna-e futura madre- lo sapesse, aveva predetto la gravidanza e la paternità.

“Quando sembrava impossibile e improbabile potesse avere cosi’ facilmente figli, Nerio mi ha predetto la gravidanza ancor prima che anche la mia compagna lo sapesse” - dice Piero Chiambretti. Per quanto riguarda, poi, una casa che pensavo di avere ormai perso come vendita, mi disse che ce l’avrei fatta e, dopo un anno, per una serie di combinazioni, mi sono ritrovato a ricontattare il proprietario e, poi, è diventata mia, ci tenevo parecchio- quando Chiambretti ando’ a trovarlo, Irnerio vide arrivare per lui una casa con una torretta, ma Chiambretti non gli aveva chiesto nulla, era Ulel che voleva parlarne e dirgli che sarebbe riuscito ad averla-Nerio e io? Piu’ che altro siamo amici, ci scambiamo un sms ogni tanto, per salutarci e sapere come stiamo, non sono uno che frequenta abitualmente maghi o veggenti e non voglio certo passare per un vecchio rimbambito e fanatico, per me Nerio resta un amico che ha effettivamente qualità. Cose negative? Non mi sono mai state dette, quando sono andato a trovarlo mi ha aperto uno squarcio sul passato o mi ha detto particolari che potevo sapere solo io”.
 
Irnerio, che risiede a Bologna, dove è una vera e propria star, cioè super ricercata da tutti, è l’autore, con il giornalista Alberto Bonaveri de “Il Manoscritto delle Tre Verita’”, un romanzo bellissimo, capace di appassionare tutti, credenti, scettici, curiosi, ma in grado, a mio avviso, di gettare un seme di conoscenza nel terreno di tutti; il testo è stato “dettato e voluto” da Ulel, arcangelo e guida di Irnerio.

Sin da bambino Irnerio aveva percezioni, in particolare sentiva come se qualcuno fosse costantemente dietro le sue spalle, credeva fossero solo sue fantasie, poi durante alcuni servizi come reporter, alla fine anni ottanta, ebbe alcuni sogni premonitori di eventi che si sono poi avverati. Nei primi anni novanta aveva cominciato a dilettarsi con la cartomanzia, ma per gioco, finchè, in Africa, una mendicante cominciò a parlargli del suo passato, gli predisse un evento che gli sarebbe accaduto, poi prese un cerino, guardò la sua aurea e gli disse che era uno stregone come lei, che aveva gli spiriti che gli parlavano e che doveva ascoltarli. Quell'incontro fu per lui il bivio, al suo ritorno cominciò a prendere sul serio questa missione.

Quando avete cominciato a scrivere il manoscritto?

“Sin da quando era ragazzo avevo in mente questa storia, così buttai giù qualche bozza”-sottolinea Alberto Bonaveri-“ogni tanto gli tornava alla mente e circa una decina di anni fa, ritrovate casualmente le carte iniziali, decise di riprendere in mano l’idea. Quando iniziò la stesura era come se qualcuno lo spingesse ad andare avanti: era Ulel che voleva fortemente che proseguisse. Mentre scriveva, la storia si arricchiva di aneddoti importanti e il racconto avveniva tramite visioni. Ulel cercava di fargli rivivere qualcosa di straordinario. A quel tempo non aveva compreso ancora per quale motivo quella storia gli fosse rimasta in testa per tanti anni, nè per quale ragione fosse proprio lui a doverla scrivere. Nerio aveva bisogno di qualcuno che sapesse romanzare questa storia, alcuni anni fa, mi conobbe, diventammo amici e, secondo lui, ho saputo dare un tocco magico al racconto”.

“Nel corso di questi anni ho sempre chiesto a Ulel per quale motivo fosse al mio fianco visto che in genere gli arcangeli non hanno contatti con gli esseri umani”-aggiunge Nerio- io però sapevo che Ulel era una entità potentissima perchè faceva previsioni stupefacenti, ma non per questo potevo pensare fosse davvero un arcangelo, perchè da quello che avevo sempre saputo gli arcangeli, in genere, non si avvicinano agli esseri umani, e se lo fanno, può avvenire per motivi eccezionali. Per quale missione mi avrebbe eventualmente scelto? Non sono mai stato un devoto alla religione, raramente andavo in chiesa a pregare, quindi non mi sono mai ritenuto la persona più adatta per essere scelta da un arcangelo, ma, con il tempo, ho potuto constatare che Ulel ha sempre detto la verità. Quando il libro fu pubblicato e quindi non c'era più alcuna possibilità di poterlo cambiare, Ulel mi rivelò che quella storia che avevo scritto corrispondeva alle mie vite precedenti".

Sono tre le verità del libro, quali sono e come devono essere applicate secondo te?

“In realtà sono di più e tutte importanti. Ognuno deve scegliere la sua. Personalmente preferisco parlare di queste tre, reincarnazione, calunnia, e le sette generazioni.

Ulel spiega che non tutti si reincarnano perchè la reincarnazione è un premio dato da nostro Signore, la seconda, poi, è un peccato gravissimo, che Dio considera pari all'omicidio, perché per calunnia molte guerre sono state fatte, molte famiglie sono state distrutte, molte persone sono state uccise ed è morto Gesu, quindi chi calunnierà pagherà tantissimo. Per quanto riguarda le sette generazioni, poi, Dio vuol far conoscere alle persone che dopo la morte non ci sarà subito il paradiso o l'inferno, ma una sorta di anticamera nella quale le anime rimangono vicino a noi, non c'è un tempo preciso perchè c'è una sorta di legame che le tiene ancora vicino a noi. Quella prima fase sarà la preparazione per il loro destino. Chi ha costruito la sua vita basandola sui beni materiali, e per conquistarli ha rubato, o imbrogliato, quando morirà lascerà tutto in questa vita e andrà nella prossima nudo e povero senza affetti, chi ha basato la sua vita cercando di farsi volere bene, invece, lascerà i suoi beni, ma si porterà l'amore e gli affetti di chi gli ha voluto bene e questa sarà la sua ricchezza. In questa prima fase l'amore e le preghiere delle persone che sono in vita saranno per loro una sorta di energia positiva di cui si nutriranno, l'odio della gente, invece, per coloro che in vita hanno compiuto atti negativi, sarà la loro prima punizione e soffriranno la solitudine più assoluta fino al momento del giudizio divino”.

Quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori?

“Con il libro Ulel vuole far comprendere che il vero amore è al di sopra di tutto, che il Male contro la forza del vero amore e della fede non può nulla, chi crede nell'amore in Dio, nell'amore della famiglia supererà qualsiasi ostacolo, potrà anche perdere battaglie, ma vincerà la guerra. Non c'è denaro o potere che possa essere al di sopra del vero amore. Questa è la strada giusta da percorrere, Gesù, infatti, incarna  l'esempio di un grande amore, quello per l'umanità. Il mondo sta attraversando un periodo complesso e la vera crisi è quella spirituale. Le persone si stanno allontanando dagli insegnamenti di Gesù, Ulel vuole che la gente torni ad amare Gesù, comprenda a fondo i suoi insegnamenti e il sacrificio che ha fatto per tutti noi. L’obiettivo di Ulel è quello di ricondurre le anime smarrite a una spiritualità che oggi è sempre più in declino”.

Il racconto fa da cornice a questo grande amore che trascende ogni tempo. Il tesoro non è che una presenza dell’amore di Dio che è arrivato a noi tramite suo figlio, che non fa che amplificare, esaltare e proteggere l’amore, vero filo conduttore del racconto, che, nelle sue svariate e bizzarre forme, abbraccia nella sua infinita potenza, eternità e purezza. Credo fermamente che Ulel, attraverso la dettatura di questo racconto, abbia voluto portare all’attenzione delle nostre vite, povere di sostanza e  significato vero, quello che dovrebbe fare da vero motore alla nostre esistenze. Questo racconto fa nascere nei cuori la fiducia nel fatto che, se conduciamo le vite con sincerità e rettitudine, il Signore non possa fare altro che aiutarci nelle nostre reali realizzazioni. Lui, attraverso i suoi emissari, è al nostro fianco, pronto ad aiutarci e a guidarci. L’amore è un motore di forza ultraterrena. Noi siamo fautori della distorsione di questa forza, limitandola nei soli atti animali. Invece dobbiamo aprire i nostri cuori e vedere con gli occhi dell’amore un mondo migliore di quello che vediamo con gli occhi inquinati da invidia, rabbia e odio”.

Come si articola il rapporto con Ulel?

“Io ho continuamente contatti con Lui. Lo sento dietro alle mie spalle; quando inizio un consulto, gli parlo, apro questo contatto, ma è Lui a decidere senza che io lo chieda. Io opero contemporaneamente sia con le carte, che con Ulel. Le carte però hanno per me una funzione diversa e più limitata, per questo non credo di potermi ritenere un cartomante! Con le carte guardo quello che dovrà succedere alla consultante e quello che le accadrà intorno. Naturalmente se non mi sbaglio a leggerle, diranno la verità, ma questa chiave di lettura, per me, è meno precisa, meno importante, le carte possono avere anche tempi molto lunghi, per me sono solo un veicolo di comunicazione, ma non sono come Ulel, ovviamente, mi servono per chiedere conferme. La vera forza trainante in cui credo in modo assoluto è Ulel, le persone che vengono da me si fidano di lui, perchè Ulel, quando interviene, dice la verità, ma parla solo di quello che ritiene opportuno e non di quello che vuole sapere una persona in modo particolare. Con Ulel ho una complicità stupenda e con Lui posso andare veramente oltre. Gli interventi di Ulel in genere hanno un tempo di previsione piuttosto breve, che può spaziare da qualche minuto a qualche mese, indietro o avanti nel tempo. Chiamo “Porte” tutto quello che vedo tramite Ulel, nomi, posti, numeri e le faccio scrivere alla consultante su un foglio di carta, perchè spesso scrivendole si capiscono meglio, e a volte si collegano tra loro! Quello che la consultante avrà scritto, se lo porterà via, perchè quello che non ha capito al momento del consulto, lo capirà successivamente! Ulel può prendere decisioni e  modificare piccoli eventi, come se fosse un dirigente di una azienda, ma rimanendo sempre a disposizione del Padrone. E’ superlativo se deve intervenire sui pericoli, avvisandoti con precisione stupefacente, per evitare incidenti. Quando, invece, un pericolo è inevitabile, perchè scritto nel destino, non può intervenire”

Nerio, allora se il destino non si cambia, come è possibile che quella persona venendo da te, eviti la morte? Anche perchè ovviamente se Ulel consiglia di non andare a Napoli una persona non ci andrebbe piu! E allora come potrebbe essere già scritto nel destino che morirebbe in quella città, se Ulel glielo evita?

“In realtà il destino è come una spirale. In quel caso Ulel è intervenuto perchè è già scritto nel destino che a quella persona venendo da Ulel sarà evitato il pericolo! La forza di Ulel sta nella precisione, perchè è questa precisione che ne delimita la sua grandezza! Per farvi capire: immaginate di avere due bastoncini in mano e di tenerli orizzontalmente paralleli tra loro, poi provate ad allargare solo le due estremità vicino a voi allargandoli ai fianchi, più voi sarete grandi e più li dovrete allargare e in questo modo le due estremità esterne invece convergeranno, avvicinandosi sempre più tra loro, fino a formare una punta, come la punta di un triangolo; più le due punte saranno vicine e più ci sarà precisione! Nello stesso tempo si ridurrà la distanza tra le due punte e voi. Questa distanza la si può definire il tempo. Quindi più uno spirito è grande e più Lui sarà preciso e breve nel tempo, perchè allungando il tempo è comunque più facile che possano accadere eventi”.

Lo hai mai visto?


“No e poco tempo fa avevo deciso comunque di farlo dipingere, così diedi l'incarico ad una mia amica, dandole indicazioni secondo il mio parere personale. Pochi giorni prima che iniziasse a dipingere Ulel, arrivò da me una ragazza con la madre, una medium; non la conoscevo personalmente, ma lo sapevo. La figlia rimase fuori e io feci il mio lavoro, alla fine la medium andò via soddisfatta ma senza dirmi nulla, la sera mi chiamò la figlia dicendomi che sua madre era rimasta stupita perchè non aveva mai visto nulla di così meraviglioso, l'arcangelo!” Feci parlare la medium con la pittrice, e, nel momento stesso in cui l’artista stava per iniziare la tela, Ulel è intervenuto facendosi vedere dalla sensitiva, così il quadro ha preso la direzione giusta”

Parli anche con i defunti?

Io non sono il medium che parla con i defunti anche se ho comunque contatti con loro. Tra l’altro un medium non esperto e protetto, può rischiare di fare incontri spiacevoli e in questo caso la chiesa ha pienamente ragione quando si oppone alla loro esecuzione. Il pericolo viene maggiormente da persone inesperte che giocano con la divinazione, perchè si possono aprire “porte” a entità sconosciute, e se queste sono malefiche diventa poi difficile liberarsene. Per quanto riguarda me, è sempre Ulel che parla con me e in questo modo filtra lo spirito del defunto"

intervista di Francesca Lovatelli Caetani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog