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La Bignardi invade Raidue

con la barbarica Era Glaciale

La Bignardi invade Raidue
Silvia Tironi
Milano
«Farmi intervistare da me stessa? Sarebbe divertente». Anche se l’intervista è di quelle “barbariche”, che tanto le piacciono. Quelle che sai dove partono ma non sai mai dove vanno a finire. Daria Bignardi, ferrarese di nascita, giornalista, conduttrice tv e scrittrice, lo ammette candidamente: «Mi preparo sempre benissimo prima delle interviste, so tutto del mio ospite, nulla mi sfugge. E se quell’ospite fossi io? Sarebbe ancora più semplice: per questo non avrei alcun problema a mettersi tra le sue stesse ”grinfie”. Anche se non mi sono mai posta un limite nel domandare. Il limite è quello della correttezza: c’è chi ha le spalle larghe e può rispondere a qualunque cosa, chi meno, e va rispettato».
Intanto la Bignardi si prepara al ritorno in Rai, con “L’era glaciale”, che andrà in onda da stasera alle 23.40 su Raidue. Dodici puntate (il progetto prevede anche una ripresa dopo l’estate e un ciclo di prime serate), un’ora e mezza di “incontri” con tre o quattro interviste a personaggi legati all’attualità della politica, dello spettacolo, della cultura e dello sport. Parole, ma anche immagini tratte dalle Teche Rai e servizi prodotti dal suo gruppo di lavoro che promette di portare sul secondo canale Rai il proprio sguardo: curioso, a tratti tagliente e ironico, ma sempre garbato. «C’è chi ha qualcosa di nuovo da raccontare e c’è chi non conosco, ma sono curiosa di incontrare»: novità e curiosità sono dunque gli ingredienti essenziali della nuova avventura televisiva di Daria&Co, che oltre ad essere «un programma è anche un  progetto triennale», sottolinea Antonio Marano, direttore di Raidue, da tempo “corteggiatore” della conduttrice: «Alla fine ce l’ho fatta», dichiara sorridente, forse pensando con soddisfazione a quando è riuscito a farle dire «si» a lui. E «no» a Sky. «Daria è finalmente entrata a far parte della mia squadra. Se scegli un personaggio come la Bignardi», sottolinea, «è chiaro che sia un progetto. Lei è un anello importante, un piedistallo su cui costruire il futuro di Raidue».
E stasera si parte alla grande: con Luciana Littizzetto («l’ospite ideale per rompere il ghiaccio», sottolinea la Bignardi), Giovanni Galli (per la prima volta nei panni del politico, dopo aver detto si alla candidatura a primo cittadino di Firenze nelle fila del PdL), Roberto Mancini (che torna a parlare dopo un anno di silenzio) e il primo ballerino della Scala Roberto Bolle. Ma cosa succederà non è dato saperlo: «Non lo so nemmeno io», ammette la conduttrice, «lo vedremo quando saremo all’opera. La trasmissione si fa in onda».
Il programma - realizzato dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano - è aperto da una sigla firmata da Gipi, uno dei nomi più apprezzati della graphic novel europea, alla sua prima animazione. Il titolo è stato invece scelto perchè, dice la padrona di casa, «suona bene e perchè glaciazione e disgelo sono movimenti lenti ma inesorabili. E poi “L’era glaciale” viene prima delle “Invasioni Barbariche” e dei “Tempi Moderni”, i miei programmi ai quali sono più affezionata».
Le differenze tra le trasmissioni? «Ma che ne so», sottolinea la Bignardi, «abbiamo sempre fatto quello che sapevamo fare e lo stiamo facendo anche in questo caso. Noi siamo noi, quello che uscirà lo vedremo stasera in onda. Ma una cosa è certa: faremo il meglio che possiamo».

Silvia Tironi

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