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Ballottaggio tra allenatori

Milan, in panchina arriva Emery? Prima bisogna fare i conti con Seedorf...

Unai Emery

Il Milan da battaglia vuol mettere il basco. Comunque vada, infatti, il Diavolo dell’anno prossimo avrà in panchina un tecnico straniero: Seedorf o Unai Emery, prima scelta di Adriano Galliani al termine di una lunga selezione. Tabarez, Terim, Leonardo e lo stesso Clarence: gli allenatori esteri non hanno avuto fortuna nell’era Berlusconi, ma la candidatura del 43enne vincitore dell’Europa League indica un cambio di rotta. Con pochi soldi, a Siviglia Emery ha fatto un capolavoro di spettacolo e grinta, proprio come aveva fatto a Valencia: due qualificazioni Champions nonostante le cessioni di Villa, Silva e Mata.

Un po’ filosofo alla Rudi Garcia (lo voleva Sabatini) e un po’ psicologo come Conte, il suo 4-2-3-1 regala gol e spettacolo. Ma sa anche soffrire come nella finale di Torino contro il Benfica - vinta ai rigori dopo un finissimo catenaccio - o nella semifinale di ritorno col Valencia raddrizzata a tempo scaduto (1-3 dopo il 2-0 dell’andata). E al Milan, dove di rimonte subite se ne intendono, non sono rimasti indifferenti.

Maniaco dei video e del turnover, da giocatore ha riscattato una storia familiare di portieri: il nonno, Pajarito Emery, subì il primo gol della storia della Liga. A 43 anni adesso sogna il gran salto: i soldi non sono un problema - guadagna 1,5 milioni di euro - ma potrebbe esserlo il Siviglia: «Unai ha rinnovato con noi prima della finale», ha assicurato il ds iberico, «non andrà al Milan». Il nuovo contratto in effetti era stato annunciato dal presidente Castro già a inizio mese, ma non è mai stato ufficializzato.

L’altro ostacolo saranno ovviamente i conti rossoneri, anche se l’«economicità» della soluzione Emery consentirebbe al Diavolo di esonerare Seedorf tenendolo a libro paga in attesa che l’olandese trovi un nuovo ingaggio. Donadoni si propone («il mio futuro entro il 15 giugno»), Inzaghi aspetta, ma ormai è una corsa a due tra Clarence e il basco. Si deciderà all’inizio della prossima settimana, probabilmente martedì: il Cavaliere infatti è impegnato con le elezioni, mentre Galliani è a Lisbona con Barbara Berlusconi per la finale di Champions League. Lady B tornerà subito in Italia per passare con il padre la giornata elettorale, l’ad sportivo si occuperà invece del riscatto di Rami con il Valencia. Per di più, lo stesso Emery sarà in Asia in tournée col Siviglia fino a lunedì sera. Solo Seedorf dovrebbe restare a Milano in attesa di conoscere il suo destino.

Un piccolo spiraglio per l’olandese arriva dalle parole di El Shaarawy: «Ha fatto bene in questi mesi come allenatore, il rapporto con me è sempre stato buono. Magari ci saranno altri problemi con la società», dice il Faraone, «lo spogliatoio rema tutto nella stessa direzione, anche con Seedorf si è instaurato un discreto rapporto. Il mio futuro? Ripartirò sicuramente col Milan». Almeno lui.

di Francesco Perugini

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Commenti all'articolo

  • Gialdon

    24 Maggio 2014 - 16:04

    Io penso che sia giunto il momento di smetterla con la teoria che l'allenatore puo' essere la chiave di volta per il successo di una squadra. Questa teoria e' espessa sopratutto da chi non ha mai giocato al calcio a livelli semi e professionisti. La stessa carenza degli arbiitri: nessuna esperienza di calcio giocato. I giocatori sono responsabili di cio' che fanno in campo, non solo l'allenatore.

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