Cerca

Intoccabili Manuela fa la donna del boss Napoli impazzisce per la Arcuri Pupetta

L'attrice coinvolta nelle intercettazioni del caso Tarantini recita in una fiction Mediaset. La città va subito in tilt

Intoccabili Manuela fa la donna del boss Napoli impazzisce per la Arcuri Pupetta
Manuela Arcuri fa la donna del boss. Nei panni di Pupetta Maresca è arrivata a Napoli a girare alcune scene per una fiction che andrà Mediaset. E la Duchesa, uno dei quartieri più popolari della cità, a due passi da Forcella, è andata in tilt. Il nome della Arcuri è recentemente venuto fuori dall'inchiesta barese sull'imprenditore Tarantini e sul presunto giro di escort: in una delle intercettazioni lei, prima di accettare l'invito del premier, chiede delle  "garanzie" sulla prospettiva della conduzione del Festival di Sanremo. Ora Manuela, con una parrucca a cascetto nera corvina e le gonne anni 50 veste i panni di Pupetta, donna Assunta.

E' la storia intensa della moglie di un boss della camorra Pasquale Simonetti detto «Pascalone 'e Nola». I due si sposano nel 1955.Qualche mese dopo,
Assunta, incinta di pochi mesi, sviene all'annuncio della morte del marito. Assassinato dal suo testimone di nozze. In realtà è stato un altro a sparare. Ma lei, nonostante il testimone di nozze sia stato scagionato, compie la sua vendetta e lo uccide. Il 14 ottobre del 1955 viene arrestata e portata a Poggioreale dove partorirà il primo figlio, Pasqualino.

Nel 1970 si lega al boss Umberto Ammaturo, re del contrabbando. Avranno due gemelli. Il figlio Pasqualino viene ucciso: non aveva accettato la relazione della madre con Ammaturo e più volte lo aveva minacciato. Dell'omicidio fu sospettato il «patrigno», ma Pupetta non ha mai accettato l'ipotesi. Nel 1982 viene arrestata perché accusata, con il compagno Ammaturo, di aver ordinato un omcidiio. Ora Manuela veste i suoi panni. Al suo arrivo Napoli è andata in delirio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    03 Ottobre 2011 - 20:08

    è un fatto principalmente culturale. In alcune subculture il delinquente, il prepotente, il mafioso sono ammirati,riveriti,amati. Come in piccolo nel bullismo,dove è il carnefice ad essere considerato "vincente", la vittima invece è feccia. Finchè non si smonta questo meccanismo non migliorerà nulla.

    Report

    Rispondi

  • raucher

    03 Ottobre 2011 - 20:08

    in realtà i napoletani , almeno quelli di alcuni quartieri , vadano fieri dei loro camorristi e delinquenti vari. Li ammirano e invidiano , perchè loro sì che sono "uomini". Che cultura , che civiltà.

    Report

    Rispondi

blog