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Costamagna Naufragio della fedele di Santoro Al debutto su Rai3 sprofonda al 3% di share

Ascolti in rosso: con 'Robinson' la giornalista raccoglie le briciole. Copia la Dandini ed è un'anti-Cav fuori tempo massimo

Costamagna Naufragio della fedele di Santoro Al debutto su Rai3 sprofonda al 3% di share

La battuta scaturisce fin troppo agilmente: il naufragio della Costamagna. In effetti il destino del programma era già nel nome: Robinson. Se ci aggiungete che è andato in onda di venerdì, sembra una barzelletta. C’è poco da ridere, tuttavia: lo share della prima puntata è stato del 3,70%, giusto qualche briciolina in più delle Invasioni barbariche di Daria Bignardi (3,25%), ma restiamo sempre nel campo dell’invisibile a occhio nudo. 

 


Appurato che la sorte della biondocrinita conduttrice già pupilla di Michele Santoro era annunciata, viene da chiedersi perché la Rai insista a trasmettere cose di tal genere. Il format ha più di un tratto in comune con quello, stantio, della succitata Daria. La tiritera è la consueta rifrittura dell’antiberlusconismo. Nel cast, per dire, c’è Antonio Cornacchione, comico che è riuscito a far ridere solo una volta nella vita con il tormentone «povero Silvio!». Ora che il Cav non è più utilizzabile come spauracchio, non gli resta che piangere.   Poi lo scrittore Flavio Soriga (anche lui della giusta corrente politica) a far da corrispondente; le interviste in stile Bignardi  dove la trovata più geniale è stuzzicare Pippo Baudo... Persino i talentuosi satirici di Spinoza e Sora Cesira (amici provenienti dal Fatto, tanto per non sbagliare) non bastano a risollevare il polpettone.

 

Dunque è inevitabile che se ne esca triturati. La Costamagna ha provato a riprendere quota infilzando Mara Carfagna secondo il facile refrain antiberlusconiano (oltreché decisamente offensivo per le donne e i teleascoltatori tutti), e ne uscita tramortita. Come i suoi spettatori, del resto. Ormai neppure la militanza sembra pagare: a collegarsi su Raitre sono appena 967 mila persone, il minimo sindacale garantito dallo zoccolo duro. 

Luisella Costamagna era stata scaricata da La7, dove conduceva in coppia con Luca Telese un programma interessante ma di non eccezionale impatto sui telespettatori (In Onda). I compagni di Rai3 le sono subito corsi in auito, ripescandola e  affidandole una prima serata, sbattendola a intervistare gli ospiti interrotta dalle «incursioni» di Cornacchione. Cioè  a replicare lo sptesso spettacolino che da anni Serena Dandini imbastisce con Dario Vergassola. Risultato: la televisione pubblica si è messa in casa l’ennesimo programma politicamente schierato, un miscuglio di bignardismo, dandinismo e santorismo, tutti approcci al piccolo schermo di cui è ormai chiaro il declino. Un clone grigiastro, che nessuno martirizzerà o minaccerà di censurare perché con quegli ascolti si censura da solo.
 
Paolo Ruffini ha tentato di ricostruire Rai3 su La7, e ha fallito. Per tutta risposta, a Rai3 si dannano l’anima per  imitare La7, ovviamente centrando l’insuccesso. Certo, magari Luisella riprenderà quota. Ce lo auguriamo, anche perché il suo show lo pagano i contribuenti, quindi  non c’è da gioire per i flop. Però sembra indirizzata a ripetere gli exploit di Maria Luisa Busi, altra giornalista brava-bella-bionda e de sinistra che si schiantò, sempre in prime time, con Articolo Tre. Il tracollo della Busi -  celebre volto del Tg1 che si ribellò alla «tirannia» del servo di Silvio Augusto Minzolini  e ne ottenne in cambio una trasmissione - è avvenuto in tempi non sospetti. Quindi la lezione, a viale Mazzini, potevano apprenderla. E invece niente: dritti a testa basta, lanciati verso il muro. Avessero tentato un esperimento, inserito qualche novità interessante, invitato ospiti inediti, avremmo potuto scusarli. Ma il naufragio annunciato e consapevole è davvero troppo. Se in Rai c’è  ancora qualcuno capace di tenere il timone, forse è ora che torni a bordo. Cazzo.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • ciccia61

    07 Aprile 2012 - 15:03

    meno male che si puo' cambiare canale!Vista la trasmissione pel la prima volta ieri sera, ho retto circa 20 minuti ,mentre la Luisella faceva domande con faccia stizzita al pacato Speroni, che dava risposte quantomeno inerenti all'argomento in questione, commentate poi dall'immancabile Travaglio ,che con i suoi soliti monologhi provocava orgasmi facciali alla bella Luisella .Pessimo esembio di brutto giornalismo.. Ah dimenticavo.... non sono leghista

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  • dbell56

    12 Marzo 2012 - 16:04

    Raglio d'asino non va in cielo. Ecco cos'è la Costamagna. E' una bella donna ma ha un grosso difetto: pensa di essere la migliore giornalista in circolazione perchè proviene dalla scuola Santoro. Infatti non tutto ciò che luccica è oro.

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  • folgore38

    12 Marzo 2012 - 06:06

    Non e' mai piacevole assistere ad una trasmissione della RAI pagata dal popolino fesso e ignorante. Quando l'ascolto e' veramente al limite massimo della decenza,non solo di ascolto , ma anche di contenuti.La trasmissione della bionda Costamagma e' stata un mezzo flop e, se non correggeranno il tiro la trasmissione e' meglio ritirarla perche' a pagare ,come sempre, sono i cittadini e pensionati alla fame vera,quella che ti prende alle viscere e non ti fa dormire la notte.Insomma,invece di sprecare il danaro pubblico per le solite mascherate dei soliti macchiettisti arroganti e perfino comunisti,si dia quel tanto in piu' a chi non ha pane a sufficienza per sopravvivere.Altre che mascherate e prese per i fondelli.Parole al vento : tanto a pagare sono sempre i soliti poveracci e fessi.

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  • Siberia

    11 Marzo 2012 - 23:11

    Scaricata da La 7 perchè era intollerabile il suo modo di condurre che toglieva la parola a chiunque esprimesse un concetto non aderente al suo pensiero, non ci si poteva aspettare altro. E' stata surclassata dalla Carfagna in educazione, stile e personalità: da un lato si è vista una donna capace di non cadere nelle provocazioni di bassa lega, dall'altra una gossippara che si arrampicava sugli specchi, a cui va dato il solo merito di avere capito che non era in grado di tenere testa all'avversaria. Supponendole entrambe raccomandate bisogna riconoscere a Silvio più lungimiranza di Santoro

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