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Il diplomatico cinese

Fu Yixiang: "Compriamo il Milan e ce lo dividiamo in 500mila"

Fu Yixiang: "Compriamo il Milan e ce lo dividiamo in 500mila"

C' è un popolo rosso che si sogna... rossonero. Sarà l'azionariato popolare la via con la quale la Cina conquisterà il Milan: a sostenerlo è Fu Yixiang, il vice presidente della Camera di commercio italo-cinese. È stato lui a svelare il volto dei quattro magnati che guidano il sogno di un intero Paese: comprare uno dei club più titolati al mondo.

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Signor Fu, come mai la Cina ha scelto il Milan? 
«Perché è un grande club. C' è stata una grande riforma delle scuole calcio da parte del governo: c' è la volontà di portare il nostro movimento al livello più alto possibile in breve tempo».
Fa impressione che quattro dei più grandi imprenditori del Paese si vogliano impegnare nell' acquisto della società. Che cosa c' è dietro? 
«Sono tutti collegati al mondo del calcio: il gruppo Wanda ha comprato Infront; Jack Ma di Alibaba ha il 50% del Guangzhou, la squadra di Marcello Lippi prima e Fabio Cannavaro poi; il gruppo Huawei è un brand molto attivo nelle sponsorizzazioni ed è già partner del Milan. Tutti avrebbero la possibilità direttamente di acquistare il club, ma non hanno la determinazione a condurre l' operazione da soli».
E poi c' è il signor Zong che sembra il capofila... 
«Si tratta del re della bevande in Cina, per quattro anni è stato l' uomo più ricco del Paese vendendo solo acqua in bottiglia. Avrebbe le disponibilità economica per fare tutto da solo, ma è un uomo che si è sudato la sua fortuna accumulando un centesimo alla volta. Potrà fare molto per il suo popolo ma non gli si può chiedere un simile sacrificio».
Ma quindi si tratta di un' operazione patriottica? 
«Definirla così è esagerato. I cinesi vogliono acquisire il know-how per avvicinare al più presto il livello dilettantistico del loro calcio a quello professionistico di un grande club come il Milan».
Nessuno però è pronto a investire direttamente un miliardo di euro... 
«Questa cifra si può spendere solo con la formula dell' azionariato popolare, che è quello che farà la differenza. Un Milan "popolare" in Italia non si potrà mai fare, non ci sarebbero tifosi a sufficienza disposti a pagare. Ma un Milan popolare in Cina è possibile. Sui numeri nel nostro Paese si vince sempre: non sarebbe difficile trovare 500 mila tifosi disponibili a investire».
Un thailandese, Erick Thohir, possiede l' Inter e non sta avendo molta fortuna. È una situazione che spaventa? 
«Dico sempre che una grande squadra deve essere sostenuta da tutti, un singolo imprenditore non può farcela da solo. Ecco perché il Milan costruito dal popolo cinese può diventare stella intramontabile».
Quello rossonero è il club più amato nel vostro Paese? 
«È sicuramente quello più conosciuto. Gli ultimi dati del club dicono che sarebbero quattro milioni i tifosi del Diavolo, ma non so se tutti sarebbero disponibili anche a fare da soci (ride, ndr)».
C'entra anche Expo in questo interesse? 
«La promozione dell' evento è partita in ritardo, forse un' agenzia di viaggi su dieci ha dei pacchetti dedicati. Però la nostra compagnia di bandiera porta già in Europa 8 milioni di turisti all' anno: non sarà difficile raggiungere la quota stimata di un milione di visitatori cinesi a Expo».
Torniamo al calcio. 
Qual è il milanista più conosciuto?
«L'ultima apparizione della squadra a Pechino è stata per il derby milanese di Supercoppa (2-1 per i rossoneri nel 2011, ndr). E tutti ricordano il gol di Ibrahimovic...».
In quanti anni il Milan cinese potrebbe tornare grande? 
«Il Diavolo è una vecchia gloria che ha bisogno di grandi giocatori, ma anche di un'azione di marketing basata sulla sua storia per rinascere. Il club rossonero potrebbe portare l'Italia in giro per il mondo con un po' di soldi veri spesi bene. Per tornare competitivi serve continuità negli uomini simbolo e l'inserimento di pochi giocatori, ma di alto livello, ogni anno».
È ancora forte il fascino tricolore sui suoi connazionali? 
«L'Italia è il Paese europeo che più assomiglia al nostro: abbiamo lo stesso senso della famiglia, siamo entrambi molto affezionati alle nostre origini. E poi è identica la struttura della società, molto legata alle relazioni, alle conoscenze. Funziona così da voi e da noi».
Test pallonaro finale per capire se ci si può fidare dei cinesi. La Serie A per voi ha il volto di...? 
«Roberto Baggio, un simbolo intramontabile, è amatissimo. È sempre stato un grande giocatore, ma i cinesi lo ricordano soprattutto per il lato umano che mostrò quando sbagliò il rigore decisivo ai Mondiali di Usa '94». 

di Francesco Perugini
@fperuginipz

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Commenti all'articolo

  • Chry

    12 Aprile 2015 - 13:01

    Poveri sostenitori rossoneri di destra, ora gli toccherà fare il tifo per i comunisti

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