Cerca

Missione compiuta

Scudetto Juventus, Fabrizio Biasin: i 4 capolavori di Massimiliano Allegri

Scudetto Juventus, Fabrizio Biasin: i 4 capolavori di Massimiliano Allegri

Il 16 luglio 2014 Massimiliano Allegri diventa allenatore della Juventus. In Italia si scatena l’inferno. Tifosi della Juve: «Non vogliamo questo perdente!». Tifosi avversari: «Con Allegri finirete malissimo». Il sottoscritto, straconvinto delle sue tesi, scrive su queste pagine: «Chiunque, dopo Antonio Conte, sarebbe nel guano fino al collo prima ancora di iniziare, ma Allegri di più. Ereditare la panca del biondino leccese significa avere più autorità di lui. E Allegri non ce l’ha. Più senso tattico di lui. E Allegri non ce l’ha. Quantomeno più juventinità di lui. E Allegri certo non ne ha. La verità è che Max ha solo due cose in più rispetto a Conte: la capacità di dire sempre sì a chi lo gestisce e una miglior resistenza alle critiche dei media». Di siffatta porcheria possiamo salvare solo l’ultima frase e, infatti, Allegri da subito se n’è fregato di questo e di altri articoli anche più fetenti e si è messo a lavorare per far parlare i fatti. Di seguito, «i fatti» tradotti in 4 operazioni perfettamente riuscite.

Operazione n° 1: non cancellare Conte dalle menti dei giocatori, seguire il sentiero tracciato, entrare nello spogliatoio in punta di piedi. Fatto.

Operazione n° 2: insinuare nello spogliatoio che si può vincere anche in un altro modo, magari senza per forza dover urlare nell’orecchio dei tuoi 24 ore al dì e 7 giorni su 7, magari con la difesa a 4, magari lasciando qualche punto in campionato per essere più pronti in Europa. Fatto.

Operazione n° 3: levarsi l’etichetta del «mister aziendalista», quello che dice sempre signorsì al direttore di riferimento, mostrare all’esterno che Agnelli quel 16 luglio non ha fatto la scelta giusta, bensì la scelta perfetta. Fatto.

Operazione n° 4: dar fiducia a quei giocatori che gli anni passati facevano o avrebbero rivestito il ruolo di semplici comparse. I Padoin, gli Ogbonna, i Caceres, i Pereyra: godono loro, gode la società che si ritrova una rosa iper-valutata. Fatto.

Così è arrivato lo scudetto - il 31esimo che per i bianconeri è il 33esimo - un «titulo» che celebriamo oggi ma che, praticamente, la Signora ha messo in tavola insieme al panettone, subito dopo Natale. Lusso vero per un gruppo che molti ritenevano spremuto come un limone a Ferragosto, un’insalata mista condita da tre campioni del mondo del 2006 che 9 anni dopo fanno appena un po’ di fatica in più. E poi il centrocampo delle meraviglie, la difesa impenetrabile, l’attacco del «fenomeno» argentino e del baby spagnolo che presto fenomeno diventerà. Una squadra destinata a stravincere ancora, almeno in Italia: per meriti propri, quelli dei dirigenti che ragionano secondo la regola del «chi più spende meno spende» (quest’anno sfondata quota 300milioni di fatturato); per demeriti degli altri, quelli dei club che invece di fare la cosa saggia, ovvero copiare, preferiscono improvvisare se non addirittura sfidare lo zebrone. «Vinceremo lo scudetto, ora lo so» disse un tecnico d’origine francese un giorno di ottobre. Allegri non gli rispose, non ce n’era bisogno. Il resto è storia di domani, anzi, di dopodomani. Il popolo bianconero festeggia, ma solo un po’. C’è da scrivere la storia, quella dei quattro scudetti di fila che a guardarli fanno impressione. Figuriamoci se di fianco ci metti quell’altra coppa, quella che è meglio non nominare, quella con le orecchie enormi, così tanto che ti vien voglia di urlargi dentro «ti veniamo a prendere, bellezza...».

di Fabrizio Biasin
@FBiasin

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • paulocorsetti

    31 Agosto 2015 - 10:10

    se ha vinto è grazie a Conte, ha trovato la squadra fatta, quest'anno sono andati via dei pezzi insostituibili, cosa succede, ultimi in classifica.

    Report

    Rispondi

  • Anna 17

    Anna 17

    03 Maggio 2015 - 19:07

    Biasimo ma cosa dici mai? Allegri l'è un bun no. Se ha vinto non è certamente merito di questo incapace. Con la Juve vince anche mia nonna con una gamba sola.

    Report

    Rispondi

blog