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Il bolide

Ferrari, la nuova monoposto: un'auto di rincorsa, proporzionata ma poco "osè"

Ferrari, la nuova monoposto: un'auto di rincorsa, proporzionata ma poco "osè"

Almeno l’occhio ha già avuto una rivincita. Da domani mattina, con il debutto ufficiale di Vettel nei test di Jerez, vedremo se anche l’inverno della Ferrari potrà sbocciare in primavera oppure a Maranello le temperature avranno anche quest’anno un frustrante segno meno davanti, quello dei punti di distacco dalla Mercedes. Chiuse le ere Montezemolo-Alonso, la SF15-T è la prima nata sotto il diumvirato Marchionne-Arrivabene. Firmata James Allison, dopo il siluramento di Tombazis e Fry, l’erede della F14T sembra più equilibrata nelle proporzioni e nell’estetica, anche se sappiamo come sia stata rifatta in fretta e furia a progetto in corso: vedremo se sarà pure sinonimo di velocità, perché «l’auto bella è quella che vince», spiegava il Drake. «A me sembra bellissima», esclama intanto Sebastian. Presentata come ormai consuetudine on-line, la nuova Rossa mostra una tonalità di colore più scuro, sul quale spicca il logo Alfa Romeo, a sintetizzare i rapporti “commerciali” e a voler “chiamare” la fortuna e i fasti di un passato che fu, e che anche a livello politico e di leadership tecnica appare lontanissimo.

Il muso, anche a causa dei nuovi regolamenti (stop alla doppia protuberanza Lotus e niente trucchi in stile Mercedes, che aveva utilizzando i sostegni dell’ala come parte iniziale del muso), non ha più nulla dell’ “aspirapolvere” 2014: non presenta soluzioni ardite e si allinea a Mercedes e McLaren, anche se appare un po’ più lungo e spiovente. Le prime voci però raccontano di un accurato sviluppo aerodinamico, che potrebbe fruttare perfino 8 decimi al giro. Si è lavorato sull’ala anteriore, sul braccio dello sterzo carenato (in stile Mercedes) per ottimizzare i flussi nella zona sospensioni e cambia anche il corpo-vettura rispetto al 2014: le pance sembrano più massicce, lo sbocco dei radiatori più arrotondato e lo sfogo dell’aria calda concentrato in coda intorno allo scarico unico e in basso, sotto ai bracci delle sospensioni. La zona Coca-Cola pare essere ristretta e ripulita per aiutare a migliorare il carico aerodinamico e la trazione, lo scorso anno talloni d’Achille.

Occhio alle nuove pinze anteriori, più piccole (e per questo riprogettate) e spostate con una soluzione estrema in stile Red Bull in posizione quasi orizzontale. È stato poi completamente rivisto il Brake-by-Wire (BBW), il sistema che deve garantire il bilanciamento in frenata quando l’unità elettrica del motore è in ricarica. I tecnici hanno lavorato per dare al pilota una maggiore sensibilità nelle staccate al limite, quella che è sempre mancata a Raikkonen, protagonista di frequenti “lunghi”.
Mentre l’interrogativo sulla sospensione pull-rod rimane: il capo progettista, Simone Resta, non ha voluto stravolgere lo schema. Resta il fatto che solo la Ferrari si affidi a questa soluzione, ma a Maranello sono convinti che il male della F14T non fosse nel pull-rod quanto nell’affannata power unit, in costante deficit di potenza rispetto alla concorrenza.

Resta da vedere quanto lo sviluppo “scongelato” dei propulsori (quest’anno limitati da 5 a 4) non sia solo una vittoria di Pirro. Non si tratta infatti della possibilità di ritoccare pesantemente il progetto ma solo apportare modifiche fino a una percentuale stimata del 25%, diluita in tutto il campionato e non più entro l’inizio della stagione. Cosa ovviamente possibile a tutti, ma se l’annata inizia prendendo già 2 secondi dalla Mercedes, tutto potrebbe essere inutile. Mattia Binotto, responsabile Motori, è fiducioso, «vogliamo raggiungere la Mercedes entro il 2015», ma Arrivabene mette le mani avanti, sottolineando come sarà importante evitare che non si creino «gruppetti» isolati (riferimento al clan creato da Alonso) e che la macchina non è stata stravolta: «Alcune modifiche sostanziali sono state fatte in base ai tempi, che erano molto ristretti. Ma qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta. Ripeto che due vittorie sarebbero una soddisfazione».

Così come soddisfacente sarebbe vedere Raikkonen scudiero adeguato di un Vettel ovviamente punta di diamante, che riparte da zero dopo l’annata tremenda in Red Bull (voleva quasi smettere): sarà ancora un tedesco il salvatore della patria? La pista domani ci dirà qualcosa di più, anche se forse non vedremo proprio la Red Bull: non ha superato i crash test dopo l’ennesimo progetto al limite di Adrian Newey.

di Tommaso Lorenzini

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