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Il commento: riparte la Formula Uno tra soprese e conferme

Il commento: riparte la Formula Uno tra soprese e conferme

Una giornata dai due volti, così affermava Hamilton il venerdì. Una gara dai due volti, quella che poi si è rivelata la domenica, in perfetto stile Formula1, oramai pura essenza e habitat naturale della contraddizione. Nel circuito “down under”, calata la bandiera a scacchi, convivono sensazioni e percezioni contrastanti, da una parte una moltitudine di conferme, dall’altra eclatanti smentite. Come anticipato all’unanimità dai diretti interessati, arrivare al traguardo rasenta il miracolo e l’uscita di scena dopo pochi giri dei due, che insieme ad Alonso rappresentano i più forti e solidi piloti in circolazione, assieme agli altri sei della triste compagnia, ne è una chiara evidenza. Come è un’evidenza la disarmante superiorità dei motori Mercedes, non esenti da intoppi, ma comunque potenti e performanti, inevitabilmente punti di riferimento e modelli da battere.
Di tutta altra storia, invece, è la nuova tendenza “new age”, che niente ha a che fare con la filosofia o lo stile di vita tanto famosi. Si tratta di giovani alla ribalta, debuttanti assoluti o di scuderia, affamati e rampanti, che scalzano compagni e avversari ben più quotati, candidandosi a terzo incomodo, outsider, semplicemente protagonisti piuttosto che comprimari. Ricciardo compie la beffa su Vettel, Magnussen indossa i galloni della prima guida con tanto di podio e dietro l’altro esordiente Kvyat va a punti.
Si smentisce la Ferrari, che fatica, annaspa e si ridimensiona, lontana e indietro, deludente almeno per le aspettative e la fiducia della vigilia; mentre Ricciardo, a prescindere dalla successiva squalifica, torna sotto i riflettori per l’ultima sorpresa (e smentita) di giornata, issando al secondo posto una rediviva Red Bull e soprattutto la power unit Renault, a dimostrazione di un lavoro congiunto tra francesi e anglo-austriaci efficace e confortante, benché isolato e da verificare. Il tutto mentre la domanda è sempre la stessa: perché questo scempio? D’accordo la rivoluzione, se nei tempi e nei modi giusti. D’accordo lo spettacolo, senza dimenticare però che si tratta prima di tutto di sport.

Giulia Volponi

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