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Salma sogna di essere Kitty Micia del Gatto con gli stivali

L'attrice doppia la felina nel film con Antonio Banderas: ha gli artigli ma è anche scaltra e intelligente, è forte e decisa. Io invece...

Salma sogna di essere Kitty Micia del Gatto con gli stivali
Salma Hayek una delle attrici più “in” del momento dà voce a Kitty Zampe di velluto, star felina forte e sensuale nel film Il gatto con gli stivali. Lui (Antonio Banderas) è proprio il Gatto con gli stivali, noto combattente, fuorilegge e seduttore che da bambino è stato vittima di bullismo: «Il mio Gatto è in grado di perdonare i peccati commessi da altri» ha detto Banderas, ieri a Roma per la presentazione del film «dovrebbe accadere così anche in politica. Sono molto più alto del Gatto, ma sono simile a lui». Infatti diventa un eroe in 3D che per salvare la sua città vive un’avventura mozzafiato con l’intelligente gattina da strada, insieme al pragmatico Humpty Dumpty (Zach Galifianakis). Ma dimenticate ogni riferimento alle favole di Charles Perrault. Qui il Gatto combatte con la spada degli artigli, balla il flamenco, indossa un cappello simile a quello di Dartagnan. E fa gli occhi dolci solo a Kitty, anche se a complicargli la vita ci pensano dei famigerati fuorilegge. Insomma: questa è la storia del Gatto, del Mito e della Leggenda, in versione pelosa della DreamWorks Animation SKG, diretta da Chris Miller, dal 16 dicembre su 400 schermi. In Usa ha già incassato 160 milioni di dollari, merito anche di Salma Hayek, una felina  irresistibile.
Signora Hayek, cosa l’ha convinta ad indossare i panni della doppiatrice in un film d’animazione?
«L’idea di fare qualcosa di diverso. È stato un lavoro meraviglioso,  per la prima volta non ho avuto bisogno di stare ore al trucco».
Ci parli di Kitty.
«È una micia meravigliosa. Forte, decisa, una vera femminista. Kitty ha gli artigli, ma è anche scaltra e intelligente. Se potessi davvero essere Kitty anche nella vita...».
Perché?
«Ogni volta che dovevo darle  voce, la guardavo. Lei, invece di farsi la doccia si leccava tutta. Mi ha instradato a sperimentare un cammino da femmina».
In che senso?
«Sono la fotografia di un avvenente personaggio felino, che ha coraggio. Nella nostra società per tanti anni le donne sono state private delle loro “unghie”. Donne che spesso non avevano neanche la possibilità di dare del cibo ai propri figli. Eppure, una delle nostre più grandi capacità è sempre stata quella di annusare la situazione. Abbiamo il dono di superare tutto con o senza unghie».
Tornando al film, ci sarà il sequel?
«È Kitty che lo sta pianificando. Mia figlia Valentina dopo aver visto il  film in America mi ha chiesto: perché  il Gatto e la Gatta non si baciano mai? Gli ho risposto: nel prossimo accadrà».
di Annamaria Piacentini




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