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Nessuno vuole più Santoro in tv Michele in onda su digitale e web

Il teletribuno fai-da-te: "Senza rete" sarà autoprodotto e trasmesso su digitale e internet. E sfiderà "Exit" di Formigli

Nessuno vuole più Santoro in tv Michele in onda su digitale e web
Per la conferma dovremo aspettare l’undici settembre. E già la scelta della data, sia pur dettata dall’agenda della Versiliana di Marina di Pietrasanta dove il Fatto Quotidiano terrà la sua tre giorni di festa, è tutto un programma. Perché in quella occasione Michele Santoro presenterà il suo progetto televisivo Senza Rete, pronto a “colpire” tanto la tv generalista, ovvero la Rai, quanto quella commerciale, sia La7 che Mediaset, che gli hanno sbattuto la  porta in faccia. Bersagli mediatici  contro i quali “Michele chi?” userà la rete delle tv locali e Internet, come ha già ampiamente testato con gli eventi di Bologna Raiperunanotte e Tuttinpiedi. Insomma, Santoro ha deciso di farsi una propria televisione, convinto che esita la possibilità di sperimentare nuove strade.

Santoro fai da te - E così per poter andare «contro  ogni bavaglio incontrato nelle tv pubbliche e private», come ha spiegato Dagospia anticipando il progetto, Santoro,  nella prossima stagione, sarà  comunque in onda grazie ad un circuito di tv private che verrà creato per l’occasione in modo da coprire tutto il territorio, sul digitale. E poi, ovviamente nella rete, su Internet. Rispetto al passato, la vera novità è questa. Certo, resta da sciogliere il dubbio se sarà davvero Cielo, il canale digitale di Sky che si vede anche sul satellite, a mandare in onda il prodotto, come anticipato da Libero, o un altro marchio presente sul bouquet della piattaforma satellitare. Rispetto al progetto di Santoro, però, si tratta di un dettaglio, non certo della sostanza. È certo, invece, cosa faranno gli altri: compreranno il programma venduto “chiavi in mano” da Santoro e dal suo principale compagno di avventure, l’imprenditore Sandro Parenzo, che mette a disposizione le sue strutture (studi di registrazione, una piccola syndacation di frequenze, ponti e connessioni per eventuali collegamenti) e, soprattutto, la sua concessionaria pubblicitaria.

Il precedente - La prova generale, sul piano economico, è stata quella di Tuttinpiedi, lo speciale organizzato per la festa della Fiom. E non tanto per gli ascolti (Santoro il giorno dopo vantò di aver sottratto uno strabiliante 9% di share alla tv generalista, non limitandosi a sommare gli ascolti di Current tv dei canali privati e di Raisat che trasmesse in differita) quanto per una parola chiave: la pubblicità. Non solo in tv, ma anche su Internet, dove le visioni differite, secondo un complicato meccanismo di calcolo, hanno superato 500mila contatti. Gli inserzionisti ci credono, e hanno già detto che sono pronti a pagare prima. Se Santoro - infatti - tenesse un terzo del suo bacino di 5 milioni di teste sarebbe comunque un affarone. Dal punto di vista tecnico, quindi, il conduttore di Annozero dovrebbe curiosamente ripetere in chiave moderna e internautica uno schema sperimentato in passato dal suo grande nemico Silvio Berlusconi con le famose cassette degli anni ottanta: ovvero vendere il programma con la pubblicità già dentro, creando di fatto una offerta nazionale con una distribuzione locale. Senza rete, ha spiegato «sarà come un negozio in franchising»: sul territorio, chi paga si compra il marchio.

Contro Formigli - E il programma servirà a “disturbare” il talk di Corrado Formigli che ha deciso di mollare il capo per andare in onda su La7, per giunta il giovedì sera, con Exit. Insomma, nei piani di Santoro non c’è solo la voglia di non sparire dall’etere, ma anche quella di mettere in difficoltà gli ex compagni d’avventura che, a modo loro, si stanno organizzando. La prima riunione della nuova  squadra  di Santoro(che nelle puntate conterà sempre su Vauro e Marco Travaglio) è stata fatta dopo ferragosto, per far capire a tutti che si fa sul serio e i soldi ci sono. Il contributo più importante è quello del “Fatto Quotidiano” (non meno di 250 mila euro),  al quale vanno aggiunte alcune quote anticipate da pochi e selezionati soci “promotori”, il minimo garantito dell'agenzia pubblicitaria e - ciliegina sula torta - una fetta di azionariato popolare, per replicare il modello sperimentato da Padellaro e da Travaglio. Nel frattempo Sandro Ruotolo sta mettendo a punto cosa farà da grande. Secondo quanto anticipato dal nuovo direttore di Rai Due, Pasquale  D’Alessandro,  la rete potrebbe puntare sulle inchieste. «Con Sandro stiamo ragionando su un nuovo programma», spiega il direttore di Rai Due,  «incentrato sui reportage da collocare in seconda serata». Il progetto sarebbe già avviato e potrebbe vedere la luce nel palinsesto primaverile del prossimo anno.

di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • gicchio38

    31 Agosto 2011 - 10:10

    Per la conferma dovremo aspettare l’undici settembre. E già la scelta della data, sia pur dettata dall’agenda della Versiliana di Marina di Pietrasanta dove il Fatto Quotidiano terrà la sua tre giorni di festa, è tutto un programma. Perché in quella occasione Michele Santoro presenterà il suo progetto televisivo Senza Rete, pronto a “colpire” tanto la tv generalista, ovvero la Rai, quanto quella commerciale, sia La7 che Mediaset, che gli hanno sbattuto la porta in faccia. MA QUESTO DOVEVA, PER FORZA SUCCEDERE. UN PAGLIACCIO DEL GENERE AVEVA STUFATO TUTTA L'ITALIA. NOI LO GUARDAVAMO SU ANNO ZERO PIU' PER RIDERE CHE PER APPRENDERE QUALCOSA DAL SUO PROGRAMMA CHE APRIVA SEMPRE SOTTO LO STESSO SEGNO "LA PAGLIACCIATA". MA ORA NON LO VOGLIAMO PIU' INCONTRARE, NEANCHE PER CASO, SULLA TV. ENTRO QUALCHE ANNO NESSUNO RICORDERA' PIU' NEMMENO IL VOLTO DI QUELL'INDIVIDUO E PACE PER L'ANIMA SUA. A santò PPPPPRRRRRR............................................................................

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  • Cosean

    30 Agosto 2011 - 21:09

    Adesso anche Silvio si fa chiamare "Nessuno"!!!

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  • pasqualesimonelli

    30 Agosto 2011 - 21:09

    A casa subito, viva Berlusconi, viva L'Itaglia! E i comunisti tutti a casa! Vai presiddente!

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  • guidoboc

    30 Agosto 2011 - 20:08

    Gli stronzi non li vuole nessuno.

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