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Il dopo Inzaghi

Milan, per la panchina spunta il nome di Sinisa Mihajlovic. Lista infinita, ma occhio alla sorpresa Donadoni

Milan, per la panchina spunta il nome di Sinisa Mihajlovic. Lista infinita, ma occhio alla sorpresa Donadoni

Avanti un altro. Mentre Pippo Inzaghi conta i giorni che lo separano dal congedo (i più pessimisti riferiscono di un esonero in caso di mancata vittoria sabato contro il pericolante Cagliari di Zeman a San Siro), il Milan continua a sondare i possibili nuovi allenatori per la prossima stagione. Le voci si rincorrono e l'ultima riguarda Sinisa Mihajlovic, rampante tecnico della Sampdoria che quest'anno sta stupendo dopo esperienze altalenanti tra Bologna, Catania, Fiorentina e nazionale serba. Ormai è chiaro: Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, reduci da due anni di fallimenti tecnici, stanno cercando un profilo "di rottura". Addio a mister giovani, esordienti o quasi, "nuovi Guardiola" nati e cresciuti a Milanello ed ex calciatori rossoneri. E' stato così con Leonardo, Seedorf e Inzaghi e i risultati, anche intesi come rapporto tra tecnico e società, non sono mai stati soddisfacenti.

Perché piace Mihajlovic - In questo senso, si potrebbe prendere in considerazione solo un traghettatore per questo finale di stagione (il vice di Inzaghi Mauro Tassotti, il mister della primavera Christian Brocchi oppure il responsabile del settore giovanile Filippo Galli). Ma da giugno si cambia linea. Mihajlovic starebbe convincendo la dirigenza rossonera per gioco, piglio, pragmatismo e capacità di gestire i rapporti con calciatori, media, un presidente ingombrante (Massimo Ferrero, ben più vulcanico di Berlusconi) e magari anche qualche testa calda arrivata a giochi in corso, come Samuel Eto'o. Dal punto di vista economico, poi, Miha costerebbe meno di altri due pretendenti "rivoluzionari" come Vincenzo Montella e soprattutto Antonio Conte, e fornirebbe più garanzie di Maurizio Sarri dell'Empoli. Il suo passato da interista (è stato calciatore e poi vice di Roberto Mancini) non sarebbe un problema, così come non lo sarebbe quello juventino di Conte. 

I sogni (irrealizzabili) - Resta però l'impressione che dalla ridda di nomi accostati alla panchina rossonera debba ancora uscire quello definitivo. Le incognite societarie d'altronde restano enormi: nuovi ingressi di azionisti e nuovi capitali verranno riversati sul settore tecnico o serviranno "solo" per il progetto stadio? Nel primo caso, si potrà organizzare un mercato all'altezza e pensare ad un allenatore esigente (sotto ogni punto di vista). In caso opposto, sarà impossibile puntare su un big in panchina dovendo pensare prima a cedere e poi ad acquistare, un po' come capitato nelle ultime due estati. Mihajlovic per carattere e ambizioni personali rientra nel primo gruppo di allenatori, quelli che "pretenderanno" interventi in entrata: Montella e Conte, certo, e poi gli altri messi nel mirino dal Milan come Luciano Spalletti, Fabio Capello, addirittura Carlo Ancelotti o Jurgen Klopp. Sogni irrealizzabili, in quasi tutti i casi.

Il nome possibile - Tra gli allenatori che potrebbero "accontentarsi", invece, rientrano a buon diritto il forse fin troppo "operaio" Maurizio Sarri dell'Empoli o le soluzioni interne e più aziendaliste. Una via di mezzo, per un Milan che voglia programmare una risalita lenta e ragionata, potrebbe alla fine essere Roberto Donadoni: ex milanista, campione in campo, esperto fuori (un Europeo alla guida della Nazionale, un grande campionato con il Parma di Cassano prima del tracollo firmato Ghirardi-Taci-Manenti), umiltà e dignità. Non accenderà le folle, ma forse sarebbe l'uomo giusto per risollevare le ambizioni e le finanze di questo Milan crepuscolare.

di Claudio Brigliadori
@piadinamilanese

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Commenti all'articolo

  • silvio47

    20 Marzo 2015 - 08:08

    ormai la stagione è finita, speriamo che arrivano a 44 punti x stare fuori dalla zona rossa, poi bisogna veramente cambiare, in primis allenatore uno capace non un amico, tre quarti di squadra via non sono da milan, è ridicolo parlano di stadio nuovo, di casa milan, e la squadra dovè?.

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  • rintintin

    19 Marzo 2015 - 19:07

    ma siamo seri e teniamoci Inzaghi fino alla fine....basta buffonate

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  • frateindovino

    19 Marzo 2015 - 13:01

    se non ci sono più i mezzi o manca la volontà per fare una "grande" , si faccia una squadra in grado di stare con sicurezza se non fra, dietro, alle "grandi", un esempio può essere la fiorentina , che, con acquisti ponderati, una gestione oculata, magari senza velleità, sta facendo molto bene, inutile cambiare allenatore stile chiamparini, l'allenatore c'era, a torino sta facendo bene mi sembra.

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  • frateindovino

    19 Marzo 2015 - 13:01

    se non ci sono più i mezzi o manca la volontà per fare una "grande" , si faccia una squadra in grado di stare con sicurezza se non fra, dietro, alle "grandi", un esempio può essere la fiorentina , che, con acquisti ponderati, una gestione oculata, magari senza velleità, sta facendo molto bene, inutile cambiare allenatore stile chiamparini, l'allenatore c'era, a torino sta facendo bene mi sembra.

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