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Le scelte di Prandelli

Italia giovane ma non troppo: a Brasile 2014 con Pirlo e Buffon

La squadra azzurra ai Mondiali girerà ancora intorno ai due senatori, De Rossi e Chiellini. Sperando in Balotelli, il ct proverà ad affidarsi alle promesse dell'Under 21

Buffon e Pirlo

 

Ed ora, Brasile 2014. Già, guardiamo subito avanti perché, una volta tanto, il futuro ci regala speranze, sogni, addirittura certezze. L’Italia che ci ha fatto emozionare - e pure illudere - agli Europei può solo crescere, migliorare, diventare una squadra di altissimo livello. Livello mondiale, appunto. Il successo più grande dell’esperienza in Polonia e Ucraina non è tanto il secondo posto, quanto piuttosto aver capito che Prandelli è stato capace di far girare pagina al football azzurro. E di aprire un ciclo. Sì, degli azzurri che sono arrivati in finale ne rivedremo molti nei prossimi due anni di lavoro e ai Mondiali del Brasile. 

L’usato sicuro - L’Italia ripartirà dai suoi leader. E soprattutto dal capitano, Buffon (1978), simbolo dello spogliatoio azzurro. Il portiere in Brasile avrà 36 anni e, a meno di clamorosi infortuni nei prossimi mesi, sarà sicuramente un punto di riferimento. Lo stesso Pirlo (’79) resterà nel giro azzurro. Perché è unico nel suo ruolo e perché ha un modo di giocare - corsa nel breve e tanto possesso palla - che logora meno di altri. I due grandi vecchi ci saranno, e con loro gli altri protagonisti (più giovani) di questa avventura. Il gruppo azzurro - ovvio - punterà su Abate (’86), Chiellini (’84), Bonucci (’87), De Rossi (’83), Marchisio (’86), Montolivo (’85), Giovinco (’87), Nocerino (’85) e Balotelli (’90).

Di Natale addio - A rischio, sono gli azzurri della generazione di mezzo. Per quanto riguarda Cassano (’82) la sua riconferma in squadra è un’incognita e dipenderà molto dal suo rendimento. Improbabile rivedere Di Natale (’77) per una questione di età, mentre è difficile che Prandelli nel prossimo biennio si affidi ancora a Thiago Motta (’82). Da valutare - in rapporto a come giocheranno - le posizioni di Maggio (’82), Balzaretti (’81), Barzagli (’81) e anche Diamanti (’83).

I baby ventenni - Un’Italia solo da ritoccare e aggiornare, dunque. Ma come? Molti giocatori sono già in casa e basti pensare a Ogbonna (’88) e Borini (’91), che hanno fatto parte della spedizione azzurra pur senza mai scendere in campo. Poi, i giovani che spingono per esplodere. La difesa in realtà è il reparto più sofferente e il ct potrebbe pensare al recupero di Ranocchia (’88), oppure a Santon (’91) e Acerbi (’88). Molte più scelte a centrocampo, con Verratti (’92), Schelotto (’90), Marrone (’90) e Insigne (’91) come nuovo Cassano. In attacco, occhi puntati su Destro (’91), Immobile (’90), Gabbiadini (’91) ed El Shaarawy (’92).

di Alessandro Dell’Orto

 

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