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La special gufata

Mondiali, Josè Mouinho: "Italia campione"

Ogni tanto sbagliano anche i migliori. E se il migliore in questo è caso è José Mourinho, i suoi «errori» fanno anche più rumore. Piccole cose, sia chiaro, ma relative alla cabala, su cui il mondo del calcio si regge. Perché lo «Special One» ultimamente non è stato così speciale nelle previsioni.

Nell’ultima stagione il tecnico del Chelsea infatti si è lasciato andare in qualche «gufata» d’alta scuola. La più clamorosa è stata senza dubbi quella contro il suo eterno nemico Arsene Wenger, verso cui Mou ha così parlato: «Otto anni senza vincere un trofeo sono tanti. Se io avessi fatto la stessa cosa al Chelsea, sarei già andato via. Io lo rispetto come allenatore, ma se parliamo di successi, la situazione mi sembra abbastanza chiara. Lui è uno specialist in failure». Peccato che a fine stagione il conto dei «tituli» parlasse di 1-0 per l’allenatore dell’Arsenal, con il Chelsea rimasto completamente a secco.

Qualche mese prima si era esibito però in un altro paio di previsioni perse clamorosamente. Come a dicembre, quando tra il serio e l’ironico, nella settimana prima di Chelsea-Liverpool disse: «Magari Suarez ha rimediato un piccolo infortunio», dopo che l’uruguaiano ebbe un problemino nella sfida col Manchester City. «Non chiedo un grosso infortunio. Giusto un problemino che lo fermi per 4 giorni». Invece il centravanti dei Red si presentò in campo, giocando tutti i 90’, anche se tutto sommato andò bene a Mou visto che il Chelsea vinse 2-1 e Suarez non segnò.

Peggio è andata invece quando il tecnico ex Inter ha parlato così della situazione in Premier League, sempre con protagonista il Liverpool: «Il campionato è avvincente per tutti, ci sono ovviamente delle squadre che hanno un potenziale maggiore, ma il Liverpool ha un grande vantaggio, quello di non giocare la Champions League». Come un novello Guttman, la «maledizione» del portoghese si è poi abbattuta sui reds, suicidatisi ad un paio di giornate dal termine, quando il titolo inglese sembrava essere alla portata.

E cosa dire dell’Europa League, la cui conclusione è stata così profetizzata da Mourinho: «Le favorite per arrivare in finale sono onestamente altre rispetto a Porto e Benfica», ha dichiarato in un’intervista al quotidiano portoghese O Jogo, «il Tottenham, ad esempio, e la Juventus». Che si sono però fermate rispettivamente ai quarti e in semifinale.

Visti i precedenti, quindi, meglio che in Italia si inizino a tirare fuori corni e cornetti. Perché ieri il buon José ha detto: «L’Italia? O finale o vincere. Il girone è molto, molto difficile, ma l’Italia è l’Italia, può fare tutto». Tocchiamo ferro.

di Matteo Spaziante

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