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Il borsino della Serie A

Dietro alla Juventus "caput mundi"
cambiano le gerarchie del calcio

Signora Regina. Milano cede a Roma, mentre a galla ci resta il Napoli di Mazzarri. Montella ora è tra i fenomeni, insieme a Petkovic e a Zdenek Zeman

Antonio Conte

Antonio Conte

di Fabrizio Biasin

A un passo dal Santissimo Natale c’è chi si gode strenne faraoniche e panettoni bestiali e chi, invece, rischia micidiali attacchi di acetone. Funziona così nel campionato della crisi, quello della squadra che vola (e si chiama Juve), di quelle che provano a stare a galla dopo aver speso quattromila lire, e delle sei che a turno pre-festivo archiviato hanno dato il là a un torneo nuovo, inedito, appassionante come un film di Lars von Trier da seguire inginocchiato sui ceci: le bislacche «seconde in classifica».

Le «paure» di Buffon 
Guai a voi se date retta a quel furbacchione di Buffon, capitano bianconero che ne ha viste troppe per cadere nel tranello dell’appagamento e quindi preferisce sparare balle da tre Ave Maria e quattro Gloria al Padre rifilati in confessionale: «Anti-Juve? Ce ne sono talmente tante che non si sa chi scegliere...». Una panzana impressionante. 

Gigi fa bene a dire quel che dice, ma è talmente terrorizzato dalle inseguitrici (prima la Lazio a -8) che addirittura preferisce parlare dei fattacci suoi: «È stato un anno molto bello da tutti i punti di vista: sono impegnato in tantissime sfide sia imprenditoriali che sportive che mi vedono in tante vesti e spero con dedizione, idee e umiltà di poter conseguire ottimi risultati in tutti i campi e sotto tutti i profili». Ci fa tanto piacere.

Va un po’ meno bene a chi sta dietro, perché a guardar bene c’è  «seconda» e «seconda». A girone d’andata ancora in ballo è chiaro il tentativo della capitale fisica di superare la capitale calcistica quanto a risultati sul campo e copertine patinate. Le quattro sberle rifilate dalla Roma al Milan dicono che i rossoneri son questi qua, che le vittorie dell’ultimo mese non possono nascondere i difetti di una rosa che vale un misero settimo posto. Il Diavolo è all’anno zero, ma se non vuole restare all’inferno deve muoversi in fretta (leggi: mercato di gennaio). Singolare che la squadra capace di proporre il giovane più interessante del continente (El Shaarawy) oltre a due potenziali campioncini (De Sciglio e Niang) non abbia le forze per restare agganciata al gruppo che lotta per la zona Champions (rossoneri a otto punti dal terzo posto). 

Non se la passano meglio i cugini dell’Inter, ancora attaccati all’Europa che conta, ma colpiti da «gobbite», la terribile malattia che ammorba chi batte i campioni d’Italia. Dopo il successo di Torino per i nerazzurri solo figuracce, qualche polemica arbitrale e pochi punticini. La verità è che la squadra - ristrutturata con 50 milioni di euro dopo il sesto posto della scorsa stagione - deve fare i conti con Lazio e Fiorentina, le sorprese più belle di questa prima parte della stagione. L’ex sconosciuto Petkovic e quel fenomeno di Montella sono la dimostrazione vivente che gli allenatori contano, soprattutto se il materiale a loro disposizione è recettivo.

Il futuro di Mazzarri
L’incognita principale riguarda il Napoli balbettante targato Mazzarri, che spesso vince e diverte, ma ogni tanto fa figure meschine. I guai di Scommessopoli costringeranno De Laurentiis a mettere mano al portafoglio per correggere una difesa con troppe falle. Il problema principale però è legato al futuro del tecnico, che a inizio stagione disse «non so quel che farò l’anno prossimo» e in pratica ha annunciato il suo prossimo addio. Se è così si dichiari: quando la stagione entrerà nel vivo il «non detto» potrebbe costargli carissimo.

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Commenti all'articolo

  • pietroldg

    25 Dicembre 2012 - 21:09

    E cosi' la Juventus.....ormai siamo abituati a vederla vincere e maramaldeggiare sull'avversario ridotto in 10 uomini. 11 contro 10 e la Juve "caput mundi" riesce a vincere. 11 contro 11 un po' meno. Ma non fa nulla. Quanto al "caput mundi", il mondo e' confinato alla penisola con unn asfittico campionato, non certamente all'altezza del resto nobile dell'Europa. E in questo asfittico campionato la Juve vince costantemente con qualche "svista" arbitrale o con qualche espuklsione che azzoppa gli avversari. Ma si sa che la Federazione deve "risarcire" la Juventus dei due scudetti....altrimenti dovrebbe affrontare una causa milionaria...

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