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Sei anni dopo

Ecco tutti i retroscena del ritorno del Mancio (e dell'addio di Mazzarri)

Ecco tutti i retroscena del ritorno del Mancio (e dell'addio di Mazzarri)

"La scelta di Roberto Mancini come nuovo allenatore, è tutta di Thohir", ha affermato ieri Massimo Moratti ai giornalisti presenti all'esterno degli uffici della Saras. Sul sito ufficiale dell'Inter era appena stato comunicato l'esonero di Walter Mazzarri, mentre sarebbe diventato ufficiale di lì a poco il ritorno di Mancini sulla panchina nerazzurra. Moratti, davanti ai giornalisti, negava di aver influito sul cambio di guida tecnica dell'Inter: ma le indiscrezioni rivelano che la realtà sarebbe ben diversa da quanto ha detto l'ex presidente nerazzurro. Lunedì scorso, infatti, Thohir e Moratti si sono incontrati a pranzo, al Clubino Dadi di via degli Omenomi, a Milano. Facile intuire di cosa i due abbiano parlato: Moratti ha posto sul tavolo i nomi di Mancini e Leonardo, e la scelta è caduta sul Mancio, più caro ma più affidabile dell'ex allenatore del Milan.

Il lavoro dei dirigenti (e di Moratti) - Il resto lo hanno fatto Piero Ausilio e Marco Fassone, due dirigenti della corrente "morattiana", che hanno lavorato sotto banco per il ritorno di Mancini all'Inter. Lo spiega Il Fatto Quotidiano, che svela anche le voci secondo cui, di recente, ci sarebbe stata una cena "di chiarimento" tra lo stesso Mancini e Massimo Moratti. I due non si erano lasciati proprio amichevolmente: l'addio era arrivato al termine della stagione 2008, dopo lo scudetto vinto sotto la pioggia di Parma (grazie alla doppietta di Ibrahimovic), e Mancini era stato esonerato, come recitava il comunicato del 29 maggio 2008, "in particolare in ragione delle dichiarazioni rese dal tecnico all’esito dell’incontro Inter-Liverpool dello scorso 11 marzo 2008, di quanto ne è seguito, sino ai fatti più recentemente emersi nelle cronache giornalistiche".

I fatti del 2008 - Inter-Liverpool, valida per gli ottavi di finale di Champions League, fu decisa da un gol di Fernando Torres. L'Inter, anche in virtù dello 0-2 subito all'andata ad Anfield, fu eliminata dalla competizione, e Mancini, al termine della partita, si sfogò: "Questi sono gli ultimi due mesi e mezzo per me sulla panchina dell’Inter, anche se ho quattro anni di contratto". I giocatori lo presero soltanto come uno sfogo dettato dalla delusione per l'eliminazione, mentre Moratti non commentò: a distanza di anni, sappiamo che l'allora presidente dell'Inter aveva già preso contatti con Josè Mourinho, già nell'inverno del 2007, e Mancini lo venne a sapere. I fatti più recenti emersi nelle cronache giornalistiche, di cui si parla nel comunicato, riguardavano presunti impicci di un presunto amico di Mancini, il sarto Domenico Brescia, in una vicenda di traffico di stupefacenti. L'allenatore di Jesi, imbufalito dopo l'esonero, aveva affermato ad Ansa: "L’Inter abusa di vicende false e illecite. Ho dato incarico al mio legale di fiducia di tutelare la mia immagine in tutte le sedi competenti. Come allenatore ringrazio il presidente Massimo Moratti, Gabriele Oriali e tutto lo staff che mi ha sostenuto, la squadra e soprattutto tutti i tifosi nerazzurri che mi hanno accompagnato per quattro anni di grandi successi e indimenticabili emozioni e per la stima e gratitudine che continuano a manifestarmi". Il 31 maggio, la Gazzetta dello Sport pubblicò in esclusiva le foto dell'incontro londinese tra Moratti, Mourinho e Paolillo.

La pace e gli scongiuri - Dalle vie legali, quindi, al ritorno ad Appiano Gentile: Roberto Mancini e l'Inter hanno fatto pace, sei anni dopo quel brusco addio. In questi giorni di maltempo, a Mancini verranno in mente le immagini di quell'ultimo scudetto, conquistato al Tardini sotto il diluvio: ma il tecnico jesino starà già facendo gli scongiuri, dato che quell'Inter-Liverpool di Champions League fu deciso da Fernando Torres. Mancini si troverà davanti il Niño già domenica sera, nel derby...

L'addio di Mazzarri - Intanto la Gazzetta dello Sport di oggi ha rivelato i particolari dell'addio di Walter Mazzarri alla squadra nerazzurra. La notizia è arrivata intorno alle 10.15: Mazzarri era ancora a casa, mentre il suo staff era già alla Pinetina pronto per organizzare l'allenamento del pomeriggio. Su Appiano Gentile è subito calato il gelo, mentre a casa Mazzarri, il tecnico toscano inizialmente non prende bene la notizia (datagli da Fassone). Poi prende la macchina, va alla Pinetina e saluta prima il dt Ausilio, poi i giocatori. E questo è il momento più emozionante della giornata: "Grazie di tutto ragazzi, ci abbiamo provato", dice Mazzarri, e in quattro si mettono a piangere (oltre allo stesso ex tecnico): Jonathan, Nagatomo, Juan Jesus ed Hernanes, mentre Vidic abbraccia due volte l'allenatore toscano. Alle 15.25 torna a casa: chi lo ha visto, nel pomeriggio e nella serata di ieri, dice che Mazzarri ora è un uomo sollevato, come se si fosse liberato da una panchina che, ormai, era diventata un peso.

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Commenti all'articolo

  • salvio53

    15 Novembre 2014 - 15:03

    juve attenta per vincere di nuovo questi so capaci di rinverdire calciopoli.il Mancio allenatore ha vinto quando calciopoli gli avevaeliminato tutti gli avversari e dovette faaticare chiedendo gli straordinari ad un infortunato Ibra. menti corte, ora chiederà giocatori dal valore di miliardi per vincere, come ha fatto al city lì è riuscito a vincere uno scudetto al 95 dell'ultima partita aiutato

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    • mas.gaboardi

      15 Novembre 2014 - 16:04

      con che coraggio parli tifoso di una squadra(rubentus) la cui storia di furti doping corruzione la conoscono in tutto il mondo vergognati

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  • nellomaceo

    15 Novembre 2014 - 15:03

    Dalla padella alla brace.Senza calciopoli Mancini non avrebbe vinto niente.Ha giocato con Viera e Ibra che erano della juventus ed ha vinto senza la Juve e con un Milan penalizzato.Ha vinto in Inghilterra uno scudetto alla ultima giornata con tre anni di spese folli.Poveri interisti vi convicerete che senza calciopoli non potete andare da nessuna parte.

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  • zydeco

    15 Novembre 2014 - 14:02

    Il peso era lui. Spiace sempre a livello umano di vedere il fallimento di un progetto, ma questa e' la vita: alcune cose funzionano, altre no.

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