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Sgonfiati Fabio Fazio "fazioso" pure per il Pd "Cattivo uso della tv pubblica": che scoperta

Domenica scorsa il debutto di "Che empo che fa" su Raitre è un comizio anti-Tav: ascolti in ribasso e critiche, finalmente bipartisan

Sgonfiati Fabio Fazio "fazioso" pure per il Pd "Cattivo uso della tv pubblica": che scoperta
Facciamo nostre le parole di Fabio Fazio, proferite nell’intervista uscita sabato su Repubblica: «Delusione e desolazione. Nella Rai sta succedendo qualcosa di gravissimo». Lui le utilizzava per l’ennesima lamentazione sui programmi censurati e sul fatto che si sente «precario», nonostante l’ingaggio milionario. Noi, più modestamente, notiamo che sulla televisione pubblica va in onda il mondo alla rovescia. Dopo gli assalti del centrodestra all’Ultima parola di Gianluigi Paragone, accusato di essere un clone di Santoro, tutto schierato a sinistra, apprendiamo che il Partito democratico non digerisce il Fabio Fazio di cui sopra. Sorge il dubbio che si tratti di un errore degli uffici stampa, di uno scambio di firme sui comunicati dei politici, di un tragico qui pro quo. Invece no, è proprio Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione di vigilanza di Viale Mazzini in quota Pd a tuonare: «Anche   per Fabio Fazio dovrebbe valere il principio che la propaganda aperta dovrebbe essere più contenuta, almeno quando si toccano temi delicati come la Torino-Lione». Che cosa può essere mai accaduto?

Viva i manifestanti - Va detto, innanzitutto, che Merlo ha ragione. Domenica sera Fabietto ha consentito al suo collaboratore Luca Mercalli, meteorologo, di lanciarsi in un pippone sulla Val di Susa e l’alta velocità. «Questa estate successe cose che io come cittadino e giornalista non ho potuto tollerare in un Paese civile», è esploso il signore in papillon. Ha discettato di «grandi opere che vengono decise e non si sa bene a cosa servono»,  si è schierato dalla parte di due manifestanti in galera perché «portavano maschere antigas per difendersi dai lacrimogeni» e ha invitato la politica a occuparsi, invece che dell’ordine pubblico, «dei numeri», i quali numeri dimostrerebbero che la Tav è totalmente inutile. «Finché non si affrontano tali questioni, è ovvio che continuerà questo teatrino».   Forse il Mercalli, che pure dice di essere valsusino, non ricorda gli assalti alle forze dell’ordine, i sassi lanciati dai manifestanti agguerriti e - appunto - bardati con maschere, caschi e scudi. Ma son dettagli. Era abbastanza ovvio che Fazio gli concedesse di sproloquiare liberamente. 
  
Però il piddino Merlo ne è rimasto esterrefatto. «Che la faziosità sia ormai una caratteristica di molti conduttori Rai è cosa nota», ha commentato. «Siamo contenti per la permanenza in Rai di Fazio perché è un esempio, comunque, di pluralismo che qualifica il servizio pubblico. Ma ci chiediamo se la propaganda contro la Torino-Lione, illustrata sfacciatamente e unilateralmente da Mercalli sia un esempio e un modello di giornalismo da servizio pubblico».  Bravo Merlo, ben svegliato. Ma non era il tuo partito che si schierava armi in pugno a difesa di Fabio e del suo amico Roberto Saviano, quando dicevano che la Lega «interloquisce» con la mafia? E adesso vi scandalizzate perché parteggia per  i no global?
Ma il vicepresidente della vigilanza non è l’unico a cadere dal pero, un albero che pare parecchio affollato di esponenti democratici.
 Il deputato  Stefano Esposito ha utilizzato toni da arringa anti-Santoro: «Fazio dovrebbe invitare gli agenti feriti in valle di Susa o gli operai minacciati ogni giorno, dopo che  Mercalli  è stato avvocato difensore dei no Tav con i soldi pubblici. Quanto avvenuto  va al di là di ogni giustificazione possibile: la tv pubblica non può ospitare elogi dell’illegalità».
 Ma non hanno letto quel che Fazio diceva sabato su Repubblica, i signori del Pd?  Non hanno capito che quando sosteneva: «Il servizio pubblico è di tutti, come l’acqua, la libertà», voleva dire che avrebbe fatto i comodi suoi, come sempre?
 
Solo contro Silvio - Pare di capire che Fazio va bene fin quando consente a Luciana Littizzetto di assaltare Berlusconi (missione compiuta anche l’altra sera con gli affondi sulle intercettazioni) o di bastonare la Chiesa. Il giorno in cui Fabietto prende una posizione diversa da quella del Pd in Piemonte, apriti cielo. Sono vergognose le dichiarazioni di Mercalli? Certamente, e non hanno portato particolarmente bene a Che tempo che fa (poteva fare di più del 13, 3% di share). Però erano prevedibili. Nel Pd hanno voluto il martire Fabio che piange perché la Rai non rinnova il contratto a Serena Dandini o perché Paolo Ruffini se ne va da RaiTre? Ora se lo godano fino in fondo. E si ricordino quando accusavano il governo di censurare Santoro.

di Francesco Borgonovo




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Commenti all'articolo

  • satanik

    20 Settembre 2011 - 16:04

    guardatevi Minzolini, Fede, Vespa, Ferrara, Feltri e non rompete i maroni

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  • Dream

    20 Settembre 2011 - 16:04

    la finira' anche lui.

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  • docprozac

    20 Settembre 2011 - 15:03

    sicuramente più professionali e serie di rai3kabul. I trinariciuti di ferro continuano a postare idiozie gratutite e scontate!

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  • nevenko

    20 Settembre 2011 - 11:11

    fazioso e anche costoso e anche noioso e anche la Littizzetto comincia a stufare con i suoi doppi sensi e le volgarità.

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