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Monti rivoluziona anche la tv Silvio si vede poco. E gli altri?

Il passaggio dal Cav al Prof ci fa conoscere volti nuovi, mentre tra quelli della vecchia guardia c'è chi si rafforza e chi perde

Monti rivoluziona anche la tv  Silvio si vede poco. E gli altri?

Il piccolo schermo, ancora una volta, termometro del cambiamento politico in Italia. Il passaggio dal governo di Silvio Berlusconi a quello di Mario Monti non è rimasto, tra le altre cose, senza conseguenze per le trasmissioni che ospitano i politici. Il fatto è che, prima di tutto, sono cambiate le esigenze: i toni 'da battaglia' messi da parte, le bandiere di partito un po' arrotolate. Serve meno propaganda e più capacità di spiegare la posizione (articolata) nei confronti del governo tecnico, le scelte rispetto a una manovra di sacrifici. Poi c'è da parlare della crisi che, purtroppo, ora bussa alle porte degli italiani. Tutti fattori che hanno favorito un 'turn over' dei volti noti in Tv e quindi l'ingresso di volti nuovi che stanno piano piano diventando familiari alla platea televisiva. Nel Pdl il senso di questo cambio è, ovviamente, più percepibile, se non altro perchè non c'è più da spiegare e difendere le decisioni del 'proprio' governo. 

Il PdL - Al timone del Paese, con onori e oneri, fino ad appena un mese fa, il Popolo delle libertà sconta ovviamente il passo indietro anche televisivo di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere non è svanito nel nulla, ma oggi seleziona molto di più le sue presenze anche per l'ovvia mancanza di tutti gli appuntamenti di carattere istituzionale. Hanno dovuto passare la mano anche molti ex ministri, con qualche eccezione. Resta, infatti, tra i volti Tv Maria Stella Gelmini, non certo dimenticata da trasmissioni come 'Ballaro'. Una presenza fissa rimane Ignazio La Russa. Ma certo non si vedono più come prima i vari Matteoli, Galan, Carfagna, Brunetta, Prestigiacomo. Ma un ruolo non secondario ormai l'ha serbato per se Angelino Alfano. Il segretario si è preso in prima persona il compito di spiegare agli elettori le nuove strategie del Pdl. Alfano non solo non disdegna i tradizionali salotti Tv, da 'Ballarò' a 'In onda', ma si è rivelato entustiastico utilizzatore di social network come Facebook e Twitter. Proprio la sua scelta di portare in diretta Tv il suo Ipad per accettare suggerimenti e commentare durante una partecipazione in Tv ha fatto discutere: "Sono elettori del Pdl con cui è giusto avere un contatto diretto", si è difeso Alfano. Comunque nel Pdl non mancano i volti nuovi. Se nei Tg la fanno ancora 'da padronì i titolari di ruoli più istituzionali come Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto o Gaetano Quagliariello, ha guadagnato uno spazio forse maggiore rispetto al passato Maurizio Lupi. E riesce sempre più a farsi strada Nunzia De Girolamo, spesso portatrice di istanze più 'laiche' rispetto alla rigida linea di partito. La giovane deputata campana è anche una delle più attive su Twitter, dove mostra di non temere i confronti con i colleghi di altri partiti su temi 'caldi' come i diritti, i vitalizi dei parlamentari o l'Ici alla Chiesa. Anche nel Pd la linea di comunicazione, ovvviamente, è cambiata.

Il Pd - Non c'è più l'esigenza di ribattere punto su punto alle scelte del governo Berlusconi ma, compito delicatissimo, chiarire al proprio elettorato il senso dell'appoggio al governo Monti. In un partito dove il 'dibattito' è sempre acceso, questo non è sempre semplicissimo. Pier Luigi Bersani sembra aver preso un pò le distanze dai dibattiti confusi con molti (troppi) ospiti. Il segretario dei democratici si è raccomandato tante volte con i suoi: il Pd non deve nemmeno lontanamente dare l'idea di una confusione di responsabilità con Berlusconi e il berlusconismo per la situazione in cui si trova ora il Paese. Bersani non si sottrae alle interviste Tv e nei Tg e tra i leader di partito è uno di quelli che fa un uso più massiccio di Facebook e Twitter. Per il resto, i democratici si affidano alla tradizionale 'squadra' comunicativa che ruota anche a seconda delle esigenze: Enrico Letta, Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini. Nei giorni 'caldi' della manovra, sono scesi in campo gli esperti come Cesare Damiano o (non senza polemiche) Stefano Fassina. Ci sono poi alcuni battitori liberi tra i dem, volti che piacciono molto alle Tv a prescidere: Pippo Civati piuttosto che Debora Serracchiani o Matteo Renzi. Anche in casa Pd discorso a parte meritano i social network: su Twitter il più presente è Andrea Sarubbi. Su Facebook attivissimo è Roberto Giachetti.

Terzo Polo - Per quel che riguarda l'Udc, Pier Ferdinando Casini ha spiegato chiaramente di non apprezzare i salotti Tv troppo affollati dove è difficile far passare un concetto articolato. Anche il leader Udc preferisce le interviste, o magari la partecipazioni a contenitori insoliti per i politici ma molto seguiti da un pubblico generalista come 'Unomattina', dove Casini è stato ospite qualche tempo fa. Ma l'Udc vanta, tra i suoi, uno dei primi ad aver intuito le potenzialità di Twitter: Roberto Rao, presentissimo e seguitissimo sul social network. Per il resto, anche tra i centristi è tempo di volti nuovi: Gianluca Galletti e Roberto Occhiuto in particolar modo in questo periodo di manovra economica. Stabile la presenza in video del presidente del partito Rocco Buttiglione. Restando in casa Terzo polo, in Fli il presenzialismo di Italo Bocchino sembra aver ceduto il passo ad un più moderato Benedetto Della Vedova. Per Api, è sempre Francesco Rutelli a marcare il territorio.

La Lega - Nella Lega il nuovo status di partito di opposizione ha avuto conseguenze televisive: quasi spariti testimonial del vecchio governo come Castelli o Calderoli, si fanno spazio nuove leve come Gianluca Pini.

L'Italia dei Valori - Discorso a parte per Idv, dove Antonio Di Pietro canta e porta la croce. Il leader non disdegna certo le apparizioni in Tv ed è stato tra i primi a utilizzare blog e Facebook. Alla sua ombra c'è spazio ogni tanto per i capigruppo Massimo Donadi e Felice Belisario. Su Twitter, invece, per Idv si segnala soprattutto Silvana Mura.

 

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    13 Dicembre 2011 - 22:10

    Il semplice fatto di essersi tolti - televisivamente parlando - dalle palle il 90% e più degli infami PdL-ini (da Carfagna a Lupi, passando per Capezzone ) e dei verdi cornuti (da Castelli a Borghezio, con un primo piano su Salvini) è di per se una delle cose migliori che ci si potesse aspettare in campo televisivo. Aggiungerei pure la felice se pur tardiva decisione di aver cacciato (ahimè, senza il calcio in kul0 finale...) il prode Minzolini! Anche in TV...aria nuova a pieni polmoni!

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  • blu521

    13 Dicembre 2011 - 19:07

    Non è che i bar siano frequentati come i tribunali.

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