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Dopo il morso a Chiellini

Barcellona, il "cannibale" Luis Suarez: "Mi sto lasciando tutto il male alle spalle grazie allo psicologo"

Barcellona, il "cannibale" Luis Suarez: "Mi sto lasciando tutto il male alle spalle  grazie allo psicologo"

Luis Suarez ne è certo: ora è "sulla buona strada". Il calciatore uruguayano del Barcellona, diventato famoso anche ai non calciofili per il morso dato a Chiellini durante gli ultimi Campionati del Mondo in Brasile, si sente in dovere di ringraziare il terapeuta messogli a disposizione dalla squadra blaugrana, talmente bravo da essere riuscito - a quanto pare - a metterlo sulla retta via.

Oggi in campo nel "clasico" - Il calciatore - che proprio oggi, dopo aver scontato la maxi squalifica, farà il suo debutto in campo con la maglia del suo nuovo club nella partita contro il Real Madrid - si racconta in una video intervista al britannico The Guardian.

Si racconta - "Dentro e fuori dal campo io sono due persone diverse. Fuori dal terreno di gioco sono uno tranquillo, un bravo padre, un marito - spiega al Guardian - In campo invece entrano in gioco meccanismi strani, pulsioni incontrollabili. Non succede soltanto a me. C’è chi tira calci, gomitate, pugni in faccia - prosegue Suarez - Mi rendo che un morso viene visto ancora peggio e che qualcuno per questo mi considera un pazzo. Ma io non mi vedo così”. Per quanto riguarda l'episodio del morso a Giorgio Chiellini, l'attaccante uruguaiano confessa che "a caldo è stato difficile accettare quello che è successo", ma anche che poi "ragionandoci, ho capito che l'unica cosa da fare era chiedere scusa".

"Non sono razzista" - Prima dell'"epoca dei morsi" Suarez era già stato al centro delle cronache per episodi di razzismo. Nel 2011, con la maglia del Liverpool, fu squalificato per aver dato del "negro" a Patrick Evra. Ma l'attaccante uruguagio rispedisce al mittente le accuse di razzismo: "Gli ho detto 'perchè, negro?' e per me era come chiedergli 'perchè?'. Quella è una parola che in Uruguay viene usata di continuo, che uno sia nero o meno, mentre in inglese ha una connotazione assolutamente diversa. Il mio intento non era quello di insultare Evra, sono cose che tra calciatori capitano di continuo."

La strada giusta - Ora però Luis Suarez è sicuro di aver voltato pagina: "Penso di essermi lasciato alle spalle tutto il male - confessa - Credo di essere ora sulla strada giusta, mi sono rivolto a persone che possono aiutarmi, il tipo di persone giuste, e funziona”.

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