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Casta pallonara

Il calcio indigesto dei milionari piagnoni

Antonio Conte


Nel meraviglioso mondo dei Mini Pony, tutto può accadere. Beati loro, cavallucci viziati. Anche in quello degli allenatori a dir la verità.
Cioè, quella che per noi comuni (...) mortali è una banalissima «rottura di balle» (alzarsi presto alla mattina per andare in ufficio, fare gli straordinari, stare sull’anima al collega e comunque doverci avere a che fare) per loro non vale e, anzi, diventa pretesto per aderire alla corrente più in ascesa dai tempi del futurismo: «il maniavantismo».
I promotori del maniavantismo sono generalmente allenatori dal lautissimo stipendio e la squadra blasonata. Giocano le coppe europee (ma non per forza) e frignano alla bisogna come solo la Milo ai tempi di Ciro per questioni legate agli spostamenti e alla stanchezza. Il di loro mestiere si svolge prettamente su prati o dentro a palestre, impegna qualche ora al giorno (stiamo larghi: quattro), domeniche comprese. Codesto assurdo impegno fisico e mentale, spesso, porta i bizzosi allenatori ad architettare micidiali supercazzole di tognazziana memoria al momento delle conferenze stampa pre o post match (ma a volte hanno il piffero inverso e mandano curiosi prestanome a farne le veci).

Ultimo, in ordine di tempo, Antonio Conte, che poi attualmente è anche il tecnico più bravo che c’è a sud delle Alpi. Dice il buon Antonio in un delirio che mai si è visto neanche nei giorni grigi dell’Alpitour (ahi ahi ahi ahi...): «Questo calendario ci mette in difficoltà da tutti i punti di vista. Lo accettiamo, ma ci chiedono sempre i risultati e per preparare una partita delicata come il derby ho avuto in pratica un solo giorno. Abbiamo giocato giovedì alle 19 in Coppa e tre giorni dopo siamo dovuti tornare in campo per la stracittadina, adesso ci aspetta un viaggio di 5 ore per andare in Turchia e se ripartiamo subito dopo la partita arriveremo a Torino alle 7 di venerdì mattina, a due giorni dalla partita con il Milan». Tutto vero, tant’è che alla fine il mister ha deciso di pernottare nella ridente Trebisonda per rientrare il venerdì.


Son problemi, per carità, anche perché immaginiamo l’austerità degli alberghi 2 stelle ai quali i giovinotti dovranno adattarsi o la scomodità dei voli low cost cui saranno costretti (quelli, per intenderci, dove all’altoparlante ti invitano a comprare il «gratta e vinci dei cieli»). E come fai a recuperare le energie perse a Trebisonda? È francamente impossibile.
La faccenda però dev’essere più seria di quel che immaginiamo noi condannati alle barbose 8 (e più) ore d’ufficio, se è vero che tutti i tecnici si lamentano sui giorni di recupero che toccano agli altri. In ordine sparso, Benitez: «Vogliamo andare avanti in Europa League e quindi ora concentriamoci sullo Swansea che ha avuto un giorno di riposo in più rispetto a noi» (praticamente l’effetto di una vacanza alle Maldive). Reja, dopo il ko il Ludogorets: «Tutti non possono giocare ogni 3 giorni» (infatti tendenzialmente giocano in 11). Mazzarri dopo il match d’antata con il Cagliari (e lui non ha neanche le coppe): «Ci manca solo giocare la domenica notte poi le abbiamo sentite tutte. Perché la Fiorentina gioca lunedì e noi oggi? Basta stare attenti e fare le cose con equità, non credo che il Cagliari avesse necessità particolari da giocare la domenica». Un recidivo Conte a febbraio 2013: «Mi auguro che nel fare i calendari, in futuro, ci sia più attenzione. Abbiamo fatto tre partite in sette giorni, il Napoli quante ne ha fatte?» (il Napoli non sappiamo, c’è però chi ha fatto la Campagna di Russia e non ha detto beh). E pure Pioli dopo Bologna-Chievo (e prima dell’esonero): «Era la terza gara di fila, la stanchezza si è sentita. Non avevamo tante energie» (hanno inventato il Supradin).
Chiusura con Montella, il più lucido, alla vigilia del match con l’Esbjerg: «Non è vero che siamo stanchi... A volte allenatore e giocatori possono esserlo, così come i giornalisti. Dovrebbero fare un po’ di turnover anche loro». Bravo! Bene! Bis!

Fabrizio Biasin 

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Commenti all'articolo

  • zagnoliv

    26 Febbraio 2014 - 13:01

    Bella la nuova grafica del sito internet di Libero. Pezzo divertente, in pieno stile di queste colonne. Complimenti alla redazione internet e alla firma.

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