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Baglioni canta la Costituzione Un vero strazio patriottico

Il cantautore lancia 'L'Italia è': una canzone che piacerà a Napolitano e a Monti, ma che risulta francamente inascoltabile / Video

Baglioni canta la Costituzione Un vero strazio patriottico

Nei giorni della sobrietà del governo Monti il cantautore Claudio Baglioni si cimenta in un'interpretazione certo patriottica, certo apprezzata sia dal Quirinale sia dal professor Monti, e che seppur non tecnicamente 'poco sobria', francamente, risulta decisamente ridicola. Il brano si chiama 'L'Italia è', ed è scaricabile gratuitamente dalla pagina Facebook del cantautore, che nella canzone si ispira ai principi fondamentali della nostra Costituzione. Anzi, li declama. Baglioni ha spiegato che "si tratta di un regalo dedicato a tutti quelli che hanno avuto in patria l'Italia. Nei momenti difficili troviamo rifugio e ispirazione nei valori veri, quelli che non temono le insidie del tempo, né le fragilità degli uomini". E per non farsi mancare nulla, Baglioni ha anche spedito una bella letterina al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, in cui spiega che "ci sono stelle fisse che aiutano a tracciare una rotta in grado di condurre in porti sicuri e riparati. Tra queste c’è: la nostra Costituzione. Nessuna altra Carta, infatti, dice altrettanto. Nessuna racconta parole così". Capiamo l'amor patrio e la passione di Baglioni per la Carta, ma il canto della Costituzione poteva davvero evitarcelo (sia chiaro: esclusivamente per motivi musicali).

Ascolta il brano di Baglioni su LiberoTv

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Commenti all'articolo

  • gelcat

    27 Gennaio 2012 - 09:09

    Da La Vita e' adesso, in poi; onore a cio' che ci ha regalato dal 70 all'85, dopodiche' il buio; a proposito della Costituzione, nata come rigetto del Ventennio e redatta a regola d'arte per privilagiare il burocrate e danneggiare il suddito, basta leggere l'art 1: l'Italia e' una repubblica democratica fondata sul lavoro.... una ovvieta' ridicola, come se da qualche parte ci fosse una repubblica fondata sull'ozio.......

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  • marcolelli3000

    27 Gennaio 2012 - 06:06

    uno che canta? di mestiere dico?

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  • tempus_fugit_349

    27 Gennaio 2012 - 04:04

    Finché la retorica è nella parole del lord trinariciuto o dei suoi pari possiamo anche, turandoci il naso, accettarlo e capire che fa parte del loro mestiere di manipolatori avvezzi a metodi riconducibili al MINIVER (ministero della Verità di orwelliana memoria). Ma mi chiedo come sia stato possibile a Baglioni realizzare un tale escremento. Che bisogno ne aveva? Solo quello di guadagnare soldi, evidentemente. Come le putt@ne e come molti altri miserabili personaggi da operetta che popolano il mondo dello spettacolo e spacciano per arte la loro altrettanto miserabile mercanzia. Già si può immaginare dove sarà diffuso questo maleodorante inno all' itaGlia. Nelle feste dell'Unità e in quegli ambienti dove la bandiera e la costituzione venivano dileggiate. Ma eran tempi diversi. In quel periodo il rubli venivano da Mosca, ora gli Euro vengono dall'ItaGlia.

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  • L'Italiano1982

    26 Gennaio 2012 - 21:09

    Baglioni è bollito. Come lo è la Nannini, come lo è Ramazzotti e come lo sono tanti altri che pur non avendo più niente di decente da dare, ma avendo dato già tanto da potersene andare a test'alta, si rifiutano categoricamente di farlo, e cadono sempre più in basso ripetendosi, svendendosi, insultandoci. Veniamo alla canzone: non ce l'ho fatta proprio, alla parola "lavoro" ho chiuso il link. L'imbarazzo era francamente troppo. Ma devo dire che come idea era pessima anche senza considerare la scemenza da Zecchino d'Oro che n'è venuta fuori, perché se c'è una cosa che di questo paese non osannerei mai... manco a dirlo, è proprio la Carta. Quella che con una faccia come il culo è stata detta "la più bella del mondo", che con il suo affermare e negare, dire e disdire, fare e disfare, concedere e negare, ci ha impantanati. Un esempio su tutti? "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Baglioni, goditi la vecchiaia che è meglio.

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