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Vettel è campione
Alonso sfiora il sogno

Il tedesco di casa Red Bull per la terza volta vince il mondiale di formula1. La Ferrari dello spagnolo arriva ad un passo dalla vittoria. Le lattine si prendono il titolo per soli tre punti di vantaggio

Per la Ferrari è un'occasione perduta per tornare a vincere. Ora si pensa alla prossima stagione per battere le "lattine"
Sebastian Vettel è campione del mondo

Sebastian Vettel è per la terza volta campione del mondo. Si mette dientro in classifica Fernando Alonso, battendo lo spagnolo della Ferrari per soli tre punti. Non basta alla Ferrari dello spagnolo il secondo posto nel Gran Premio del Brasile per ribaltare la classifica finale del Mondiale piloti: Vettel è campione, grazie al sesto posto finale nella gara conclusiva a Interlagos: chiude a 281 contro 279 di Alonso. L'ultimo gran premio della stagione ha visto i due piloti Ferrari sul podio. Fernando Alonso e Felipe Massa si sono piazzati al secondo e terzo posto dietro al vincitore della gara, il britannico Jenson Button su McLaren

Incidenti, pioggia e rimonte - Il gran premio del Brasile è un festival delle incertezze. La corsa è stata contrassegnata da una serie di colpi di scena dovuti soprattutto alle insidie della pista bagnata dalla pioggia intermittente. Nel giorno dell'addio definitivo di Michael Schumacher, il tedesco della scuderia da bere è il più giovane tricampione della storia della Formula 1, grazie al sesto posto conquistato a Interlagos. Quando i semafori rossi si spengono al Gran Premio del Brasile è subito colpo di scena: la Red Bull di Sebastian Vettel viene toccata e va in testa coda danneggiando il musetto, parte della vettura e finendo ultima. L'altro sfidante per il Mondiale, Alonso, è autore, invece, di una grande partenza catapultandosi dalla settima alla terza posizione: in testa alla gara la McLaren di Lewis Hamilton davanti al compagno di squadra Button. Non arriva l'atteso acquazzone, c'é solo una fastidiosa pioggerellina e i team decidono di cominciare con le gomme da asciutto. Ma dopo un po' il cielo si fa improvvisamente nero e piove un po' più forte: Alonso ha una incertezza in curva e si fa passare dalla Force India di Nico Hulkenberg che si prende la terza posizione lanciandosi all'inseguimento delle McLaren in testa alla corsa. Con il passare dei giri il tracciato è sempre più viscido e quasi tutti decidono di montare le intermedie da pioggia eccetto la McLaren di Button e la Force India di Hulkembreg: i due prendono il largo. Mentre Vettel risale in zona punti, Alonso è quarto dietro ad uno scatenato Hamilton che mette nel mirino il duo di testa. Tra frenate azzardate e tamponamenti si arriva a metà gara con la pista quasi asciutta e tutti decidono di rimettere le gomme lisce. A guidare la gara è ora Hulkenberg che soffia momentaneamente il primato a Button poco prima la neutralizzazione della gara a causa dei tanti detriti sul circuito di Interlagos. Entra la safety-car con il trenino di testa formato da Hulkenberg e Button davanti (i due ne approfittano per sostituire le gomme) seguito da Hamilton, Alonso e Vettel. Quando la gara riparte la Red Bull del leader del Mondiale, danneggiata al semaforo verde, sembra in difficoltà e viene passata dall'altra Rossa di un combattivo Massa. Dopo alcuni giri ricomincia a piovere e succede di tutto: Hamilton supera Button e in lotta per il comando della gara entra in collisione con la Force India di Hulkenberg. Ne fa le spese l'inglese che si ritira, mentre 'Hulk' viene punito con un drive through (passaggio obbligato in pit-lane) e perde diverse posizioni. Se ne avvantaggia la Ferrari con Alonso secondo davanti a Massa. Scatta una nuova girandola di pit-stop, al box Red Bull sbagliano e fanno fermare Vettel due volte facendogli perdere tempo prezioso. Per alcuni giri Alonso è virtualmente campione del mondo, ma il sogno dello spagnolo dura poco perché il tedesco della Red Bull si supera andandosi a prendere la posizione che gli serve (la sesta) per laurearsi il più giovane tricampione di sempre. Button va fino in fondo e alla bandiera a scacchi Alonso, secondo, non può che rimandare per soli tre punti l'appuntamento con il primo titolo su una vettura della scuderia di Maranello. Ora tocca lavorare per la prossima stagione e cercare per una volta di creare una macchina che dià continuità di prestazioni e che si metta dietro lattine e frecce d'argento per regalare a Maranello quel mondiale che dopo Raikkonen non ha più conosciuto il rosso Ferrari

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Commenti all'articolo

  • PartitoDemagogico

    26 Novembre 2012 - 11:11

    Il mondiale se lo meritava Fernando. Punto. E non perche' sta su una Ferrari, ma perche' e' stato il piu' costante di tutti. L'ha perso per pura sfortuna, vedi le 2 gare a zero punti alla prima curva (o la botta di culo di vettel che ieri e' stato toccato senza conseguenze). Se non l'avessero centrato al via le 2 volte avrebbe vinto con una gara di anticipo.

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