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Il portiere para rigori

Mondiali, Tacconi promuove la mossa Krul di Van Gaal: "Magari l'avesse fatta Vicini con me nel 90'"

Mondiali, Tacconi promuove la mossa Krul di Van Gaal: "Magari l'avesse fatta Vicini con me nel 90'"

Un ingresso in campo da salvatore della patria, da saggio del calcio, da ipnotizzatore di giocatori e palloni. "L’ingresso del portiere
olandese Tim Krul al 120’ deciso dal ct dell’Olanda Van Gaal in vista dei rigori contro la Costa Rica? Avrebbe dovuto farlo anche Azeglio Vicini nel 1990", parola di Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus e della Nazionale che in occasione del Mondiale giocato in Italia era il vice di Walter Zenga, Coppa del mondo che per gli azzurri si chiuse nella semifinale di Napoli contro l’Argentina vinta dalla nazionale capitanata da Diego Maradona proprio ai rigori.

L'elogio di Tacconi - "Ci vuole il coraggio di un allenatore per fare un cambio del genere - prosegue all’Adnkronos l’ex calciatore, in bianconero dal 1983 al 1992, commentando la vittoria ai quarti degli orangè grazie ai due penalty parati dal 26enne Krul-. Psicologicamente se sai che vai ai rigori sei comunque concentrato come se giocassi, sicuramente Van Gaal non si è inventato una cosa lì per lì, era concordata. Aver vinto nel turno precedente ai rigori con la Grecia per il Costa Rica è stato uno svantaggio perché i rigoristi si conoscevano". "Psicologia, coraggio, sfida con l’avversario", sono tanti i fattori che secondo Tacconi fanno la differenza in un penalty, ma il più determinante resta la "fortuna", "pesa per l’80%", spiega l’ex bianconero protagonista nella finale di Coppa Intercontinentale del 1985 tra Juventus e Argentinos Junior decisa ai rigori. "Il rigorista più forte con cui ho giocato è stato senza dubbio Platini ma anche Cabrini e Serena non erano male", ricorda Tacconi.

Il miglior portiere del Mondiale - Poi l'ex portierone della Nazionale prosegue, nella convinzione che questo è senza dubbio il mondiale dei portieri. "In questo Mondiale stanno avendo un ruolo più determinante che in altre occasioni", sfogliando la rosa dei numeri uno delle 32 nazionali l’ex portiere della Juventus non ha dubbi su chi sia il migliore: "Il tedesco Manuel Neuer è quello che mi ha impressionato di più, è quello che dà più sicurezza di tutti al reparto arretrato. Poi sono venuti fuori altri giocatori che non conoscevamo e che grazie a questa vetrina sono stati subito notati dai grandi club".

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