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Di padre in figlio

Scirea fa vincere ancora la Juve

Scirea fa vincere ancora la Juve

I grandi meriti di Antonio Conte, Allegri che ha modificato ma senza snaturare la macchina da guerra bianconera, una società oculata sul mercato. Ma non c’è solo questo a fare della Juve capolista la realtà sportiva di riferimento per il campionato.
Dalla stagione 2007-2008, introdotto da Claudio Ranieri che già in Inghilterra e Spagna aveva toccato con mano il passo avanti fatto dal calcio inglese nelle sue componenti «accessorie», la Juventus ha costruito un team di match analisys che si occupa di raccogliere catalogare, studiare e reinterpretare in dati statistici le performance dei singoli giocatori. Il tutto per fornire allo staff tecnico le informazioni necessarie e gli strumenti utili per leggere le varie situazioni di gioco, con l’ovvio fine di migliorare la resa in campo e trovare la strada per la vittoria. A capo del progetto c’è Riccardo Scirea, figlio del compianto Gaetano. Nel suo pc, tutti i segreti della Vecchia Signora. «Con la nostra squadra di analisti possiamo incidere per un 5/6% sul quello che sarà il risultato», dice Scirea a HJ Magazine, la rivista ufficiale bianconera. Da sette anni Riccardo è il responsabile del gruppo di lavoro composto da quattro persone, che fa capo al diesse Fabio Paratici. Realtà ormai consolidata nei campionati di vertice europei, l’ufficio di match analisys così strutturato è però un unicum in Italia, nonostante l’analisi video delle partite sia pratica comune a tutti gli staff tecnici. Uno dei grandi surplus dell’innovativa metodologia bianconera si concretizza infatti nell’intervallo di ogni partita, quando Scirea scende nello spogliatoio e tramite il software dedicato e sviluppato dal team juventino, analizza in tempo reale i dati e li comunica all’allenatore suggerendo aggiustamenti e variazioni. «Quasi tutti i giorni analizziamo qualche situazione nelle riunioni tecniche raccogliamo dati statistici, ma studiamo anche le zone di campo coperte, le giocate utili e la corsa, quella ad alta intensità (sopra i 20 km/h) e quella ad altissima (sopra i 25 km/h)». E non solo quella dei bianconeri. Scirea racconta infatti di un match contro il Bayern Monaco quando sono stati analizzati i dati delle prestazioni atletiche di Robben e Ribery, «il loro segreto è non solo essere capaci di grandi colpi, ma quello di realizzarli a velocità superiore alla media». Mentre, per quel che riguarda le performance stagionali dei bianconeri, il top appartiene a Vidal, 12541 metri corsi in Juve-Olympiacos. Sullo speciale podio seguono Pereyra, 12387 metri in Juve-Parma e Marchisio, 11890 in Juve-Udinese. E non pensate che le rilevazioni siano una fissazione dello staff tecnico. Sono gli stessi giocatori ormai a pretendere le clip delle loro performance e il resoconto dei dati per autostudiarsi e migliorarsi.
Scirea si occupa dei giocatori di Allegri e dei match della prima squadra, Domenico Vernamonte produce le clip sui singoli giocatori avversari e affianca il responsabile dello staff portieri, Claudio Filippi: insieme a Buffon vengono studiate le opzioni sui calci di rigore, analizzando i dati in sequenza temporale. Francesco De La Forest scrive il report con i dati statistici degli avversari, ruoli e moduli, mentre Daniele Palazzolo allarga tutto il discorso del match analisys al settore giovanile, in particolare alla Primavera. Se dunque l’obiettivo, sulla scia delle grandi scuole di Ajax e Barcellona, è creare un’identità di gioco unica per un intero club - tradotto, dai Pulcini alla prima squadra si gioca sempre allo stesso modo - in casa bianconera hanno scelto la via tecnologica per mandare la palla in rete. E, al momento, la Juventus 2.0 almeno in Italia pare proprio funzionare.

di Tommaso Lorenzini

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