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Il cinepanettone è un mattone Non fa ridere neanche il trailer

Domani esce "Vacanze di Natale a Cortina": i bookmekers non danno vincente l'ennesimo l'ennesimo prodotto della De Laurentis

Il cinepanettone è un mattone Non fa ridere neanche il trailer

Domani esce il cinepanettone numero 29 Vacanze di Natale a  Cortina. Non sotto i migliori auspici. La tradizione può sempre  giocare a favore (da tantissimo tempo, il pubblico non cerca il bel film, ma segue un rito festaiolo) ma i bookmakers non danno vincente l’ennesimo prodotto della pregiata ditta De Laurentiis.
Forse perché i bookmaker hanno visto il trailer. Tutt’altro che entusiasmante.  Non si ride. Non fa ridere  Christian De Sica che a 60 anni è sempre in disperata crisi d’identità (ha smesso di imitare Sordi, ora ricalca papà Vittorio nelle sue innumerevoli marchette di “tombeur” al tramonto). Non fa ridere Ricky Memphis  che sembra lì solo per passare subito alla cassa. Non fa ridere nessuno. Perchè il cast, un tempo ricchissimo di comici di rincalzo, qui  è rimpinzato con non attori promossi per l’occasione ai ruoli recitati (che ci fai con le troniste di Zelig Valeria Graci e Katia Follesa, oppure con l’ineffabile Emanuele  Filiberto?). 

Sabrina Ferilli, beh, la Ferilli ha troppi primi piani che ti comunicano la sottile malinconia  delle “per troppo tempo belle non più belle tra poco”. Qualcuno magari dirà: eh, magari, il trailer è infelice, ma il film è un’altra cosa. Sommamente improbabile. Vado al cinema da oltre mezzo secolo, ma non m’è mai capitata  una volta, dico una, che il “prossimamente” (si chiamava così nel secolo scorso) non rendesse giustizia al film  intero. Al contrario, in innumerevoli occasioni, il trailer ha promesso molto di più di quanto la pellicola avrebbe poi mantenuto.  Perché sempre coloro che  ci mettono  le mani  sono  fior di professionisti capaci di radunare il meglio (ma proprio il meglio) nel corso di un paio di minuti.  Professionisti pagatissimi. Tanto da decidere spesso di che morte muore un film. In Usa  è la prassi. Se dalle visioni di assaggio un film non pare destinato a  grossa carriera,  basta, in sala non ci va, inutile buttare soldi in un “prossimamente”.

De Laurentiis i soldi li ha buttati, ma forse con scarsa convinzione, e quasi certamente con relativa partecipazione. Un tempo, il cinepanettone era per il re dei panettoni l’interesse forse primario della vita. Ci stava addosso per un anno intero. Scegliendo le locations, allevando sceneggiatori (Fausto Brizzi che oggi cammina da solo, ha iniziato come “negro” nei film natalizi). Tanta dedizione da parte del producer partenopeo aveva un’evidente ragione. Su quel prodotto edificava la sua fortuna.  Gli incassi iperbolici delle tre settimane natalizie lo compensavano alla grande dei risultati altalenanti del resto della sua produzione.  Senza quei best seller Aurelio sarebbe rimasto uno dei tanti industriali del cinema nostrano. Un giorno abbastanza su, un altro decisamente giù. Senza le Vacanze Aurelio poteva tutt’al più comprarsi l’Ascoli Piceno, altro che il Napoli. Già, il Napoli. Con ogni probabilità, è diventato l’interesse principale, se non l’impegno a tempo pieno. Con ogni probabilità Cavani e Lavezzi stanno in cima ai suoi pensieri là dove un tempo albergavano Christian De Sica e (per un paio di decenni) Massimo Boldi. Forse non è così. Ma rimaniamo (fino a domani) con l’impressione che  Vacanze di Natale a  Cortina sia un’avventura condotta con la mano sinistra. Il budget è con ogni evidenza ridotto, le idee pure.
E il trailer? Beh, il trailer il grande Aurelio forse non ha trovato il tempo di vederlo.

di Giorgio Carbone

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Commenti all'articolo

  • ralph

    15 Dicembre 2011 - 11:11

    Vista anche l'aria che tira questo rito del Cinepanettone mi sa tanto che ha ormai fatto il suo tempo. Un pò come quei calciatori che dopo essere stati sulla cresta dell'onda per anni non si rassegnano all'inevitabile ritiro.

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