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Un fiume di applausi per Clooney: Lido colpito dal film anti-Obama

Festival Venezia, subito successo per 'The Ides of March'. L'attore-regista si nasconde: "Non è un film politico". Ma il parallelo è chiaro

Un fiume di applausi per Clooney: Lido colpito dal film anti-Obama
Buona la prima, mister Clooney. Il film diretto e interpretato dal single più desiderato al mondo, The Ides of March, è già un successo. Il lungometraggio, che apre la 68esima Mostra del Cinema di Venezia e il concorso principale del Festival, è stato accolto da un fiume di applausi nella proiezione in anteprima per la stampa. Il pubblico si è spellato le mani, e dopo che il primo scroscio si è sopito, quando durante i titoli di coda è apparso il nome di Clooney, ne è partito un secondo, ancora più intenso.

Politica corrotta - Il film, tratto dal lavoro teatrale di Beau Willimon Farrgut North, è ambientato in un immaginario (ma non troppo) mondo politico statunitense del prossimo futuro. La storia narra delle primarie in Ohio per la presidenza del Partito Democratico. La vicenda ruota attorno a un giovane e idealista guru della comunicazione, Stephen Meyers, (interpretato da Ryan Gosling) che lavora per un candidato alla presidenza, il governatore Mike Morris (di cui Clooney indossa i panni), altrettanto giovane e ambizioso. Facile leggere tra le righe del film un esplicito riferimento all'ascesa di Barack Obama. Peccato però che il brillante comunicatore, suo malgrado, si troverà presto coinvolto negli inganni e nella corruzione endemica che lo circondano.

"Nel 2008 lo rimandammo" - "Non è un film politico - spiega Clooney durante l'incontro con la stampa -. E' un film sulla moralità, se sei disposto a vendere l'anima per raggiungere un risultato. Certo, l'ambiente politico aumenta i rischi. Si tratta di un film personale - ha continuato l'attore-regista - che avevamo in mente dal 2007, ma poi Obama ha vinto le elezioni e non ci sembrava il momento giusto per proporlo. Un anno dopo l'abbiamo ripreso in mano e ci siamo rifatti al testo teatrale di Beau Willmon, ambientato durante le nostre primarie. Ci sembrava l'ambientazione giusta per un film sul cinismo, i compromessi e la moralità", ha concluso l'ex fidanzato di Elisabetta Canalis.

L'intrecco del film - Nel dettaglio, la trama del film narra della battaglia in Ohio condotta dal rampante Stephen Meyers e dal veterano Paul Zara (interpretato da Philip Seymour Hoffman): obiettivo, sconfiggere il repubblicano Pullman. Non dovrebbero esserci particolari ostacoli, ma la nuova strategia dell’avversario, gestita da Tom Duffy (Paul Giamatti) mette in crisi Morris: il senatore Thompson e i suoi adepti hanno deciso di sostenere Pullman. I giochi si fanno sempre più intricati e la trama shakespeariana procede attraverso ribaltamenti di fronte. I giochi di poteri, mediatico e politico, si passano il testimone. I ricatti, le vendette e le promesse di poltrone diventano gli ingredienti principali per vincere la partita. La vittoria, infine, arriva. Ma il partito Democratico ne esce con le ossa rotta. Anche in questo caso, nonostante i dinieghi di Clooney, è fin troppo facile scorgere un parallelismo tra i compormessi a cui ha dovuto cedere Obama per realizzare il suo 'sogno' politico, già infranto da un pezzo.

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Commenti all'articolo

  • pmarc71

    01 Settembre 2011 - 01:01

    Perche' anche quando il regista (Clooney) spiega che non e' un film su Obama - come da voi riportato - e pur sapendo che e' stato scritto nel 2007, adattamento di un testo teatrale, voi comunque titolate che il riferimento a Obama e' chiaro? E' l'inevitabile vizio di voler piegare la realta' per assecondare la propria agenda.

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  • Dream

    31 Agosto 2011 - 17:05

    se lui, il piu' amato(lo dite voi!) ha fatto qualche compromesso sul suo fidanzamento italiano?

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  • prt

    31 Agosto 2011 - 17:05

    A quanto pare il film di George Clooney non e' contro il presidente Obama, ma un film dove si affronta il tema della moralita' in politica....senza con questo accusare il presidente Obama di niente. In questo caso credo alla versione di George C. .Anche perche' tutto questa evversita' per Obama di alcune persone anche in Italia non la capisco dal momento che non e' stato lui a provocare la situazione critica in cui versano gli Stati Uniti adesso....!!!,Ma gli artisti di ogginon sempre si astengono dal lanciare attacchi politici o religiosi e questo e' molto sbagliato....come ad esempio quell'opera lirica sulle note di Rossini che paragona Mose' ad un terrorista in chiave di due "liberatori" del loro popolo:come si puo' paragonare Mose' che scelse di ubbidire ai Dieci comandamenti di Dio tra i quali "non uccidere" ad un terrorista?! tale paragone offende sia gli ebrei che noi cristiani!! ed un artista non dovrebbe...

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