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Claudia Di Meo, un'italiana alla conquista del MasterChef inglese

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20 Novembre 2017

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Londra, 20 nov. (AdnKronos) - di Antonella Nesi

Sette anni fa ha lasciato l'Italia, dopo aver lavorato diversi anni da giornalista freelance, si è reinventata in cucina ed ora è diventata una sous chef talmente apprezzata da essere stata chiamata nell'edizione 'professionals' del MasterChef inglese, dove è protagonista su Bbc2 da mercoledì scorso. É la storia di passione, impegno e riscatto di Claudia Di Meo, nata a Foligno 46 anni fa ed ora tra gli astri emergenti della cucina italiana all'ombra del Big Ben.

Una storia iniziata, anzi riiniziata, sette anni fa, quando stufa di non riuscire a stabilizzare il suo lavoro giornalistico, decide di passare un periodo a Londra: "Sono partita pensando di stare solo 3 mesi. Sono entrata in una cucina, dove pelavo patate e cipolle. L’ho fatto per 8 mesi. Poi due grandi gentleman della ristorazione inglese Jeremy King e Chris Corbin mi hanno dato una possibilità. Ho lavorato duro per 4 anni". E qualcuno si è accorto di lei e delle sue capacità: "Nel 2013 mi hanno chiamato dal 'The Ivy', il ristorante più famoso degli Uk e tra i primi trenta nel mondo. Lo chef Gary Lee è stato il Mio maestro, e sempre lo sarà. Mi ha distrutto e ricostruito: ha fatto di me uno chef vero. Mi ha dato la forza di credere in me stessa e le conoscenze per arrivare dove sono ora". Tuttavia dopo cinque anni di lontanza, la nostalgia di casa cominciava a farsi sentire e così dopo un anno al 'The Ivy', Claudia ha deciso di tornare a casa in Italia, "sognando che qualcosa fosse cambiato, sognando un posto di lavoro", dice.

Ma il sogno è durato poco: "Ho passato i primi due mesi a girare la mia terra e riscoprire tutte le bellezze che mi erano mancate. Poi ho cominciato a cercare lavoro. Ho mandato 843 curriculum in 7 mesi. Quasi nessuna risposta e quei pochi che rispondendo dicevano che ero troppo vecchia, oppure offrivano uno stipendio basso e pure in nero. E comunque sottolineavano che una donna al comando di una cucina in Italia è cosa rara". Così Claudia, il 2 febbraio 2017 ("sotto la pioggia, davanti alle lacrime di mio padre all’aeroporto e con tanta rabbia dentro") è ripartita per la capitale inglese. "Ho lavorato per un po’ di mesi in una moderna Brasserie a Wimbledon poi è arrivata un'offerta importante a cui non potevo dire di no: sous chef al private members club di Wimbledon", quello dove pranzano i membri della casa reale oltre ai campioni durante il celeberrimo torneo di tennis, per intenderci, e dove ha preso servizio in questi giorni.

Perché nel frattempo, il destino ha messo sul suo cammino un'altra sfida, quella di 'MasterChef': "Sono finita sulla pagina di Masterchef - The Professionals quasi per caso, un giorno che ero di riposo e navigavo su internet. Ho compilato la richiesta senza mai aver visto il programma. E quando mi hanno chiamato per poco non svenivo". Felice sì ma anche impaurita, perché la tensione gioca brutti scherzi "e uno può giocarsi la carriera per una maionese impazzita". Ma finora Claudia se l'è cavata egregiamente: nella prima puntata ha ottenuto i complimenti dei severissimi giudici cucinando il piccione imbottito, secondo la ricetta della nonna umbra. "Ho sempre amato le mie radici e non potevo non omaggiarle in questa occasione così importante. I colori delle verdure di contorno erano dedicati alla fioritura di Castelluccio: un omaggio alla mia Umbria ferita dal terremoto, ma che non muore mai e risorge ogni volta", conclude Claudia, che in Italia era costretta ad un eterno precariato e a Londra è diventata una celebrity, che firma autografi ai fan.

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