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100 anni di Ingrid Bergman, la svedese che fece innamorare Hollywood

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100 anni di Ingrid Bergman, la svedese che fece innamorare Hollywood

Roma, 27 ago. (AdnKronos/Dpa) - "Se dovessi descrivere la mia madre in una parola, direi carisma". A parlare così è Isabella Rossellini nel film breve di Alessandro Rossellini 'Viva Ingrid!', che sarà presentato a Venezia, durante 'Le Giornate degli Autori - Venice Days' nella cornice della 72esima Mostra del Cinema. Fu proprio il carisma l'arma con la quale la protagonista di 'Casablanca' sedusse Hollywood, diventando una diva indiscussa del grande schermo.

La sua interpretazione al fianco di Humphrey Bogart nel classico del 1942 segnò l'inizio di una brillante quanto chiacchierata carriera nel firmamento hollywoodiano, che gli valse tre Oscar e altrettanti matrimoni falliti. Vera leggenda del cinema internazionale, sabato ricorrerà il centenario dalla nascita di Ingrid Bergman.

Nata il 29 agosto 1925 a Stoccolma, dopo aver mosso i primi passi alla scuola del Reale Teatro Drammatico di Stoccolma, dal 1935 al 1938 l'attrice inizia a recitare in alcune pellicole svedesi, tra cui spiccano 'Senza volto' e 'Intermezzo', film che le spalancano le porte di Hollywood. Nel 1937 sposa Petter Lindstrom, e l'anno seguente nasce Pia Friedal, prima figlia della coppia.

La svolta arriva quando il produttore americano David O. Selznick le propone di realizzare una nuova versione di 'Intermezzo', offrendole un contratto di sette anni, durante i quali avrà libertà di scelta su film e cast. Tuttavia, sebbene la proposta sia allettante, Bergman decide di declinarla per dedicarsi alla sua famiglia, firmando però il contratto di un anno con una clausola: se l'adattamento di 'Intermezzo' non avrà il successo sperato, dovrà tornare in Svezia.

Il remake è un successo plateale, così nei primi anni Quaranta, Bergman decide di trasferisri negli Stati Uniti con il marito e la piccola Pia. La strada verso la consacrazione mondiale sembra spianata, e nel 1942 diventa la protagonista del film di Michael Curtiz destinato a cambiare per sempre la vita dell'attrice. 'Casablanca' esce lo stesso anno e nel 1943 arriva la prima nomination agli Oscar per la sua interpretazione in 'Per chi suona la campana', anche se l'attrice porterà a casa la statuetta solo l'anno successivo come migliore attrice protagonista per 'Angoscia' di George Cukor.

Nel 1946 è al fianco di Cary Grant in 'Notorious' di Alfred Hitchcock (celebre la scena del lunghissimo bacio, ndr) e dopo il flop di 'Arco di trionfo' con Charles Boyer, Bergman decide di rompere con Selznick e mettersi in proprio, costituendo una sua casa di produzione. Nel 1948 gira e interpreta 'Giovanna d'Arco', panni che da tempo desiderava calzare. Quattro nomination agli Oscar non bastano e il film si rivela presto un vero fallimento.

Intanto, l'attrice non riesce a trovare la felicità sperata a Hollywood, che appare noiosa, come del resto il suo matrimonio, destinato a sgretolarsi poco a poco. Nel frattempo, inizia a interessarsi al cinema europeo, e rimasta affascinata da 'Roma città aperta' e 'Paisà', scrive a Roberto Rossellini chiedendogli di poter recitare per lui.

Nella missiva, rimasta scolpita negli annali della storia del cinema, Bergman afferma di saper parlare diverse lingue, tranne l'italiano, della quale conosce solo le parole 'ti amo'. Il regista, sapendo che nel frattempo Bergman è in Europa per girare 'Il peccato di Lady Considine', le propone il copione che aveva preparato per Anna Magnani e nel 1949 iniziano a girare 'Stromboli'. Tra i due è subito feeling, tanto che la coppia desta scandolo quando, entrambi sposati, annunciano di aspettare un figlio.

La stampa si scaglia contro l'attrice, 'colpevole' di aver intrecciato una relazione con il regista italiano, e dopo aver ottenuto il divorzio, a suo marito viene affidata anche la figlia. Nel 1950 Bergman convola a nozze con Rossellini e lo stesso anno nasce Robertino. 'Stromboli', che nel frattempo arriva nelle sale, non ottiene il successo sperato e l'attrice non riesce a replicare gli esiti felici delle pellicole precedenti. Nel 1952 nascono le gemelle Isotta Ingrid e Isabella, e l'attrice svedese riesce finalmente a trovare un angolo di paradiso a Roma, nonostante la sua carriera di attrice non sembra ripartire.

L'anno del riscatto è il 1956, quando Bergman torna sotto i riflettori per il film statunitense 'Anastasia', interpretando la figlia dello zar di Russia, ruolo che le permette di riconquistare la scena hollywoodiana, portando a casa il secondo Oscar come migliore attrice. Anche se a ritirare la statuetta è Cary Grant, l'attrice non riesce a contenere l'enorme entusiasmo, dichiarando di essere "felice, felice, felice".

Se da un lato la sua carriera torna a brillare, dall'altro la vita sentimentale va in crisi, e la coppia Rossellini-Bergman prende strade separate. Bergman si lega all'impresario Lars Schmidt, sposandolo nel 1958, mentre Rossellini torna da Bombay in compagnia della sua nuova fiamma, l'indiana Sonali das Gupta.

Bergman continua a girare alcune pellicole in Europa e prende parte ad alcuni spettacoli teatrali, senza dimenticare la sua carriera a stelle e strisce. Nel 1975 arriva il terzo Oscar per il ruolo da miglior attrice non protagonista in 'Assassinio sull'Orient Express' di Sidney Lumet, tratto dall'omonimo romanzo di Agatha Christie.

Nel 1978, dopo aver lottato contro un tumore al seno, che la segna fisicamente, lavora con il connazionale Ingmar Bergman in 'Sinfonia d'autunno', che le vale la settima nomination all'Oscar. Il film sarà il suo addio al grande schermo. Gli anni Ottanta sono segnati dalla malattia: il tumore al seno si ripresenta, e nel giorno del suo compleanno, il 29 agosto 1982, l'attrice muore a Londra.

Quest'anno, in occasione del centenario della sua nascita, anche il Festival di Cannes aveva deciso di omaggiare la carriera dell'attrice mettendo il suo volto sul poster ufficiale, e proiettando 'Ingrid Bergman, in Her Own Words'‏, un documentario tributo di Stig Björkman nella sezione Cannes Classics.

'Ingrid Bergman Tribute' è invece l'omaggio teatrale diretto da Guido Torlonia e Ludovica Damiani, con le voci di Isabella Rossellini e Christian de Sica, che arriverà sul palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma a ottobre, per celebrare il centenario della nascita di Bergman.

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