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Piccola e tosta

E' la 500 Abarth

Piccola e tosta
Rinnovata. Tecnologica. Piccola, ma aggressiva. La nuova Fiat 500 Abarth è una realtà che prova ad unire il passato al presente. Nelle intenzioni dell’amministratore delegato dell’Abarth, Luca De Meo “il marchio  è un modello di business unico nel mondo dell’automobile. Noi costruttori diamo la garanzia di tutti gli standard di sicurezza, qualità e rispetto delle regole, non sempre così scontate in questo mercato”.
La 500 Abarth rispetto al vecchio modello ha il frontale più lungo per ospitare l’intercooler dei radiatori e dell’olio di lubrificazione. Viene adottato il controllo della trazione e del differenziale, il così detto Torque Transfer Control, per ottimizzare il trasferimento della coppia motrice alle ruote e lo si avverte in particolare nelle curve affrontate a pieno gas. E’ stato modificato l’assetto delle sospensioni e potenziato l’impianto frenante, adottando quattro dischi (quelli anteriori sono di tipo autoventilante).
Pedaliera, volante e sedili rispecchiano l’intenzione sportiva dell’auto. Il motore, un 1.4 16 valvole turbo da 135 cavalli, ha una coppia massima di 180 Nm, che possono diventare anche 206 grazie alla funzione overboost, basta premere il tasto “sport”. L’auto raggiunge la velocità massima di 205 km/h e accelera da 0/100 orari in 7,9 secondi.
Tutto questo a partire da 18.500 euro.

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Commenti all'articolo

  • giampaolod

    12 Luglio 2008 - 15:03

    Mi ci vedrei al volante di una "feroce" Giardiniera con lo scorpione sul musetto. O forse no; dato che la simpatica "antenata", dall'urlante motore a sogliola, mai godette delle attenzioni della corsaiola Abarth. La 500 "sportiva" di oggi contrapposta a quella di ieri l'altro: distanti non solo quarant'anni ma milioni di miglia nella concezione. Dove oggi vi sono turbo ed overboost, allòra c'erano cubature maggiorate (a ben 595 ed addirittura 695 cmc), coppe olio alettate, doppi terminali di scarico collegati a marmitta rumorosa, oltreché carburatore maggiorato ed aspirazione libera: soprattutto un rumore assordante e minaccioso, molto più di quanto non fossero impressionanti le prestazioni pure. Poi c'era tutto il mercato del "tuning" a posteriori, culminante nel dispositivo per tenere il cofano leggermente aperto (nell'intento di migliorare il raffreddamento) che donava il particolare look da abbinarsi ad almeno un adesivo scudetto-blasone. Il cofano delle 600 si apriva verso l'alto, mentre nella 500 accadeva il contrario, ma per entrambe il dispositivo otteneva pure il vantaggio di render più difficoltoso il leggere la targa. Non c'erano né tutor né autovelox, ma quando ad un qualunque semaforo di città scattava il verde la competizione feroce prendeva il via, ed i 50 all'ora di legge venivano "fulmineamente" raggiunti al passaggio dalla seconda alla terza marcia in fuorigiri...... Altri tempi, altre affluenze stradali, altre auto ed esigenze. Serve davvero far rivivere artificialmente un marchio glorioso che con il passato non ha più nulla a che fare? Io di Abarth ricordo bene la famosa 1000 radiale. Era una 600 mostruosamente elaborata capace di superare i 210 km/h; un mostro demenziale pronto ad accartocciarsi colpendo semplicemente un paletto in fase di parcheggio. Se non ci credete fate una ricerca su internet, e scoprirete che la famosa Delta integrale abbia avuto - almeno dal punto di vista dell'impatto estetico - un'Antesignana altrettanto illustre. Certo che se, però, questa volta il trattamento venisse riservato pure all'ipotizzata Giardiniera.... GiampaoloD

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