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Ecco l'allenatore che Silvio Berlusconi ha in testa per sostituire Pippo Inzaghi...

Ecco l'allenatore che Silvio Berlusconi ha in testa per sostituire Pippo Inzaghi...

Non ha il capello curato, per sapere cos’è un visagista deve consultare il vocabolario, giacca e cravatta le utilizza solo ai ricevimenti nuziali. Estetica e fattuale, la svolta che il Milan sta preparando per la prossima stagione: Maurizio Sarri è il candidato numero uno per la panchina rossonera. Addio agli allenatori da copertina, ai tecnici in paillettes, ai bellocci alla Seedorf o Inzaghi: dentro uno che sta spingendo l’Empoli a una salvezza tranquilla e che il calcio lo intende sempre alla stessa maniera, in Serie A o in Seconda categoria. A indicare Sarri è stato nientemeno che Berlusconi, affascinato dall’Empoli bello e quadrato che ha costretto il Milan sull’1-1 a San Siro. A qualche rapido abboccamento, seguirà nei prossimi giorni una serie di appuntamenti tra la dirigenza rossonera e il presidente dei toscani Corsi. Sarri è legato all’Empoli fino al 2017, il Milan vuole parlare direttamente con il club per non turbare i rapporti, anche perché le due società dovranno discutere anche del futuro di Verdi e Saponara.

Il tecnico 56enne ha i requisiti giusti: dà alla sua squadra un gioco organizzato («Galliani mi ha detto che pratico il migliore d’Italia», svelò il diretto interessato), valorizza al meglio gli elementi della rosa e soprattutto è abituato a lavorare con i giovani, meglio se italiani. Esperienza maturata lontano da palcoscenici prestigiosi, ma sui campetti polverosi delle serie minori toscane: Stia, Faellese, Cavriglia e Antella sono alcune delle squadre allenate tra Eccellenza e Seconda categoria. Il calcio, anche praticato, per Sarri era solo un hobby (il padre, invece, arrivò nel ciclismo professionistico, ma ci rimase solo per un paio di anni), perché la vita vera esigeva uno stipendio: era dirigente di banca, ricordarglielo però non gli farà tanto piacere. La dimensione del calcio come passione e non come fonte di guadagno gli è rimasta appiccicata: Sarri è l’allenatore meno pagato della A, con 300.000 euro a stagione, e a lui bastano quelli.

Come pure gli basteranno i leggendari «33 schemi» che Sarri avrebbe escogitato per le palle inattive. Riduttiva o no, quell’etichetta lo accompagnò negli anni in cui il suo nome cominciò a circolare: dall’Eccellenza alla C2 con il Sansovino, in C1 con la Sangiovannese. L’organizzazione, la maniacalità e la cura per i dettagli lo portarono all’attenzione di molti, in primis il Pescara, che nel 2005 gli offrì la prima panchina di B della sua carriera. Da allora, la carriera di Sarri difficilmente si è dipanata su una linea retta, scontrandosi con esoneri, situazioni societarie precarie, rapporti chiusi dopo poche settimane. Era questo il calcio ad alti livelli da cui si era sempre tenuto alla larga in precedenza, e di cui adesso poteva osservare da vicino i paradossi. Fretta e ossessione dei risultati, quello che frega la maggior parte degli allenatori. Lui, in fondo, è riuscito a tenere la barra dritta, coronando la sua carriera ad Empoli: finale playoff il primo anno, promozione in A il secondo.

La sigaretta sempre accesa, la testardaggine come forza di chi non torna mai indietro sulle proprie decisioni: quando nel 2000 la vita lo mise davanti al bivio di fare l’allenatore a tempo pieno o continuare in banca, lui non ci pensò due volte, accomodandosi in panchina e mettendosi alle spalle l’ufficio e lo stipendio sicuro. Il suo non è un carattere facile, a volte è intrattabile, e mettersi contro è inutile: a Pescara ordinava di tingere di nero le scarpe dei calciatori per scaramanzia? Discuterne equivaleva a perdere tempo, fatelo e basta. Perché un buon allenatore deve avere personalità, va ripetendo, e allora la giacca può anche rimanere nell’armadio. 

di Francesco P. Giordano

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Commenti all'articolo

  • achillemarchione

    15 Marzo 2015 - 21:09

    LO SO! LO SO! il prossimo sarà Oronzo Canà

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  • palllino

    15 Marzo 2015 - 15:03

    Gli unici da esonerare sono Galliani e Silvio stesso!!!!

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  • giomarga

    15 Marzo 2015 - 12:12

    Berlusconi è ora che se ne vada portandosi dietro la sciagura maxima Geometra Galliani oppure il Milan ,come Società e come squadra possono aspirare al massimo alla salvezza oppure al fallimento

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    • Happy1937

      15 Marzo 2015 - 15:03

      Meglio vendere. Quanto al Geom. Galliani ricordiamoci invece anche delle sue stagioni vincenti. Da quando il Milan non carbura più è al comando una sedicente filosofa.

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  • paolino2

    15 Marzo 2015 - 11:11

    E chi se ne frega no?

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