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RadioPadania La voce padana contro Dalla: "Solo un italiota, sua madre non era padana"

Il critico Andrea Rognoni: "Lucio Dalla è simbolo di un'Italia che non vorremmo perché cantore delle esigenze del Sud"

RadioPadania La voce padana contro Dalla: "Solo un italiota, sua madre non era padana"

Tutti hanno omaggiato la scomparsa di Lucio Dalla con attestati di stima e cordoglio. Tutti a parte Radio Padania che ha pensato bene di ricordare il cantautore bolognese a modo suo. Durante la trasmissione "Arte Nord", Andrea Rognoni ha espresso il suo discusso parere su Lucio Dalla. Secondo Rognoni, Dalla "è simbolo di un'Italia che non vorremmo perché cantore delle esigenze e delle richieste che vengono dal Sud". In che modo è presto detto. "Il babbo era padano, ma la madre no". Tanto basta a Rognoni per criticare "l'eclettismo un pò fazioso e calcolato del cantautore, mirato ad accontentare tutti i gusti del pubblico. Specialmente quello del centro-sud". Rognoni non si ferma solo sui natali poco "padani" di Dalla. Infatti, rincara la dose affermando che il cantautore bolognese "è figlio di quella cultura postsessantottesca, ha una visione del mondo cattocomunista ed ecumenista". Per avvalorare la sua traballante tesi, Rognoni fa alcuni esempi: "come ben si nota in 4-3-43 e il giorno che verrà, dove è più importante trombare che lavorare ("e faremo l'amore per intere settimane") o dove Gesù Bambino è un figlio di p". Rognoni assolve Dalla solo per le canzoni dedicate a Milano e a Piazza Grande. Alla fine però assesta il colpo finale. Per Rognoni Dalla è solo un "Italiota, sagace autore dell'Italia tricolorita".

 


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Commenti all'articolo

  • blu521

    05 Marzo 2012 - 19:07

    Mi sfuggono i motivi per cui si sarebbero dovute tenere le elezioni per il governo dalema. Le minuscole sono il minimo che l'argomento richiede

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  • Linus_78

    05 Marzo 2012 - 18:06

    Solo chi nel suo partito ha come consigliere regionale il figlio del suo segretario di partito, che si prende beffa della meritocrazia e permette ad un elemento del genere di poter vivere di un vitalizio a fine legislatura, e di percepire uno stipendio da 12.000 euro mensili in barba a tutti ragazzi laureati e specializzati. Come puo una persona non avere quel ritegno e rispetto di chi non c'è più e non puo replicare, inveendo vigliaccamente contro alcune sue canzoni o sua madre solo perchè vicine al meridione. Tutto il mio rispetto per la libertà di pensiero ed opinione, anche per questa che io non condivido,ma tutto il mio disprezzo per chi in questo momento non sa rispettosamente tacere.

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  • alfredido1

    05 Marzo 2012 - 18:06

    Strano vedere commenti aciduli da fonti diverse e per diverse ragioni. Due note stonate e due buone occasioni per tacere , rispettando almeno il poeta che era in Lucio. Credo fondamentalmente perchè Lucio non ha mai nascosto la sua avversità per chi vive di politica.

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  • stilton

    05 Marzo 2012 - 18:06

    Quello che penso di Lucio Dalla, le emozioni, le canzoni, l'artista, il poeta, me lo tengo nel cuore. Invece quello che penso di Radio Padania non lo tengo per me ma lo grido a tutti: GUITTI indegni di appartenere al genere umano. Punto.

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