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Formula Uno, vince Mercedes Ferrari lumaca

Formula Uno, vince Mercedes Ferrari lumaca

Viva le Mercedes. Maledette le Mercedes. Esattamente e paradossalmente. Nella notte di Sakhir le freccie d'argento sono croce e delizia, luce e ombra di una Formula1, che dopo tanto tempo regala spettacolo e scuote gli animi, seppur riservando i sorrisi e le esultanze a pochi privilegiati.
La lotta interna tra Hamilton e Rosberg rimanda alle grandi battaglie del passato, le risposte colpo su colpo riportano più a un contesto motoristico che automobilistico e per questo esaltano, mentre le correttezza e la maestria esibite in pista dai due sopra deliziano i palati fini e chiudono la bocca agli scettici, che in attesa di vedere avanti i propri beniamini possono consolarsi con questa rivalità forte e genuina. Bellissimo l'abbraccio al parco chiuso e poi in procinto della premiazione sul podio tra questi due ragazzi, che già sui kart se le davano si santa ragione e dopo lo screzio malese di un anno fa potevano venire ai ferri corti. Bellissima, poi, la serenità e la radiosità evidenziate da entrambi, sintomo di una consapevolezza e fiducia nei propri mezzi (e nel mezzo), che non sfora nello snobbismo ma anzi induce al rispetto reciproco. Se Wolff o Lauda paventavano scintille, possono ora dormire sonni tranquilli, come dimostra fondamentalmente la non necessità di ordini di scuderia, che nessunno vuole, nessuno potrebbe, ma alla fine esistono.


Di tutto altro umore è invece la compagnia dietro, che tra basse potenze, usura gomme e noie varie dà vita a una gara nella gara e benedice l'ingresso della safety car come un temporale nell'afa estiva, evitando così l'onta di un distacco di oltre il minuto al traguardo. Se la Williams recrimina e la Force India raccoglie, la Ferrari è tutta nello sguardo indispettito di Montezemolo, che scappa ancor prima del termine, dopo aver assistito mortificante all'insolita e inevitabile arrendevolezza di Alonso.
Tralasciando i campioni del mondo, che da una parte tamponano i risultati e dall'altra vedono Vettel sempre più nell'occhio del ciclone causa l'esuberanza di Ricciardo, la sensazione è quella di un campionato a due faccie, a doppia velocità, che correrà su due binari separati almeno fino a un certo punto, salvo stravolgimenti, ma che non per questo mancherà di agonismo e passione, interesse e competizione. Come pure era in un passato non troppo lontano, come pure vuole essere qui ed ora.

Giulia Volponi 

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