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"Faccio ridere tutti tranne Vespa Santanché e Silvio i più ironici"

Parla il comico Giampaolo Fabrizio che imita il giornalista di Porta a Porta a Striscia la Notizia. Scherzi e aneddoti sui politici

"Faccio ridere tutti tranne Vespa Santanché e Silvio i più ironici"
Striscia la notizia, il tg satirico di Antonio Ricci  condotto da Ezio Greggio e Enzo Iacchetti è diventato un riferimento importante per tutti gli italiani. La sua ironia pungente non risparmia nessuno.  Per la politica è un momento caldo e  al   Bruno Vespa di Striscia (Giampaolo Fabrizio)  non sfugge nulla.
Nella piazza di Montecitorio sosta da otto anni per intere giornate con il suo ventennale  amico, il regista Luigi Taccone, pronto  a “picchiare” a destra e a sinistra.  «Mi sento un domatore da strada», dice l’attore, «i politici contorsionisti sono i miei nuovi Mostri. Due ore di trucco e divento Bruno Vespa. Venghino, venghino signori, il circo è aperto».  E dopo il suo “saaaaalve...” si salvi chi può.

Fabrizio, lei  ha recitato in teatro con grandi personaggi tra cui  Pupella Maggio  e Stefano Satta Flores. Ha fatto cinema e tv. Ma la notorietà è arrivata con Striscia. Chi l’ha segnalata a Ricci?
«Staffelli mi ha scritto un sms: guarda che ti chiamerà Ricci. Ed è cominciata una nuova fortunatissima carriera».
Nel programma di cose ne dice...
  «Anche Bruno Vespa lo fa.   Per  la sua lingua lunga è soprannominato “red carpet”».
Ci parli dell’incontro del 2006, prima dello scontro politico dove Berlusconi e Prodi si giocavano la presidenza.  Perché avvicinò prima  Berlusconi?
«Fini aveva dichiarato che quando era giovane uno spinello se lo era fatto. Fui molto fortunato   ad incontrare  Silvio Berlusconi per consegnargli uno “spinellone” fatto di carta. Gli dissi: lei vende fumo agli italiani e Fini lo consuma. Nonostante la battuta  non si incavolò. Anzi fu molto gentile. Si fece una risata e rispose: ecco cosa significa allevare in casa gli autori di sinistra. Si comportò da vero leader».
 Non  aggiunse niente altro?
«Sì: “Io non ho mai fumato spinelli, da giovane ho sempre studiato e lavorato. Questo spinello, lo porti a Prodi”. Prima di riconsegnarmelo, in pochi minuti scrisse su un lato una frase: caro Romano, in mancanza di un programma, consolati con questo spinello di carta».
In seguito, lo consegnò a Prodi?
«Era l’occasione giusta per incontrarlo. Questo glielo manda Berlusconi, gli dissi, ma Prodi lo rifiutò: “Non lo voglio”, disse, “non mi fido”».
Che differenze  caratteriali ha trovato tra  Prodi e Berlusconi?
«Berlusconi è più estroverso, dinamico, un ipnotizzatore... dalla “mano morta”. Prodi è  più chiuso».
Bruno Vespa li aveva invitati  a Porta a Porta, prima della par condicio, ma la risposta non arrivava. Cosa accadde dopo?
«Non si sapeva se Berlusconi sarebbe andato in televisione e lo stesso valeva per Prodi, ma   cambiarono idea proprio dopo le mie interviste».
Si sente responsabile di qualche cosa?
«A Mediaset lavoro da uomo libero. Nel   mio circo non ci sono nani e ballerine, ma solo acrobati e contorsionisti».
Ci racconti qualche aneddoto.  Di destra e di sinistra.
 «Casini e Rutelli, bravissimi a saltare da un carro all’altro. Dopo L’uomo che sussurrava  ai cavalli di Robert Redford, abbiamo anche Fini, l’uomo che sussurra ai magistrati. Gasparri e Quagliariello? Uno stranissimo caso di gemelli siamesi, perché le disgrazie non vengono mai da sole.  D’Alema,  l’uomo che vola a spese altrui. Pannella è l’uomo cannone, Luxuria, la donna... con il cannone. Renzi  il lanciatore di coltelli e Bersani  il suo bersaglio preferito».
 Anche con la Santanchè ha avuto  incontri ravvicinati?
 «L’ho definita la donna al polistirolo».
Lo  ammetta: è una gran bella donna!
«È anche  affascinante, intelligente e di grande spirito. “Mi chiami pure la donna di plastica”, mi ha risposto ridendo, “tanto non me la prendo”. Gli scambi sono sempre formidabili».
Bruno Vespa non si è mai lamentato con lei?
«No, ma non  credo  che si diverta per quello che faccio. L’ho incontrato nel backstage del Premio Regia Televisiva.  Ero truccato come nel programma. Tutti e due indossavamo un abito blu, una camicia bianca e una cravatta rosa.   Era sorpreso quando mi ha detto: “Ma siamo vestiti uguali...”. Gli ho risposto:  “Perché, anche lei indossa il reggicalze?”. Però devo ammettere che la cravatta rosa l’ha lanciata lui, e Fini  l’ha copiata».
In tutto questo trova il tempo  anche per fare l’attore. Nell’ultimo film che ha girato, Mozzarella story, ironia della sorte, era  il maggior proprietario di bufale. Il film è stato apprezzato anche all’estero.
«Infatti sta debuttando a San Paolo del Brasile. E ora ci vogliono  i russi. Mi hanno contattato anche per un nuovo progetto».
All’estero?
«No. Rimango a Striscia. Qui stiamo sempre con la penna in mano. L’altro giorno abbiamo dovuto riscrivere tutto. Lega e Futuro e Libertà sono venuti alle mani in aula. Ormai sono tutti obiettivi sensibili. E per un  domatore da strada come me è il massimo».

di Annamaria Piacentini

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Commenti all'articolo

  • OIGRESINOR

    01 Novembre 2011 - 16:04

    A sentire questo qua' il Berlusca sembrerebbe un "vero leader" e "democratico" , molti altri hanno detto lo stesso di lui - sottolineando che non hanno mai avuto nessuna interferenza nel loro lavoro - ma stranamente non traspare...qui gatta ci cova...

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