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Santoro gioca alla rivoluzione "Noi, gli operai sulla gru"

Michele presenta Servizio Pubblico e poi paragona il suo programma alla protesta operaia. Per puntata spende 250mila euro...

Santoro gioca alla rivoluzione "Noi, gli operai sulla gru"
Con il coltello tra i denti e il fuoco sacro di crede di essere l'unico portatore sano della verità, Michele Santoro sale sulla gru. Metaforicamente, sia chiaro. Ma fa sorridere ugualmente. Il teletribuno presenta in conferenza stampa la sua nuova creatura multipiattaforma, Servizio Pubblico. E spiega che la sua sarà una televisione "che sale sulla gru. Come hanno fatto tanti per far sentire la loro voce. Ora si affianca anche una televisione che non ha diritto di cittadinanza. E quindi questi due mondi si saldano".

Ma quale gru? - Frasi che destano perplessità, quelle di Santoro. La prima: ma che razza di gru sarà mai uno studio televisivo con tanto di pubblico, politici e politicanti, telecamere e incassi pubblicitari che permetteranno al teletribuno di incassare molto di più rispetto a un operaio? C'è una bella differenza tra le gru e su cui si sono abbarbicati diversi lavoratori per protestare contro i diritti che venivano loro negati e la gru del tubo catodico. Seconda perplessità: il signor Santoro parla di una televisione "che non ha diritto di cittadinanza": peccato che la sua ultima fatica andrà in onda pressoché ovunque (Sky, televisioni locali, sito di Corriere, Repubblica, Fatto Quotidiano e radio, per un bacino d'utenza pressoché record).

Gli 'operai' a Cinecittà - Santoro non ha dubbi e ribadisce: "In Italia c'è la censura". E poiché di giusto lui e lui soltanto sputacchia la sua inappellabile sentenza: "La televisione che va in onda fa schifo". Così il teletribuno, come un vero capopopolo, annuncia che si metterà alla guida della "rivolta" del telespettatore contro la televsione omologata. La rivoluzione inizierà giovedì 3 novembre alle 21 dagli studi di Cinecittà (altro che la gru...). Per comprendere a fondo la rivolta operaia di Michele le cifre possono aiutare. La raccolta dei 'dieci euro' che i suoi seguaci hanno donato a Servizio Pubblico ha fruttato quasi 100mila adesioni per un milione di euro. La spesa per puntata sarà di 250mila euro, con un fatturato previsto dalla società di circa sette milioni di euro. "Ogni giovedì - esultava in conferenza stampa l'ex conduttore di Annozero - sarà una giornata di sciopero del telespettatore ordinario dalla tv che fa schifo".

Contro Ferrara e Minzo - Michele non ha voluto svelare tutte le novità del programma, tra le quale il sondaggio su Facebook "in tempo reale", in concomitanza con la trasmissione online. Nel mirino ci sarà Silvio Berlusconi? Santoro ci prova: "No", spiega. Ma non ci crede nessuno (vi ricordate per esempio il video della premiata ditta Venditti-Verdone comparso sul sito di Servizio Pubblico pochi giorni fa?). "Berlusconi è un fenomeno morto". Insomma nel mirino ci finisce "il sistema politico nel suo insieme", nella migliore tradizione del grillismo militante. Sebbene Santoro tenti effetti a sorpresa, già si conosce lo special guest, ospite della prima puntata: niente di meno che Luigi De Magistris. E già il popolo arancione vanta una vera e propria "sinergia" con l'idea santoriana.

Contro l'Elefantino -
Infine, un Santoro senza freni, è tornato a pungere Giuliano Ferrara. "E' sbagliato dargli lo spazio del dopo Tg1, mentre va bene, è giusto che abbia uno spazio in prima serata andando a cercare l'ascolto in una fascia diversa". E ancora gli insulti a Minzolini: "Dopo il Tg1, in quello spazio si potrebbe mettere chiunque o qualunque cosa...". Attenzione, il teletribuno sta tornando. E a tutto campo.

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    01 Novembre 2011 - 06:06

    figurarsi se l'opinione di un capitalista milionario egoista come santoro mi interessa.

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  • Braccio da Montone

    31 Ottobre 2011 - 22:10

    ***<Metamorfosi dell'imo individuo> Svegliatevi, venitene fuori! gentuccia imbrigliata dal più profondo torpore. Le persone con la ragione insita nella mente, sanno benissimo che la pubblicità arricchisce soltanto chi la fa, chi la produce e chi la trasmette. Girano montagne di quattrini che, dopo aver tagliata la loro fetta, il resto lo scaricano con le tasse. (vedere anche vs president che intima di mantenere con i nostri quattrini i parassiti dell'informazione). Cosa viene in tasca a voi? Che ridere e pena fate. A questo punto Wanna Marchi Santa subito. Lavorate e tacete. Le vostre rimostranze altro non sono che pane per i denti di chi vi kogl...a da sempre. Fate quel che volete ma, quando sarete vecchi avrete nella mente solamente la confusione totale e prima di tirare le cuoia l'ultima parola sarà una bestemmia. (contro di voi naturalmente).*

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  • aifide

    31 Ottobre 2011 - 20:08

    mandino in onda "gioiellini" del palinsesto, in modo da "oscurare" quei pochissimi che vedranno Comizi d'amore (Pasolini si rivolterebbe nelle tomba se sapesse da quale pulpito arriveranno le teleprediche). Il giovedi solo il meglio del meglio di tutte le reti pubbliche e private (esclusa quella che trasmetterà Santoro). E poi un servizio auditel che ogni giovedi monitori lo share dell'Unto dai signori (1 milione di euro? E il fisco dov'è? Quanto viene tassato questo capitale avuto da telecontribuenti?). Infine durante l'orario di trasmissione del Nostro, pubblicità a costo zero tutte le altri reti!

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  • freefaber

    31 Ottobre 2011 - 20:08

    Certo che Santoro vi è entrato nel cuore. La lingua batte dove il dente duole. Premetto che sicuramente non vedrò la puntata perché non mi piace quel tipo di trasmissione però sarà pur libero Santoro di fare privatamente quel che vuole? Non capisco, volete una TV nord coreana? Già i soldi del canone finiscono in fumo, visti i miserrimi risultati di quei 4 soliti noti non più visti da nessuno; pertanto se qualcuno vuol salire sulla gru a proprie spese faccia...l'importante è che non ci salga minzolini pagato non da un privato ma da tutti i contribuenti per raccontare il nulla.

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