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De Laurentiis, la rissa col tifoso del Napoli e il vizietto delle grandi

De Laurentiis, la rissa col tifoso del Napoli e il vizietto delle grandi

Aurelio De Laurentiis si è scusato con il tifoso che ha aggredito domenica sera, ha spiegato che a caldo anche il presidente del Napoli diventa un tifoso, era molto deluso per un rigore negato, in realtà molto dubbio, ma il punto è un altro. 

E' un presidente incontenibile e anche antipatico. Adorato dal suo popolo, alle tifoserie avversarie però risulta sempre più inviso. Un'estate dalla Lega filò via in motorino senza casco, sostenendo sotterfugi di calendario contro il suo Napoli. Poi quasi minacciò un giornalista, sempre in Lega, all'uscita da un'ascensore. E' facile preferire un presidente signorile e poco esposto come Luca Campedelli, del Chievo. Mai una polemica, un'inquadratura gratuita, mai attenzione su di sé, anzi il Chievo ne avrebbe bisogno perché nessuno ne parla. Caratteri diversi, ma non solo.

Ormai dev'essere tipico delle grandi. C'è l'arroganza degli Agnelli, la controarroganza dei Della Valle, le esternazioni di Lotito forse anche per reazione alla contestazione. Il duello Guaraldi (Bologna)-Setti (Verona) era finito in tribunale. Ci sono stati botta e risposta fra Toni (Verona) e Leonardi (Parma), ma le battaglie dialettiche virulente di De Laurentiis e Conte hanno molto di Mourinho. Meglio i tranquilli come Ancelotti, allora. Certo nessuno come De Laurentiis è mai arrivato tanto vicino alle vie di fatto. Non è un bell'esempio per i bambini e per l'Italia intera.

di Vanni Zagnoli

 

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