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Rio, un tour a tutto... verde Dimenticando Ligabue Sr.

La band emiliana guidata dal chitarrista Marco, fratello di Luciano, arriva all'Alcatraz: un live a impatto zero

Rio, un tour a tutto... verde Dimenticando Ligabue Sr.
Se perdono uccidono le mogli

Rock, amore e ambiente. È ripartito il tour invernale dei Rio con un grande concerto all’Alcatraz di Milano. "Siamo molto carichi per questo nuovo ciclo di live – dice il leader della band, Marco Ligabue, fratello del cantante Luciano Ligabue – suonare dal vivo è la parte più bella di questo lavoro. Il palco è il momento in cui si tolgono i filtri e si entra in contatto con il pubblico". Pubblico che ha atteso il gruppo emiliano per ore davanti all’ingresso del locale e che li ha accolti con urla, applausi e striscioni. Più di ore di musica con i grandi successi della band nata nel 2001 e in attivo con ben quattro album: Come ti va, Quanto dura l’amore, Ultima cellula, La vita perfetta, Il gigante, In ogni istante, Sei quella per me, Terra Luna e Margarita e gran finale con l’ultimo singolo, Gioia nel cuore. Prima del concerto, abbiamo incontrato Marco Ligabue nel backstage e tra una spienata (o spianata, focaccia tipica dell’Emilia-Romagna, regione del musicista) e l’altra gli abbiamo fatto qualche domanda.

Questo concerto all’Alcatraz rappresenta la prima data del vostro tour invernale. Location nuova o siete degli esperti del tempio del rock milanese?
"No, è la nostra prima volta ed è incredibile. L’Alcatraz è il posto che mi ha formato musicalmente, ci sono venuto per tanti concerti, dai Radiohead ai Linkin Park ai Counting Crows, tutte esperienze che mi hanno cambiato la vita.  Vivere ora dall’altra parte è una grande emozione".
Marco, tu ti occupi di gran parte dei testi e delle musiche. Dove trovi ispirazione?
"Mi sono occupato più che altro dei primi tre dischi (“Mariachi Hotel”, “Terra luna e Margarita”, “Il sognatore”, ndr.) ma per l’ultimo, “Mediterraneo”, è stato diverso. È stato un lavoro di squadra: ognuno ha portato degli spunti che poi li abbiamo rifiniti insieme. Per il resto, io scrivo le canzoni quando corro perché è l’unico momento in cui riesco a staccarmi da tutto e da tutti e trovo il tempo di riflettere".
Parliamo dell’ultimo album, “Mediterraneo”. Perché questo nome?
"Tutto è nato dell’esperienza de “Il sognatore” del 2010. Nel tour abbiamo girato soprattutto il Centro e il Sud d’Italia e abbiamo vissuto nuovi mari, nuove spiagge, nuove culture. La parola chiave di quell’esperienza è stata Mediterraneo e da qui il titolo del disco".
Uno dei temi ricorrenti dei vostri lavori è l’ecologia come si sente, per esempio, in Ultima cellula e Il gigante. Fate parte del Progetto Impatto Zero®, ovvero un’iniziativa di LifeGate che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende contribuendo alla creazione e alla tutela di foreste in crescita. In che cosa questo concerto è “ecologico”?
"La scenografia è formata da materiali di recupero come le cassette della frutta. E poi il dj set che ci precede ha una console alimentata da due biciclette".
E chi sono i ciclisti?
"Sono due volontari del fan club".
Tu sei fratello di Luciano Ligabue. Questa parentela importante ti ha aiutato nella tua carriera?
"In parte sì perché vivendo insieme ho imparato molto da lui, ho capito quali arrangiamenti funzionano meglio, quali canzoni passano più volentieri alla radio,… Dall’altra parte, mi ha anche un po’ ostacolato perché qualcuno ha dei pregiudizi nei nostri confronti e pensa che i Rio sia un progetto di raccomandati ma non è così".
Come ti spieghi che entrambi abbiate scelto una carriera nel mondo della musica?
"I nostri genitori sono appassionati di musica. Nostro padre è stato uno dei primi a fondare le discoteche come luogo dove si ballava e si ascoltava musica dal vivo. Quando ero piccolo, i miei genitori mi portavano nei loro locali e poi alle 22 mi mettevo a dormire in uno stanzino. Ho vissuto quell’atmosfera da vicino e forse e da lì che mi è venuta voglia di esibirmi sul palco".

I Rio, ovvero Marco (chitarra), Fabio (voce), Bronski (Fabio Ferraboschi, basso) e Paddo (Alberto Paderni, batteria), dopo l’Alcatraz saranno a Carpi (11/11), Roma (25/11), Mendrisio (09/12), Novara (16/12). Per la band il 2012 inizierà con altri tre concerti: Taneto (14/01), Napoli (19/01) e Firenze (02/02).

di Carlotta Mariani

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