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La tivvù delle ragazze di legno Noia e share a picco

Costamagna & C. conduttrici da sbadiglio: ecco come l'esercito delle donne viene condannato dagli ascolti

La tivvù delle ragazze di legno Noia e share a picco

Dalla prima lettera di San Mike apostolo ai tele-rintronati. In quel tempo c’era la valletta, e la valletta taceva, muta, zitta, portava la busta: la 1, la 2, persino la 3, infine tornava nell’angolino buio delle vallette e se osava dire qualcosa, anche solo «ciao amici, sono la valletta», Pippo da Militello le faceva un mazzo tanto. E la valletta abbozzava, che solo una volta Antonella Elia osò dire: «Abbasso le pellicce!» e Mike s’incazzò come una biscia perché c’aveva il contratto milionario con l’Annabella di Pavia. 

In quel tempo tutto filava liscio: l’uomo conduceva e aveva il gambaletto, la donna sculettava ma con una pudicizia persino esagerata, lo share non esisteva e se esisteva s’impennava. Poi è arrivata la Carrà, la Raffa, e oggi siamo all’invasione delle conduttrici, ma non quelle che ti chiedono quanti fagioli ci sono nel barattolo, quelle intellettuali con la puzza sotto al naso, che se domandi loro «che libro stai leggendo?» te lo dicono subito, mica tentennano e poi sparano «uno di Sciascia!».  “Quel tempo” non somiglia per nulla a questo, dominato dalle care conduttrici di legno massello, quelle che pensano di averla solo loro - la cartelletta della conduzione - e ti triturano le budella da quanto son noiose.

Prendete la Costamagna, la Luisella, quella di Robinson (3,62 % di share venerdì). Diciamo la verità: c’ha il caratteraccio, glielo leggi in faccia. Ha il fare tipico di quella che legge questa roba e invece di compatire chi scrive se la prende di brutto. Cioè, è normale che con la Carfagna non vien fuori un duo comico, ma la Luisella non sarebbe capace di fare una gag neanche se in studio ospitasse quel pirletti di Jonny Groove. E invece se hai il Groove devi prestarti a far da contraltare alla minchiata del “ti stimo fratello”, ché Baudo quando c’aveva Jovanotti a Fantastico 1 e successivi, vestiva senza fiatare le braghe da pisquano e si prestava a qualunque puttanata. Così sì che l’ascolto schizzava alle stelle e pazienza se tutti pensavano «ma Baudo s’è bevuto il cervello?». Per dire, la Annunziata, Lucy per gli amici (e solo per loro), la domenica conduce quel bel programma che è In mezz’ora (5,48 % sette giorni fa). Il problema è che arriva dopo i sughi e gli arrosti, e tu vorresti due etti di magnesia sparata direttamente in vena e invece c’è lei, la Lucy, ché il suo programma guarda un po’ dura mezz’ora secca, e tu ci metti 27 minuti solo per abituarti al suo essere seriosa e permalosa e quando ti convinci che sì, lei è la meglio der bigoncio è già ora di girare sul Gp di F1, tra l’altro l’unico evento che fa sopire più della Lucy stessa.

E la Daria, che dire della Daria? Brava, perfetta, tanto colta che la guardi e ti senti in difetto a prescindere. E però è troppo precisina, la Daria, unica fra le “Darie” del mondo a non aver mai fatto la battuta sui coniugi Trombetta che chiamano la figlia Daria. Ci vuol poco Bignardi, un pizzico di auto-ironia in più e il punto di share che ti salva Le Invasioni Barbariche (venerdì solo 2,91 %) arriva in automatico. E invece no, anche lei si prende troppo sul serio. Per dire: l’altra sera, fortunella, c’aveva davvero Groove in studio ma non ha assecondato lo sketch del «ti do il 5 con la mano sorella!». Che occasione gettata alle ortiche.

Infine loro, la Dandini e la Guzzanti e i loro bei programmi incastrati nel palinsesto come pezzi complementari del Tetris: The show must go off (sotto il 2%) e Un due tre stella (appena sopra il 4%), che possono piacere o non piacere ma il punto non è questo. Il punto è che se sei a comando di un programma che ti deve far grattare la panza dalle risate è molto meglio se ti mostri più caciottara e sempliciotta. Meglio, insomma, se ti levi di dosso il fare di quella che pensa «sì, beh, son qui a fare il programma delle risatine ma se voglio dirigo quattro ore di lezioni di fisica del Consorzio Nettuno senza battere ciglio». Che poi il Consorzio Nettuno non lo guardano nemmeno quelli che lo fanno e un motivo ci sarà pure.

Perché diciamolo, il dilemma è arci-noto: contano più gli ascolti o la sacra qualità? È più importante il consenso popolare o la pacca sulla spalla del critico tv? Siamo sinceri: in una forbice che va da zero a dieci, dove zero è l’appeal del Monoscopio Rai e dieci la sfrontatezza di Ivona Zanicchi quando la fece in diretta (sì, pare sia successo per davvero), le intellettuali dello schermo dovrebbero tendere solo un poco di più alle inarrivabili vette dell’Aquila di Ligonchio. Ecco, magari dopo una cena appena più leggera. Le nostre eroine accettino il consiglio: per conquistare pubblico si ispirino alla musa di tutte le conduttrici della porta accanto, Marisa Laurito. Così ha fatto la migliore del momento, che si chiama Vladimiro e c’ha il pomo d’Adamo che pare una noce di cocco. Qualcosa vorrà pur dire. Linea a Mario Bianchi.

di Fabrizio Biasin

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Commenti all'articolo

  • PACCHE

    19 Marzo 2012 - 12:12

    dopo aver letto e apprezzato l'articolo, suggerirei a queste compagne sopravvissute....... l'acquaio. pacche

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  • marcello marilli

    19 Marzo 2012 - 09:09

    stiamo attenti perchè se queste signore (e signori) verranno cassate dalla sette ce le ritroveremo alla rai una volta che questa verrà commissariata . ne stanno parlando il demente fini e il parroco casini . mi vengono i brividi se ci penso . e non torneranno certo gratis

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  • C'èCRISI

    19 Marzo 2012 - 09:09

    Ma chi è costei? Giornalista? Ma mi faccia il piacere! Altro? Boh! Forse sarà brava in altri campi.

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  • airbaltic

    19 Marzo 2012 - 08:08

    A rai 3 ci provano sempre . Ma non erano i rossi a criticare minzolini perchè il tg1 di minzolini perdeva lo 0.5 per cento ?? Questo giornaliste partigiane possono al massimo leggere le notizie ed è gia' troppo

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