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Zalone contro Santoro e Saviano E' lui l'anti-Fiorello?

Per due venerdì il comico sarà in prima serata su Canale 5 con il suo programma: ha il coraggio di attaccare gli intoccabili della tv

Zalone contro Santoro e Saviano  E' lui l'anti-Fiorello?

La gag funziona più o meno così. Checco Zalone osserva pensieroso, col mento appoggiato sul pugno, nella posa tipica del giornalista impegnato, e intanto la bella e nerissima Youma Diakite - nei panni della «gnocca intelligente», con tanto di kefiah al collo - presenta una ragazza seduta tra il pubblico. Costei racconta di essere laureata con ottimi voti e di essere stata costretta a emigrare per- ché in Italia non trovava lavoro. Applausi solidali degli spettatori; Checco accenna una sofferta approvazione, depreca il Paese orrendo che fa fuggire i cervelli migliori. Poi Youma fa alzare un’altra ragazza, visibilmente più brutta della prima. Stessa lamentela: «Sono laureata in Fisica, ma in Italia non trovavo niente, sono dovuta emigrare a Londra...».

 

Checco ne scorre ancora una volta l’aspetto orribile e commenta: «Beh, Londra non è ma- le...». Questa scenetta nessuno l’ha ancora vista, noi la trascriviamo come ce l’hanno raccontata. La troverete nella seconda delle due speciali prime serate che Zalone ha realizzato per Canale 5 (assieme all’amico di sempre Gennaro Nunziante) col titolo Restoumile World show, in onda questo venerdì e il prossimo. Però ha già mietuto una vittima: Giulia Innocenzi, la valletta sinistroide di Michele Santoro. Lo sketch, infatti, fa il verso al nostro telemartire di fiducia e ai giovani indignati che la Innocenzi pesca ogni sera dalla folla. Quando Giulia lo è venuta a sapere, si è sfogata sul suo sito,dicendo di non volere essere accomunata a Youma, una «che ha fatto del corpo la sua fonte di reddito principale» (lei, invece, l’hanno scelta perché è brutta...), attacca il «maschilismo pressapochista» di Checco, si definisce una «attivista» e se la prende pure con «lo spalatore di fango Belpietro», ancora offesa perché il nostro direttore le fece notare in diretta tv la sua affinità con le altre vallette catodiche. L’episodio è indicativo del livello di scorrettezzapolitica diZalone, capacedi far ridere abbattendo anche gli intoccabili del piccolo schermo. Oltre a Santoro, c’è una punzecchiatura pure per Fabio Fazio, con Youma nei panni di Filippa Lagerback a Che tempo che fa.

E, soprattutto, c’è la prima vera imitazione di Roberto Saviano, rodata da Checco sui palchi dimezza Italia durante il Resto umile World tour di qualche mese fa, un successo clamoroso che fa da canovaccio per l’evento tv. Certo, dal vivo si poteva concedere qualche parolaccia in più, mentre in video promette di far passare almeno le22. Il risultato non cambia: Zalone è tutto tranne che volgare, i suoi personaggi, oltre che coraggiosi, sono intelligenti. «Durante lo show faccio una tele- fonata a Piersilvio Berlusconi», spiega, «in cui lo rassicuro sulle parolacce: ci sono tutte, quindi stia tranquillo che l’audience sale». Quanto al Berlusconi senior, «l’efficacia comica dei pezzi su di lui ora va scemando. E questo è un bel...come si dice in italiano cazzo nel culo? Ah, si, è un bel problema». Dopo tutto, Mario Monti non offre grandi spunti. «Non so- no neanche che faccia abbia», sospira Checco, «spero abbia qualche elemento caratterizzante, un difetto di pronuncia magari, altrimenti è veramente triste». Nella prima puntata al nuovo premier c’è appena un riferimento: «L’importante è restare umile, se uno fa i soldi ed è umile non li dichiara. In fondo, caro Monti, l’evasione è una forma di timidezza». Fortuna che ci sono i grandi classici zaloniani, tipo Nichi Vendola. Nello show se la prende con dei bambini, li accusa di essere ignoranti, risultato di «vent’anni di berlusconismo». La sorpresa sarà la caricatura di Michele Misseri, un modo strepitoso per scherzare sul presenzialismo dello zio di Avetrana. «Immagino Misseri invitato a Cotto e mangiato», dice Zalone, «elimino tutti i riferimenti al delitto e chiudo con un omaggio alla Strana fami- gliadi Gaber». Altro pezzo crudele ma strepitoso è quello di Maremoto a Porto Cervo, presa per i fondelli delle star che incidono brani di beneficenza dopo le catastrofi. In questo ca- so,uno tsunami devasta la patria del Billionaire e un Checco-Jovanotti canta: «Dentro una jacuzzi silicone a pezzetti, se li metti tutti insieme viene fuori la Parietti», seguito da un Checco-Vasco: «Un maremoto per te... Non te lo aspettavi eh...». Ritornello affidato ad Al Bano (quello vero): «Porto Cervo che tragedia, qui più niente si rimedia, niente bionde né brunette, son tornate le pugnette». Carrisi sarà anche ospite in studio nella seconda puntata, nella prima invece sfilano Laura Pausini («tutto il giorno penso a dargliela», canta), Claudio Bisio e Francesco (Kekko) dei Modà, sfottuto da Zalone nei panni di Giuliano Sangiorgi dei «rivali» Negramaro. Sempre nella seconda ci saranno il sofisticato Al Jarreau e Daniele Silvestri. È l’ennesimo sfotto’ a chi contesta a Zalone di essere becero: per tutta risposta si farà insegnare da Silvestri a scrivere canzoni impegnate, suonerà brani jazz con Jarreau e farà leggere poesie a Giorgio Albertazzi: «Io eseguirò un pezzo al piano e lui declamerà A Silvia, per dimostrare che l’arte in tutte le sue forme nasce sempre dalla figa». Trovare ospitid’eccezione nonè stato facile, e Checco fa notare la differenza con lo spettacolo di Fiorello, che molti immaginano essere il suo grande avversario. Zalone in realtà spende solo parole d’ammirazione («siamo amici, davvero, è il numero uno»), non vuole il confronto: «Siamo diversi, lui fa varietà puro, io non sono in grado. Peggio di me ha solo una cosa: non sa dire le parolacce». Certo, fa- re più share di Fiore pare impossibile, da Mediaset dicono di sperare in un pubblico sui 5 milioni. Intanto, Checco sta già pensando a un nuovo film: «Giriamo a Roma da gennaio, è una storia d’amore, stavolta con una donna radical chic». Produttore Piero Valsecchi, lo stesso dei Soliti idioti («complimenti per il culo», chiosa Zalone). Comunque vada il programma - che meriterebbe una marea di ascolti - lui re- sta umile. Come quando, in autunno, sbancò l’Arena di Verona poi tornò con la famiglia in un modesto albergo tre stelle a festeggiare il compleanno della suocera. Il suo sfizio da rockstar?Un Fernet al bancone del bar.

di Francesco Borgonovo


 

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