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Panariello versione Fiorello Con sexy Zilli su Mediaset

Giorgio torna in tv dopo 6 anni con uno show in diretta su Canale5 lunedì sera. Programma da 6 milioni, c'è anche Nina

Panariello versione Fiorello Con sexy Zilli su Mediaset

L’idea di partenza era di farlo il giovedì sera. Il sabato, televisivamente parlando, è un giorno bruciato, svuotato da movide e arte varia.  Nel frattempo è arrivato Fiorello, che ha sdoganato il lunedì sera, e, oplà, Mediaset ha convinto Giorgio Panariello a traslocare all’inizio della settimana. Che è «un giorno pieno», sempre televisivamente parlando. «A Cesare quel che è di Cesare», dice Panariello visibilmente teso per il debutto di lunedì sera su Canale 5, ore 21 e 10, con il suo Panariello non esiste. E allora vada per i quattro lunedì consecutivi e fine della discussione.

A Mediaset, però, certi ragionamenti hanno un peso, eccome se ce l’hanno. Fiorello è costato alla Rai 12 milioni di euro (c’è chi dice 16) e ne ha incassati 8, il resto lo paga Pantalone. Panariello non  esiste, che segna il ritorno in tivù dell’artista toscano dopo sei anni di esilio dal video, costerà la metà, sei milioni di euro. E siccome qui non c’è di mezzo il canone a ripianare le «voglie» del direttore di turno, è chiaro che se Mediaset «spende 90 ne deve incassare 100, questi ’un scherzano», confessa uno dei fedelissimi di Giorgio. Dagli torto. E non puoi nemmeno dar torto a Massimo Donelli, direttore di Canale 5, carico al punto giusto per questa nuova avventura: «Facciamo il passo secondo la gamba. In questi anni abbiamo avuto risultati eccellenti senza chiedere un centesimo agli italiani», dice il direttore dell’ammiraglia di Mediaset, «abbiamo avuto sempre i bilanci in ordine a differenza degli altri network». Bilanci che hanno permesso al Biscione di metter su questo grande show, il più costoso dell’emittente, ma anche il più intrigante, dato che segna l’ingresso di Mediaset nel mondo del varietà. Anzi, del “one man show”. Perché questo è ciò che andrà in onda, rigorosamente in diretta dallo Studio 5 di Cinecittà, lo storico teatro di Fellini, da lunedì prossimo. Una vera e propria prova d’attore, con la partecipazione di Nina Zilli, scandita dai personaggi di Panariello e dalla complicità degli ospiti. Che saranno tanti.

Insomma il varietà non è affatto morto. Anzi, è più vivo che mai. «Vogliamo regalare alla gente, in un periodo di difficoltà come questo, due ore di divertimento», dice Panariello, «una missione richiesta dall’Europa.  D’altra parte, lo show deve regalare emozioni. Mi piacerebbe rimettere la fantasia al suo posto. Bisogna far sognare, e io spero di far sognare il pubblico», spiega il comico toscano, «questo è lo show che aspettavo da tanto tempo». Più che Panariello non esiste dovremmo chiamarlo Panariello resiste all’ottusità della Rai che, dopo il Sanremo di sei anni fa lo ha messo al bando, preferendogli Fiorello.
Un nuovo inizio in tv, dunque, quello del comico toscano, che coincide però con la scomparsa di Lucio Dalla. «Vorrei dedicare questo spettacolo», dice Giorgio, «a Lucio Dalla. Ci accorgiamo della grandezza di un personaggio soltanto quando non c’è più. Lo saluteremo interpretando una sua canzone non scontata». A salire sul palco per ogni puntata, ciascuna delle quali sarà dedicata ad un tema specifico, saranno ospiti  e big. Lunedì la serata sarà dedicata al tema della realtà che supera la fantasia e vedrà protagonisti Tiziano Ferro, Micaela Ramazzotti, Vincenzo Salemme e James Taylor. Infine Pippo Baudo, svela il sito di Sorrisi, diventa iena per una puntata. Il presentatore affiancherà Enrico  Brignano e Ilary  Blasi nella puntata di giovedì.

di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • gianni_optimus

    05 Marzo 2012 - 17:05

    Fiorello è costato alla Rai 12 milioni di euro (c’è chi dice 16) e ne ha incassati 8, il resto lo paga Pantalone... e ricominciamo con i conti alla bechis! ole

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  • routier

    04 Marzo 2012 - 19:07

    E' uno dei pochi ( forse l'unico ) che sa far ridere e divertire il pubblico senza fare becera e facile satira politica e senza usare volgarità gratuite o parolacce. Magari ce ne fossero tanti come lui.

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