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Ecco le star della televisione a cui Mediaset taglia il cachet

Piersilvio Berlusconi: "Per chi vive di solo pubblicità è dura, ho chiesto sacrifici a tutti. La politica non ci complichi la vita"

Ecco le star della televisione a cui Mediaset taglia il cachet

Tempi duri per Michelle Hunziker, Gerry Scotti, Maria De Filippi, Barbara D'Urso e tutte le altre star di Mediaset. Un po' per la crisi economica, un po' per le politiche del governo Monti, sta di fatto che dopo i licenziamenti minacciati dal presidente Fedele Confalonieri ora anche Pier Silvio Berlusconi annuncia tagli al Biscione. Questa volta a tremare saranno i grossi nomi del piccolo schermo, cui secondo il vicepresidente Mediaset e figlio del fondatore potrebbero venir decurtati gli stipendi milionari. "Prima dell'estate abbiamo lanciato una manovra che porterà in tre anni a un risparmio di 250 milioni l'anno, senza toccare il prodotto", cioè "agendo su tutte le voci" e "dosando la programmazione - ha spiegato Berlusconi Junior in un'intervista a Il Messaggero -, oltre che negoziando revisioni notevoli" sui cachet delle star tv. Nessun avvicendamento in vista, comunque nell'assetto dei vertici Mediaset: "Certo ho chiesto a tutte le prime linee una reazione forte e sono sicuro che tutti faranno il massimo". "Per chi vive solo di pubblicità è dura - prosegue Pier Silvio Berlusconi -, ormai sono tempi di tagli anche per le star, anche i nostri divi ora devono capire". D'altronde, Mediaset è nella "posizione più complicata: la Rai, oltre alla pubblicità, ha la sicurezza del canone, la pay tv satellitare ha la base fissa degli abbonamenti. Mediaset invece vive quasi solo di pubblicità". Quindi la stilettata al presidente del consiglio e al governo: "Affronteremo la crisi al meglio, il nostro non è un lamento. Ma penso che Mediaset vada vista come un'azienda da preservare. Non vogliamo privilegi. Però vorremmo, in un momento così difficile per il Paese, che la politica almeno evitassse di renderci le cose più difficili di quanto già sono".

 

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  • swiller

    15 Marzo 2012 - 08:08

    Meglio tardi che mai.

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  • fulget

    13 Marzo 2012 - 08:08

    immediatamente, rasa al suolo la sua sede e i giornalisti di Rai3 confinati all'asinara Cosi sia scritto cosi sia fatto

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  • frank-rm

    13 Marzo 2012 - 07:07

    Mike Bngiorno ha sempre raccontato che finchè stava in RAI riceveva uno stipendio aziendale. Arrivò la TV commerciale, che viveva di sponsor e pubblicità. La TV commerciale nazionale fu appetebile alla pubblicità e viceversa. In RAI c'era solo Carosello. Sicchè per gli artisti si creò l'alternativa con ingaggi milionari. Passarono Mondaini, Vianello, Corrado ecc. Si creò il liberismo del mercato. Più i personaggi era famosi, più sarebbero stati alti gli introiti pubblicitari trasmessi nel corso delle loro trasmissioni. Così andorono le cose, un liberismo basato sulla notorietà dei personaggi con ingacci miliardari. Vedi Bonolis nel passaggio RAI Mediaset. Nessuno mai gridò allo scandalo, anzi. Ma il pubblico televisivo si è sempre più assottigliato negli anni, e con l'avvento del digitale e l'offerta di nuovi canali, è andato sempre diminuendo. Avere 5.000 di spettatori fa gridare al successo. Mercato drogato in via di ridemensionamento. MENO MALE!!!!!

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  • emilioq

    13 Marzo 2012 - 07:07

    Sarebbe ora!!!!! Stupidini e oche che prendono cifre stratosferiche non si sa in virtù di quale metro di capacità, sicuramente sbagliato! Sono cifre che offendono la gente che lavora veramente. La stessa cosa in misura maggiore dovrebbe farlo la Rai che, in aggiunta, ci ruba i soldi del canone!!!!!!!!!!

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