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Fenech: film trash per campare "Io, nuda per mio figlio"

L'attrice/produttrice si confessa: Non li rifarei, preferisco stare dietro le quinte, ma avevo una famiglia da portare avanti"

Fenech: film trash per campare "Io, nuda per mio figlio"

Non rinnega i suoi trascorsi di attrice in film trash, anzi le sono serviti per tirare su suo figlio e per diventare quello che è oggi: una produttrice e un'attrice di serie A. Edwige Fenech si confessa in un'intervista al Corsera a pchi giorni della messa in onda de "La figlia del capitano" dove lei vestirà i panni della zarina Caterina II di Russia. La miniserie in due puntate, coprodotta da Rai Fiction e da Immagine e Cinema della stessa Fenech, va in onda su Raiuno il 9 e 10 gennaio con Vanessa Hessler e Primo Reggiani protagonisti, per la regia di Giacomo Campiotti. "Ci sono film che non rifarei - racconta a Emilia Costantini - ma è troppo facile dire oggi quello che non avrei dovuto fare allora. Avevo seri problemi, ero una cosiddetta ragazza madre, dovevo portare avanti la famiglia, mio figlio Edwin di cui sono orgogliosa. Mi dicevano: se continui a fare film di serie C, non ti chiameranno mai per fare quelli di serie A. Invece, mi hanno chiamato attori come Tognazzi, Sordi... ho lavorato con attrici come la Vitti, che per me erano dei miti. Per non parlare del teatro, dove ho lavorato con autori come Giuseppe Patroni Griffi".
Edwig Fenech racconta ancora che quando rimase incinta, "mi fecero capire che non ci sarebbe stato avvenire per me, né per mio figlio. E poi certe battute mi facevano male dentro: quando sentivo chiamarmi 'quel gran pezzo...' oppure 'Giovannona coscia lunga' avvampavo. I titoli non li sceglievo mica io, ma ne venivo come marchiata a fuoco e non era piacevole: un karma da scontare. Adesso me ne infischio".
Ma al mestiere dell'attrice preferisce di gran lunga quello di produttore: "Io preferisco stare dietro le quinte: sono afflitta da una timidezza che rasenta quasi la psicosi. Non apparire, ho fatto tanto cinema, eppure non mi sono mai sentita una diva. Il mio vero   problema è che non mi sono mai presa sul serio".

Guarda le foto nella Gallery: "Edwige, il sogno erotico degli italiani"

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Commenti all'articolo

  • aifide

    06 Gennaio 2012 - 18:06

    la ventura di vederli i suoi film nei quali sempre con molta grazia e senza volgarità ha mostrato la bellezza del suo corpo facendo dimenticare per un paio d'ore le tristezze della vita. Non credo si debba vergognare, anzi ne debba essere orgogliosa se oltretutto quei film le hanno permesso di allevare suo figlio e di poter poi lavorare insieme ad attori famosi, dei quali ricorderemo solamente la bravura, mentre di lei ricorderemo sempre anche la bellezza!

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  • Il_Presidente

    06 Gennaio 2012 - 15:03

    troppa ipocrisia... troppo facile fare i soldi così,mentre le donne oneste e dignitose si rimboccano le maniche con lavoro duro e serio. Certo che da giovane era mega bona, questo non si può negare.

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  • RANMA

    06 Gennaio 2012 - 11:11

    LA stessa scusa la accampano anche le prostitute.....insomma tutto meglio fuorchè lavorare(cameriera donna delle pulizie impiegata commessa etc..) Già in un un film di TOTO' una entreneuse scoppiando in lacrime accampava la stessa scusa...

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  • tempus_fugit_349

    06 Gennaio 2012 - 05:05

    Si rassereni, signora Fenech. Capita a tutti di fare cose che a posteriori si preferirebbe non aver fatto. Ognuno vive come può o come sa. Lei, evidentemente, non poteva e non sapeva fare niente di meglio ed ha tutta la mia comprensione.

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