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Dramma Adele, stop ai concerti Paura sul web: cancro alla gola

La popstar britannica ha un'emorragia alle corde vocali: "Mi devo operare, salta il tour". E su Internet sputano le ipotesi

Dramma Adele, stop ai concerti Paura sul web: cancro alla gola
Ma quali Lady Gaga o Katy Perry, Britney Spears o Jennifer Lopez. La regina della musica 2011 è una ragazza grassoccia nata a Londra il 5 maggio 1988, dotata di una voce sublime e di una sessualità modesta: è Adele, il cui vero nome chilometrico - Adele Laurie Blue Adkins - è sconosciuto nel gotha del pop-rock. Adele, invece, è una griffe che spopola in tutto il pianeta: è di questi giorni la notizia che l’album 21, quello che ha battuto ogni record d’incasso nel periodo primavera-estate con undici milioni di copie vendute, è tornato in vetta alle classifiche Billboard americane, proprio davanti a Lady Gaga. Il fatto, esaltante per una ragazza di 22 anni che è riuscita nel maggio scorso a piazzare, contemporaneamente, quattro dischi in classifica - prima era accaduto soltanto ai Beatles (!) - arriva però in uno dei momenti più delicati e tristi della sua giovane carriera: è stato infatti ufficializzata, nelle ultime ore, la cancellazione del tour invernale che sarebbe dovuto partire il 7 novembre dalla Civic Hall di Wolverhampton. Il motivo è serio: la sua voce sublime le dà ancora problemi, seri, serissimi a quanto sembra, come racconta lei stessa: «Purtroppo mi devo operare, ho subìto un’emorragia nella zona delle corde vocali che ha reso necessario un intervento. Niente concerti in Inghilterra, niente show, tutto è stato bloccato. Mi fermo e per questo sono afflitta. I problemi dei mesi scorsi si sono riproposti più gravemente. Ho seguito le indicazioni dei medici, non ho sforzato le corde vocali ma è stato tutto vano».
 le ipotesi sul web

Sul web sono circolate ieri ipotesi drammatiche secondo le quelli Adele, gran fumatrice, avrebbe addirittura un cancro alla gola; su Twitter è perfino spuntato un nefasto messaggio: “Preghiamo per Adele”. L’entourage dell’artista non ha preso in considerazione la cosa confermando il lungo periodo di stop e nient’altro. La giovane star dai fianchi da lavandaia ha aggiunto: «Non ho altra scelta altrimenti rischio di danneggiare la mia voce per sempre».
 Adele sembra essere davvero una ragazza d’altri tempi, sana e misurata: insieme alla compianta Amy Winehouse e a Duffy è una delle migliori esponenti del blues bianco inglese, consapevole però, a differenza di molte sue colleghe, di non camminare a un metro da terra malgrado il successo che le è piovuto addosso: «Ho sempre visto il mio mestiere come una passione più che un lavoro. E adesso non potrò più fare per molti mesi quello che amo di più… Non mi sento una diva, sono imbarazzata quando, a volte, leggo recensioni troppo positive da parte della critica. Mi ritengo una ragazza che canta, piuttosto che una cantante. Che, per me, è una parola grossa: Etta James, Carole King e Aretha Franklin si possono definire cantanti».

La stellina di Rolling in the deep, single di punta dell’album 21 (il cui titolo si riferiva all’età che aveva Adele quando uscì), ha idee chiare sulle rivali, Lady Gaga e Katy Perry in primis, sulla quali ha detto con una punta di malizia: «Loro hanno un bel paio di tette e due bei culi, mi piacciono, questo è indubbio… Ma io faccio altre cose, la mia musica non è quella roba lì, deve andare diritta alle orecchie di chi l’ascolta, non agli occhi. Io grassa? Beh, che male c’è? Odio andare in palestra, preferisco mangiare bene e bere vino Doc».
il dispiacere

A proposito di 21, si era parlato di una probabile attinenza tra una love-story andata male e le canzoni dell’album riconducibili alla fine di una storia d’amore: «È così, io e il mio ex ormai litigavamo per tutto, dalla tazza di tè all’accendino che non funzionava». Il fatto antipatico è che costui avrebbe addirittura pensato di fare causa sostenendo di aver ispirato le canzoni contenute nell’album e quindi di volere parte dei diritti d’autore. Adele, al riguardo, glissa, preferisce parlare del suo prossimo obiettivo: «Mi piacerebbe riformare le Spice Girls, la band che adoravo da bambina. Ma non con le originali, mi vedrei bene nel gruppo con Leona Lewis o Duffy».
 
E ai fan cosa dice in questi giorni autunnali e malinconici per via della cancellazione dei concerti? «Non amo la folla, l’eccitazione, una volta ho persino vomitato addosso alla gente che mi premeva. Però mi spiace non poter cantare per loro. Si dovranno consolare con il dvd del mio concerto alla Royal Albert Hall, esce a fine novembre. Anche se so bene che ascoltare un artista dal vivo è un’altra cosa. Chiudere così questo 2011 non è proprio il massimo. La verità? È che sono distrutta».

di Leonardo Iannacci

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