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GiàVisti Il servizietto di Santoro: solita solfa Rivivi la prima puntata con gli sms di Bechis

Scilipoti, Caimano e precari: sempre le stesse cose. Ci rifila anche le repliche. E Travaglio rielenca per mezz'ora i privilegi della casta

GiàVisti Il servizietto di Santoro: solita solfa Rivivi la prima puntata con gli sms di Bechis
Come primo miracolo, Michele Santoro ha scelto di far resuscitare i morti. Servizio Pubblico inizia così, con l’evocazione dei trapassati Enzo Biagi e Indro Montanelli: «So che ci state seguendo», dice il conduttore, come se i due non avessero di meglio da fare che scomodarsi per guardare il suo programma. Per il resto della trasmissione a tornare dall’aldilà sono i Fantasmi delle Puntate passate: quel che dovrebbe essere il nuovo e strabiliante format santoresco si rivela, alla prova del video, il festival del riciclo, una sfilata di repliche.


Solito studio buio, fin troppo. Si parte con il consueto editoriale, un remake. San Michele attacca dicendo che bisogna fare una «rivoluzione». Dopo appena un secondo, scatta la piangina: «Come si fa a cancellare una trasmissione come Annozero?». Beh, Michele dovrebbe chiederselo allo specchio, visto che ha lasciato viale Mazzini di sua volontà. Eppure se la prende ancora con la maggioranza e l’opposizione, con i suoi persecutori che ormai non lo perseguitano più.  «La reazione alla cancellazione  è stata fiacchissima». Per fortuna che adesso ci sono centomila sostenitori, i quali «possono accendere quel che vogliono, anche Celentano, Luttazzi e la Dandini». Ecco, concluso l’immancabile martirologio, è il turno di Marco Travaglio. Non ha un pulpito, è accomodato sugli spalti come uno del pubblico. Legge «la balla della settimana» (e il titolo della rubrica ne indica il contenuto). Un editoriale in difesa del pm «partigiano» Ingroia. Più o meno lo stesso uscito qualche giorno fa sul Fatto.

 Si spera in Vauro per cavarsi di bocca una risata. Il vignettista si presenta mascherato da frate («Padre Indignato della Santa Indignazione»), dice che gli «girano i cordoni» poiché è infuriato con i politici, sciorina le vignette e cerca di fare il comico. Peccato che non sia capace, tenta invano di strappare sorrisi ripetendo le battute, il suo è un monologo sterminato.  Adesso che sono «liberi», che possono dire quel che vogliono senza il «bavaglio» Rai, Santoro e i suoi discepoli non sanno frenarsi. Anche Travaglio, quello che si lamentava di avere poco spazio in video ad Annozero, interviene una seconda volta con un monologo di durata mastodontica, in cui elenca i privilegi degli onorevoli.  Forse pensa di essere a teatro: non la smette più, come l’amico Vauro straparla. Scassare la casta è il titolo della puntata: piuttosto però scassano i coglioni.

 Finalmente i servizi, ed è di nuovo remake. Pezzo sulla casa di Scajola con assalto allo Scajola medesimo, sembrano gli scarti degli anni precedenti.  Altro servizio sul congresso di Scilipoti, già visto cento volte e letto sui giornali. Intervista a Valter Lavitola, già vista da Mentana . Cambiamo canale per un attimo: su La7 l’ex sodale Corrado Formigli con Piazzapulita è molto più divertente. Gli ospiti sono Diego Della Valle e Luigi De Magistris, anche loro abusatissimi, come Stella&Rizzo che arrivano poi. Il meglio viene con le famigerate fiction sulle intercettazioni. Eliminati i divieti Rai, vanno in onda ricostruzioni degne della peggior soap opera peruviana. Gli attori che s’impegnano per far sembrare bestie i personaggi, le espressioni caricate all’inverosimile... Sono ridicole. Insomma, è il vuoto assoluto. Come predetto, Michele parla solo di sé e senza la carta del perseguitato è bolso.

 L’unico brivido  della giornata viene proprio da una polemica personale, fuori dalla trasmissione: il litigio con Luca Telese. Nel cast del  Divino Santoro (versione piazzaiola del  celebre Otelma) non poteva mancare la figliola prodiga, cioè  Luisella Costamagna,   recentemente tagliata dal programma di La7 In onda, dove ha lasciato  a Nicola Porro il posto di co-conduttore al fianco di  Telese. Normale scelta editoriale, sembrerebbe, ma San Michele non l’accetta, secondo lui c’è dietro qualcosa. Così, parlando alla Zanzara su Radio24,  lancia  l’anatema: «Non sono come Vespa che stila classifiche di chi lavora meglio, però posso dire che la sostituzione della Costamagna non si comprende. È una cosa strana, è la linea che hanno gli editori oggi di contrapporre uno di destra con uno di sinistra. Anche se Telese non mi sembra proprio di sinistra». Ancora una volta, Santoro ha marcato il territorio: o con lui o contro di lui.   

Ma Telese non se n’è rimasto zitto e ha affidato al suo blog una rispostina feroce: «A quanto pare Michele Santoro pensa che per dirsi di sinistra si debba aver militato nell’Unione marxisti leninisti di Aldo Brandirali e avere “patteggiato” un seggio nell’eurocasta dal Parlamento europeo, per poi dimettersi, e gridare in televisione battendosi il petto, “la sinistra sono io”. Evidentemente non rispondo a questi requisiti. Preferisco la mia sinistra non talebana alla sua arcitaliana furbizia».  Per fare notizia, a Santoro serve un altro conduttore, di un’altra rete.
Che peccato, Michele. Volevi tutta la libertà possibile. E adesso che ce l’hai non sai che fartene. Ti aspettiamo alla prossima puntata, sempre che non sia un’altra replica.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • aifide

    04 Novembre 2011 - 22:10

    un carrozzone del quale non riusciamo a liberarci e che nessuno vuole comperare (se la mettessero sul mercato non troverebbe acquirenti!) è molto probabile. Che all'interno di 'sto carrozzone ci sia una lottizzazione partitica è un fatto. Ma che certi personaggi facessero pure la morale non mi stava bene. Personalmente chiuderei la RAI: le maestranze, giornalisti compresi, sarebbero allora sul libero mercato per ricollocarsi e dimostrare anche "commercialmente" quanto valgono. Non credo che neanche il signore proprietario di 3 reti "pesanti" prenderebbe a libro paga certi personaggi che i citadini sono obbligati a sovvenzionare con il piuzzo di Stato, chiamato canone. Quanto a Santoro, vedremo quanto dura...... forse n'altre 2 puntate?

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  • coolhandluke

    04 Novembre 2011 - 20:08

    Non sta nel contenuto, sta nella piattaforma. Il modo di mandare in onda la trasmissione, questo sì è praticamente inedito. Ma possiamo stare sicuri che troverà presto degli imitatori. Se c'è riuscito Santoro possono riuscirci altri.

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  • piripicchio

    04 Novembre 2011 - 20:08

    Naturalmente come avviene ormai da qualche tempo (da quando esprimo liberamente il mio pensiero di ex di Forza Italia e del PdL) verrò censurato. Ma sono Libero e voglio esprimere quello che penso: Santoro è un bravo giornalista, capace di fare audience e di esprimere idee contrarie a quelle del potere. Era giusto mantenerlo alla RAI (visto che manteniamo Minzolin e Ferrara) e permettere a quelli che la pensano come lui di poterlo seguire. Ha scelto di sperimentare una nuova strada ed ha avuto successo. Mi piacerebbe che anche Ferrara e Minzolin se ne andassero dalla RAI per sperimentare nuove strade, e, se ne hanno il coraggio misurarsi con nuove tecniche e senza paracadute.

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  • tiz70

    04 Novembre 2011 - 20:08

    avete fatto una battaglia per buttarlo fuori dalla rai servizio pubblico. Lo avete invitato a a fare i suoi comizi in altri lidi più confacenti ad un'uomo di parte come lui in quanto la rai, essendo servizio pubblico deve essere imparziale.....imparziale?????lo avete accusato di fondare tutto il suo lavoro e successo grazie a berlusconi e adesso voi cosa fate? gli dedicate pagine e pagine anche ora che è lontano dalla rai. Fate la diretta con il vostro bechis, che in trasmissione fa il piacione e annuisce su quasi tutto, poi manda sms di una simpatia pari a zero. Ma non è che avete il complesso di Santoro: PS il Fatto Quotidiano non riceve finanziamenti pubblici, e tu Libero(si fa per dire) i nostri soldini li prendi oppure no? aspetto vostra gradita e cordiale risposta

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