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Domani alle 15 il match

Napoli-Roma, sale la tensione: ecco tutte le verità della madre di Ciro Esposito

Napoli-Roma, sale la tensione: ecco tutte le verità della madre di Ciro Esposito

Domani alle 15, allo stadio San Paolo, è in programma la partita tra Napoli e Roma. Dopo quanto accaduto il 3 maggio scorso, con gli incidenti fuori dallo stadio Olimpico prima della finale di coppa Italia tra i partenopei e la Fiorentina, e la morte del tifoso azzurro Ciro Esposito, c'è grande timore per l'ordine pubblico in vista della gara di domani. La trasferta è stata vietata ai residenti nel Lazio, ma il clima alla vigilia del match non è comunque sereno. La madre di Ciro Esposito, a Repubblica, ha rivelato che certe situazioni l'hanno ferita.

Gli insulti su Facebook - "Sono stata definita - ha affermato Antonella Leardi - una persona ignobile che cerca di speculare su quanto accaduto. Certe accuse sono assurde e mi hanno fatto molto male: denuncerò le persone che mi hanno attaccato su Facebook. Mi sono posta sempre in maniera pacifica e non ho mai insultato nessuno, neppure l'assassino di mio figlio". Un mese fa, la donna aveva detto: "Mi avrebbe fatto piacere che Totti, uomo e padre, avesse avuto più rispetto per mio figlio quando era in vita, e anche dopo". Parole che hanno suscitato ulteriori polemiche nell'ambiente romanista, ma Antonella Leardi si giustifica: "A lui ho solo chiesto un gesto distensivo, mi farebbe piacere se lo facessero anche i giocatori del Napoli".

"Ci sarà rispetto" - "Ad uccidere mio figlio - continua la madre di Ciro Esposito - è stato un terrorista, io non ho nulla da imputare ai veri appassionati giallorossi, come ai giocatori. La violenza contro la Roma non servirebbe a nulla, sono convinta invece che ci sarà un grande rispetto. I miei familiari hanno preparato uno striscione da esporre in curva B, dove Ciro vedeva le partite. Io ho soltanto due obiettivi: evitare che la nostra tragedia possa ripetersi ancora, e ottenere giustizia per Ciro". Domani, i familiari di Ciro Esposito esporranno uno striscione in curva B, dove lo sfortunato ragazzo napoletano andava ogni domenica a vedere il suo Napoli.

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