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Derby infinito

Cairo lancia la granata: "Juve, gli scudetti sono 30"

Cairo lancia la granata: "Juve, gli scudetti sono 30"

Un derby infinito, ma fuori dal campo. L’impresa del Toro che ha battuto la Juve dopo 20 anni è infatti passata in secondo piano. I protagonisti della stracittadina sono diventati gli ultras, i dirigenti, i giornalisti, la Digos e la Procura federale. Uno spiegamento di forze, in pratica.
Dapprima il palcoscenico (in negativo) se lo sono preso i tifosi del Toro, con il lancio di pietre al pullman della Juventus. Poi Beppe Marotta, che ha tirato in mezzo la stampa: «Ci sono sempre attacchi contro di noi, è normale che la conseguenza sia questa». Dopo ancora è andato in scena il duello tra la Digos e la procura, in disaccordo nello stabilire se l’ormai celeberrima bomba carta, che ha ferito 11 persone nella curva Primavera dei granata, sia stata lanciata dagli ultras juventini alloggiati nel settore limitrofo o confezionata (ed esplosa per errore) dagli stessi tifosi del Torino. In mezzo, il 2-1 per i granata sul campo.
La parola fine al tormentone ha provato a metterla ieri Urbano Cairo: «Dobbiamo abbassare tutti i toni, in primis i dirigenti delle società che devono essere un esempio». Cairo ha poi proseguito tirando in ballo calciopoli: «Se è stato conclamato in vari gradi di giudizio che gli scudetti che hanno vinto sono 30 e ne espongono 32, il giudice sportivo dovrebbe squalificare quel campo o multarli». Prendere provvedimenti, dunque, con un accenno di carattere storico: «Che ti tipo di esempio dai, tu dirigente, ai tuoi tifosi, quando esponi una cosa che non è accaduta? Chiudere lo stadio no, ma almeno facciamo rimuovere i due scudetti in più. Anche al Toro negli anni ’20 fu revocato uno scudetto, perciò cosa facciamo? Metto anch’io 8 scudetti?».
Otto, come il numero degli arresti effettuati da polizia e carabinieri per le violenze durante il match. La parola ora passa di nuovo al campo, con la Juventus che affronterà stasera allo Stadium la Fiorentina di Montella e il Toro ospite del Palermo. Ventura dovrà fare a meno degli squalificati Basha e Bovo, e punta su Martinez in coppia con Quagliarella,mentre sotto la Mole, dopo due sconfitte nelle ultime 3 partite (con Parma e Torino, intervallate dalla vittoria in casa con la Lazio), Allegri ha un secondo match point scudetto. Deve battere i viola e sperare nella sconfitta della Lazio all’Olimpico contro il Parma. Per riuscirci si affiderà al 4-3-1-2 con Buffon in porta. In difesa vista l’assenza di Bonucci i titolari saranno Barzagli e Chiellini. A centrocampo toccherà a Vidal, Pirlo e Marchisio. Mentre Pereyra assisterà Morata e Tevez.
Ancora ai box Paul Pogba, che spera di essere in campo il 13 maggio al Bernabeu per la semifinale di ritorno di Champions. Durante la convalescenza, il francese, oggetto del desiderio di tutti i top club europei, ha avuto modo di incontrare il presidente del club parigino, Nasser Al-Khelaifi, come ammesso da quest’ultimo: «Sì, ho incontrato Pogba perché è un grande talento, francese e parigino. In tanti però lo vogliono».
Intanto, il giudice sportivo Tosel attende la conclusione delle indagini della procura federale per disporre di elementi certi, e decidere se chiudere (e per quanti turni) la curva degli ultras juventini per le prossime partite casalinghe. La decisione arriverà forse in giornata. Il rischio di uno scudetto da festeggiare con la curva chiusa (per ora) è stato scongiurato. Ma in ogni caso toccherà prima battere la Fiorentina e attendere un tracollo della Lazio.

di DANIELE DELL’ORCO

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